16/02/09 18:56 | autore: Sergio Bontempelli Stampa

Il governo rumeno e i Rom a Pisa 0

Il Sindaco chiede l'intervento della Romania e chiama il console. Ma Bucarest è già intervenuta a Pisa: contestando gli sgomberi e gli allontanamenti

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«Illustre Signor Console, Le scrivo per chiederLe un incontro, per affrontare la situazione critica che si è determinata nella mia città per la presenza di cittadini romeni in un accampamento sorto abusivamente su proprietà privata». Comincia così la lettera che il Sindaco Marco Filippeschi ha inviato al console rumeno, chiedendo direttamente a Bucarest una collaborazione per affrontare il problema delle "baraccopoli". «L'intervento delle autorità dello Stato di Romania», prosegue Filippeschi, «può contribuire a risolvere criticità altrimenti difficilmente risolvibili, data la pressione straordinaria che la città di Pisa e l'area pisana devono sostenere per la presenza già assai consistente di cittadini di origine Rom».

Il Sindaco non spiega quale potrebbe essere il contributo del governo rumeno: iniziative specifiche per favorire i rimpatri volontari? Una collaborazione maggiore con le forze di polizia del nostro paese?

Bucarest, però, è già intervenuta più volte nella situazione italiana: e lo ha fatto per denunciare discriminazioni e persecuzioni subìte dagli emigranti rumeni. È dell'11 Febbraio scorso l'accusa lanciata dal ministro degli Esteri Cristian Diaconescu, secondo il quale «gli atteggiamenti di alcuni rappresentanti del governo di Roma sono volti, attraverso una retorica molto aggressiva e provocatrice, a incitare alla xenofobia». «Ogni stato», aveva detto Diaconescu, «ha il diritto di sanzionare i reati commessi da qualsiasi persona, ma non è giusto lanciare l'anatema contro un'intera comunità». Insomma, Bucarest non sembra disposta ad accettare la criminalizzazione dei propri emigranti: e altrettanto difficilmente potrà assecondare la definizione dei propri cittadini come «problema da risolvere».

Tra l'altro, il governo rumeno è già intervenuto a Pisa, il 24 Settembre 2007, poche settimane dopo il drammatico incendio nel campo di Pian di Rota a Livorno (dove morirono quattro bambini rom rumeni). Una delegazione del governo di Bucarest fece visita alla nostra città, incontrando il Questore, il Prefetto, i comandanti dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, i rappresentanti degli enti locali e delle associazioni.

In quell'incontro, la capodelegazione rumena Dana Varga, lei stessa di etnia Rom, aveva insistito sulla necessità di garantire ai Rom rumeni, «ovunque si trovino», i diritti civili e sociali: un riferimento, questo, che era stato interpretato come una critica alla politica degli sgomberi e degli allontanamenti, propria di molti comuni italiani. Dana Varga aveva anche suggerito alle autorità locali di affrontare il tema dei «campi nomadi» non ricorrendo alla forza, ma coinvolgendo attivamente proprio gli abitanti dei campi: «l'esperienza», aveva detto, «dimostra che ogni decisione riguardante i Rom va presa con la loro attiva partecipazione».

Indicazioni, queste, che non sembrano procedere sulla stessa lunghezza d'onda su cui si muove il Sindaco di Pisa.

Sergio Bontempelli

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