03/02/09 20:46 | autore: Sergio Bontempelli Stampa

Giuseppe Cecchi nuovo direttore della Società della Salute 0

E' stato nominato questa mattina dai Sindaci della zona pisana. Prosegue intanto il dibattito sui tagli alla spesa sociale: intervengono il gruppo di Rifondazione in consiglio regionale, e i vertici pisani della PDL.

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Giuseppe Cecchi è il nuovo direttore della Società della Salute, l'organismo pubblico che coordina le politiche socio-sanitarie dei Comuni nella zona pisana. Il nome di Cecchi, già ampiamente circolato nelle indiscrezioni della vigilia, è stato ufficializzato stamattina, al termine della Giunta della Società della Salute.

Cecchi subentra al precedente direttore Mauro Maccari, le cui dimissioni - presentate nel pieno delle polemiche sui tagli alle politiche sociali - avevano fatto pensare ad un atto di dissenso politico nei confronti di Filippeschi: un'ipotesi, quest'ultima, seccamente smentita dall'interessato, che aveva parlato di "motivi esclusivamente personali".

Giuseppe Cecchi, attuale direttore dei Servizi Sociali alla USL5, ha una lunga storia di gestione delle politiche sanitarie a Pisa. Nel luglio 1978 è responsabile del settore Assistenza Sociale nell'allora Consorzio Socio-Sanitario n. 13. Si occupa, a partire dalla seconda metà degli anni '80, dei servizi di ospitalità e socializzazione, per anziani, ricoprendo tra il 1993 al 1995 l'incarico di Commissario Straordinario degli Istituti Riuniti di Ricovero. Dal 1996 ad oggi è Coordinatore dei Servizi Sociali e componente della Direzione Aziendale dell'ASL 5 di Pisa. E' considerato uomo politicamente molto vicino al Sindaco Filippeschi.

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"Pisa, i tagli al sociale in contrasto con le politiche della Regione"

Lo sostiene Rifondazione Comunista in un'interrogazione al Presidente Martini. Da Firenze nuovi finanziamenti alla zona pisana, che potrebbero compensare i tagli del Governo. E intanto anche il centro-destra critica le scelte dei Sindaci.

«Gravi irregolarità formali e sostanziali», «delibere in contrasto con le normative della Regione»: è netto il giudizio dei consiglieri regionali di Rifondazione Comunista, a proposito delle consistenti riduzioni alle spese sociali disposte dai Comuni della zona di Pisa. Monica Sgherri, Luca Ciabatti e Roberta Fantozzi hanno così deciso di presentare un'interrogazione al Presidente Claudio Martini, chiedendo che della vicenda si interessi anche il consiglio regionale.

«Il nuovo piano sanitario toscano», si legge nell'interrogazione, «prevede un processo di stabilizzazione dei servizi cosiddetti di bassa soglia»: cioè di quegli interventi rivolti al disagio e alla marginalità sociale, che operano direttamente su strada, nei quartieri e nei luoghi di ritrovo (per esempio, i camper per la distribuzione di siringhe sterili ai tossicodipendenti, o le unità mobili che operano per la prevenzione sanitaria nei luoghi di prostituzione). «La Regione», proseguono i consiglieri del partito di Ferrero, «riconosce a questo tipo di servizi un ruolo strategico nella prevenzione e nella riduzione del danno legata a fenomeni di alta marginalità».

In effetti, i maggiori tagli disposti dai Comuni della zona pisana riguardano proprio gli interventi a bassa soglia: sulle dipendenze, sul disagio giovanile nelle periferie, sulla tratta delle prostitute. Da questo punto di vista - dicono Sgherri, Ciabatti e Fantozzi - i provvedimenti della Società della Salute sono in evidente controtendenza rispetto alle normative toscane.

E non è solo questione di scelte politiche generali: in gioco ci sono anche specifici finanziamenti, che la Toscana ha messo a disposizione e che dovrebbero essere spesi in modo coerente con gli indirizzi regionali. «Il Piano Sanitario», ci spiega Luca Ciabatti, «ha previsto uno stanziamento di 900.000 euro per i servizi di bassa soglia, che ovviamente andranno ripartiti nelle singole zone». E non basta: «sul fondo regionale per la non autosufficienza, in particolare per i portatori di handicap e per le persone anziane», dice ancora Ciabatti, «sono stati stanziati per il 2009 circa 80 milioni di euro, 40 in più rispetto all'anno precedente». I soldi ci sono, sembrano dire i consiglieri di Rifondazione: «naturalmente», precisa Ciabatti, «ci sono stati i tagli del Governo che hanno prodotto i loro effetti: ma la Regione sta facendo di tutto per mantenere la qualità dei servizi ».

Sulla vicenda dei tagli si registra anche la presa di posizione della PdL, critica nei confronti di Filippeschi: «Noi non avremmo tagliato quei progetti», spiega Riccardo Buscemi, consigliere comunale del centro-destra, intervistato dal quotidiano La Nazione. «E poi», incalza, «il Sindaco deve smettere di colpevolizzare il Governo, che con Pisa è stato molto generoso, per esempio concedendo la proroga degli sfratti». «I tagli al sociale», conclude Buscemi, «sono scelte politiche che gli enti locali fanno nella loro autonomia»

Sergio Bontempelli

Leggi anche:
- Il testo dell'interrogazione presentata al Consiglio Regionale dal PRC
- Tagli alle politiche sociali: ecco cosa è successo (da Pisa Notizie, 29 Gennaio 2009)
- Tagli alle politiche sociali, ancora polemiche (da Pisa Notizie, 2 Febbraio 2009)
- Il comunicato stampa di Rifondazione Comunista
- Il comunicato stampa della Confederazione COBAS di Pisa
- Il comunicato del Partito Democratico (sul sito PD Pisa)
- Tagli alle politiche sociali, si dimette il direttore della Società della Salute (da Pisanotizie, 30 Gennaio 2009)
- La lettera degli operatori sociali
- Il sito dove si può firmare online la lettera degli operatori sociali
- La delibera della Società della Salute n. 1 del 15 Gennaio 2009
- Quadro sintetico dei tagli ai progetti sociali

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