Fin dalla sua apertura al pubblico nel 1990, il Museo nazionale di Palazzo Reale di Pisa si è identificato nel sistema museale cittadino come museo del collezionismo pubblico e privato pisano e come sede del Gabinetto Disegno e Stampe dell'ex Museo Civico, particolarmente ricco di materiale iconografico della città di Pisa dal ‘500 all'800. L'impegno successivo è stato quello di implementare le raccolte storiche, nei vari settori ( pittura, scultura, costumi, arti applicate, stampe) per farne un sempre più ricco specchio della cultura artistica pisana e dei suoi collezionisti.
In tale contesto si colloca anche la politica di acquisizioni e di acquisti che ha consentito in poco tempo di poter disporre oggi di oltre 2000 opere di grafica, la stragrande maggioranza aventi come soggetti Pisa e i suoi monumenti.
Si tratta perciò di un patrimonio pubblico che può consentire agevolmente, come dimostra la presente mostra La forma della città. Pisa dal medioevo al novecento , di realizzare in tempi brevi ed anche con costi ridottissimi, esposizioni tematiche. Per la sua ampiezza si configura come primo settore di un futuro museo della città in grado di offrire al pubblico opere in parte a rotazione - disegni e stampe - in parte in forma permanente - dipinti, sculture .
In tale ottica si colloca la recente acquisizione di un cospicuo nucleo della collezione Zampieri costituito da oltre 400 opere, tra cui molte rare e alcune rarissime. Proprio dalla sezione dedicata alla cartografia pisana, parte fondamentale di tale recente acquisizione, prende le mosse proprio questa esposizione che intende ripercorre una possibile genealogia della rappresentazione cartografica di Pisa, dalle prime immagini del tutto simboliche apparse nei cronache quattrocentesche per arrivare al primo rilevamento moderno eseguito dall'ingegnere Giacinto Van Lint basato alle mappe del catasto urbano e ancora alle piante di uso turistico divulgate nei primi decenni dello scorso secolo. Articolata in otto sezioni la mostra offre al visitatore l'opportunità di cogliere i momenti salienti della trasformazioni urbane di Pisa da città di antico regime a città di età industriale. Di grande suggestione la mostra , allestita nel prestigioso contesto delle sale espositive del Museo Nazionale di San Matteo, consente di ripercorrere l' immagine di Pisa diffusa a stampa dalla piante prospettiche apparse agli inizi del seicento e replicate con minime varianti per tutto il secolo. Come non emozionarsi di fronte alla pianta - veduta a volo d'uccello, di Achille Soli, stampa a Siena nel primo decennio del seicento, nella quale forse la forma urbana appare ancora confusa, ma in cui si riconoscono già alcuni dei principali luoghi della città. E certo colpisce la nostra immaginazione la pianta stampata ad Amsterdam intorno al 1660 corredata anche del prospetto della torre pendente coronata da una copertura conica, travisando forse un apparecchiatura a tiranti portabandiera. Non meno interessante è poi il confronto con un altro filone di documentazione cartografica, quello predisposto dagli uffici granducali, qui rappresentato dalla carta di Giovanni Pezzini e da un rilievo del tracciato delle mura e dei bastioni (entrambi provenienti dalla collezione Tongiorgi), legati a finalità militari o amministrative.
Gli anni del governo lorenese, segnati da una politica di ammodernamento della città, almeno a livello progettuale, e da una fase urbanistica dettata dalla pubblica utilità, trovano riscontro in alcune piante che si susseguono negli ultimi decenni del settecento e che, seppur esemplate su rilievi precedenti, danno conto di importanti trasformazioni come ad esempio lo smantellamento e demolizioni delle fortificazioni di terra a seguito dell'abolizioni delle servitù militari.
Momento di passaggio fondamentale per la rappresentazione della città, ma anche per il definitivo collocasi di Pisa nell'età industriale appare la pianta eseguita da Giacinto Van - Lint: di grande formato; questa documenta una crescita demografica e istituzionale, il primo affermarsi dei servizi a rete, la creazione di nuovi luoghi di socialità.
All'esposizione della iconografia a stampa abbiamo inoltre affiancato altri due prestigiosi esempi : il dipinto su tavola a fondo oro conservato nella chiesa di San Niccola con la più antica rappresentazione della città, un San Niccola che salva Pisa dalla peste, di un pittore pisano attivo tra fine ‘300 e inizio ‘400 ( Getto di Jacopo?) e la tela con Pisa e il suo territorio viciniore dipinta per i Medici dall' Antoniacci agli inizi del ‘600.
per informazioni:
Museo Nazionale di San Matteo
piazza San Matteo in Soarta, 1 56126 Pisa
telefono: 39 050 541865 fax: 39 050 542640
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