Voglio riportare un articolo riportato su Italia Oggi del 12/02/2010 a pag. 22 “Brevi”. Roberto Reggi, sindaco di Piacenza, PD, e responsabile Anci per le infrastrutture, commentando le affermazioni del presidente Ance Paolo Buzzetti secondo il quale i “paletti impostati dai comuni” starebbero affossando il piano casa varato dal governo, ha affermato che “da parte dei comuni non c’è alcuna volontà di negare la validità dei piani casa. Il tema è piuttosto un altro. Solo per fare un esempio, se in un comune ci sono migliaia di abitazioni sfitte, non è forse logico tentare di recuperare al mercato dell’affitto calmierato queste case, prima di prevedere nuove costruzioni che vanno a consumare il territorio?”. Che dire, mi sembra un proponimento intelligente. Io aggiungerei perché non ristrutturare tutti gli appartamenti sfitti e lasciati marcire? Tutti gli appartamenti che verranno costruiti a favore di chi. Tutta edilizia popolare, nelle periferie dormitorio, con realizzazione di ghetti incontrollati per comunitari ed extra. Edilizia di pregio, no questo in città. Edilizia per studenti, per evitare che molti proprietari affittino al nero, in case fatiscenti o facciano contratti capestro agli stessi conduttori. Bene. Di solito si cementifica quando c’è l’esigenza e a Pisa non mi pare che sia necessario costruire di nuovo. L’edilizia pisana sarà una grande bolla come a Madrid? A me piacerebbe vedere un po’ di conti, di numeri reali che giustifichino tutta questa esigenza di cementificare, numeri e non chiacchiere.
Andrea Boni
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