16/02/09 18:36 | autore: Sergio Bontempelli Stampa

Campi rom a Pisa, è emergenza? 0

Dati e numeri delle "baraccopoli" pisane: le presenze rimaste stabili da venti anni. Ma il Sindaco parla di emergenza

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Pisa vive dunque una "emergenza Rom" legata al proliferare di campi e baraccopoli non autorizzate? Le presenze nei vari insediamenti sono drammaticamente aumentate negli ultimi anni? Il Sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, non ha dubbi in proposito: «La nostra città», ha dichiarato ieri in una intervista al quotidiano Il Tirreno, «non è in grado di fronteggiare una situazione già in emergenza aggiungendo altre emergenze da sanare, come quella verificatasi l'altro giorno con l'incendio nell'accampamento dei rumeni». Eppure, i dati ufficiali sembrerebbero smentire proprio lo scenario «emergenziale» evocato dal primo cittadino.

In due ricerche effettuate nel 2007 dalla Fondazione Michelucci per conto della Regione Toscana (per le quali vedi qui e qui), si parla di circa 600 persone presenti nei vari campi, autorizzati e non, della zona pisana. La cifra include i Rom rumeni, di più recente immigrazione, i Rom della ex-Jugoslavia arrivati a Pisa negli anni '90, ed anche gli altri stranieri (albanesi, marocchini e tunisini) accampati nelle "baraccopoli" della periferia urbana, soprattutto lungo la direttrice Pisa-Cascina.

Si tratta di numeri indubbiamente considerevoli, se messi in relazione con le piccole dimensioni della città. Tuttavia, per poter parlare di «emergenza» si dovrebbe dimostrare un forte aumento del fenomeno in pochi anni.
E invece, una ricerca condotta sempre dalla Fondazione Michelucci, ma nel lontano 1988 (più di venti anni fa) dimostrò che i Rom presenti sul territorio erano poco più di 600: gli stessi di oggi, insomma.
Il «censimento» effettuato nel 2002 dai Comuni della zona pisana - quello che dette il via al programma Città Sottili - rilevò la presenza di circa 450 persone: ma non prese in considerazione i Rom rumeni (già allora diverse decine), all'epoca sconosciuti ai servizi sociali perché giunti da poco in città.
In più di venti anni, insomma, le presenze nelle "baraccopoli" pisane sono rimaste sostanzialmente stabili [vedi tabella in formato PDF].

A cambiare non sono i numeri del fenomeno ma la sua composizione: nel giro di due decenni, sono infatti quasi scomparsi i «Sinti» (cioè gli "zingari" di nazionalità italiana, un tempo molto numerosi a Pisa), mentre sono aumentate le presenze dalla ex-Jugoslavia prima, e dalla Romania poi. Trasformazioni qualitative e non quantitative, insomma: in ogni caso, nulla che faccia pensare ad una «emergenza» drammatica e ingovernabile.

Le cifre fornite dal Sindaco sulla stampa locale parlano di 1.500 persone impropriamente definite «nomadi», di cui quasi 1.000 accampate negli insediamenti e nelle baraccopoli. Sono numeri, però, che non trovano alcun riscontro nelle rilevazioni ufficiali. Di cui quindi occorrerebbe citare la fonte.

Sergio Bontempelli

Vedi anche: tabella sulle presenze dei Rom negli ultimi venti anni a Pisa, in formato PDF

Sciopero generale a Pisa: corteo a Ospedaletto - di Tommaso Fabiani

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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