«I comuni dell'Area Pisana, a partire dal Capoluogo, sono tra quelli che investono di più nel sociale in tutta la Toscana. E di queste risorse non taglieranno nulla: anche i trasferimenti alla Società della Salute rimarranno inalterati. I tagli nel sociale sono frutto di scelte del Governo, come il Partito Democratico denuncia ormai da mesi». Questa la posizione del segretario provinciale del Pd Ivan Ferrucci e del segretario cittadino Nicola Landucci sulla situazione della Società della Salute.
«I tagli del Governo sono pesanti» - proseguono Ferrucci e Landucci - «si parla di 18 milioni di euro in meno a livello nazionale, 680mila in meno alla zona Pisana, Fondo sociale nazionale decurtato del 30 per cento. Per di più ciò avviene in un momento in cui, per via della grave crisi economica in corso, più che mai ci sarebbe bisogno di investimenti pubblici a sostegno delle categorie in difficoltà. A questo quadro va aggiunta la decisione di cancellare l'Ici, che toglie ai Comuni qualunque possibilità di intervenire con risorse proprie».
Da Palazzo Gambacorti, intanto, il Sindaco Marco Filippeschi annuncia di aver sospeso l'applicazione della delibera della Società della Salute - quella che dispone i tagli ai progetti sociali - in attesa di ridiscuterne con le cooperative e le associazioni. Il PD sostiene questa decisione, e promette «il massimo impegno per far fronte alla situazione». «Anche al mondo delle cooperative chiediamo però uno sforzo» - aggiungono Ferrucci e Landucci - «perché lo scenario in cui si muovono sta cambiando: le risorse sono poche e la domanda di servizi cresce».
Del tutto diverso è il parere della Confederazione Cobas di Pisa, che punta il dito contro le scelte dei Sindaci, in particolare di Marco Filippeschi: «L'amministrazione di Pisa», spiegano i rappresentanti del sindacato in una nota, «non ne azzecca una, e adesso taglia 650mila euro al sociale». Il che significa, dicono da Via S. Lorenzo, che verranno cancellati «interventi destinati ai tossicodipendenti, ai senza casa e ai senza fissa dimora: progetti con i quali molte prostitute sono state salvate dalla strada, per non parlare degli interventi ai bambini nei reparti oncologici».
E a pagare - accusano i Cobas - saranno non solo le persone più deboli, ma gli stessi lavoratori delle cooperative sociali: i quali, sempre secondo il sindacato, già oggi sono gravemente penalizzati rispetto ai lavoratori pubblici delle USL («un operatore del terzo settore», spiega il comunicato, «guadagna circa 500 euro in meno di un dipendente asl»).
I Cobas non credono alla tesi per cui i tagli sarebbero la conseguenza delle scelte del governo Berlusconi: «Il sindaco Filippeschi», dicono, «cancella anni di progetti e di interventi sociali: e al posto di interventi alle fasce sociali più deboli arrivano le telecamere, che costano più di tutti questi progetti cancellati». Quella dei Sindaci sarebbe insomma una scelta politica.
Intanto Pisa Notizie ha contattato la segreteria di Mauro Maccari, il direttore dimissionario della Società della Salute: Maccari si è rifiutato di rilasciare dichiarazioni. Tuttavia, secondo quanto ci è stato riferito, le sue dimissioni non avrebbero motivazioni politiche, e sarebbero dettate unicamente da motivi personali.
Sergio Bontempelli
Leggi, nell'edizione di ieri: tagli alle politiche sociali, protestano gli operatori
Vedi anche:
- Il comunicato stampa della Confederazione COBAS di Pisa
- Il comunicato del Partito Democratico (sul sito PD Pisa)
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