19/02/09 11:22 | autore: redazione Pisanotizie Stampa

Verranno ripristinate le circoscrizioni 1

Il 26 febbraio il Consiglio comunale modificherà lo statuto: i nuovi consiglieri saranno “nominati”.

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Si è svolta ieri sera alla Stazione Leopolda una iniziativa dal titolo: "Ripartire dalle Circoscrizioni per un Governo partecipato della città", promossa da un ampio e trasversale fronte di gruppi consiliari e forze politiche: Partito Democratico, Partito Socialista, Italia dei Valori, In Lista per Pisa, Sinistra Arcobaleno, Rifondazione Comunista, UDC.

Al dibattito, coordinato da Antonio Mazzeo, consigliere del Pd nonché presidente della quarta commissione consiliare, sono intervenuti l'assessore regionale alla partecipazione Agostino Fragai ed il sindaco Marco Filippeschi.

Oggetto del dibattito la proposta di modifica dello statuto di Pisa per ripristinare le circoscrizioni, soppresse per i comuni sotto i 100 mila abitanti dall'ultima finanziaria varata dal Governo Prodi.  Il giudizio delle forze politiche presenti è stato unanime: "pur con dei limiti le circoscrizioni sono un patrimonio di partecipazione e democrazia per la città che va salvaguardato e riattivato".

Il confronto politico con i partiti della PDL è sul numero delle circoscrizioni da riattivare, sui metodi di nomina dei nuovi consiglieri da parte dei partiti che siedono in consiglio comunale, e sulla possibilità o meno che i consiglieri comunali possano far parte di questi organismi.

Le diverse proposte elaborate in questi mesi all'interno dei lavori della quarta commissione consiliare verranno discusse il 26 febbraio in consiglio, e qui si deciderà sul sistema da adottare e le modifiche da apportare allo Statuto.

Il sindaco ha espresso soddisfazione per il fatto che l'iniziativa di ieri sia stata promossa da uno schieramento più ampio della sola maggioranza consiliare e che ci si sta avviando verso il raggiungimento di uno dei punti ampiamente sostenuti nel programma di mandato presentato in occasione delle elezioni.
Filippeschi ha ribadito "che le circoscrizioni sono un punto di riferimento per il governo della città ed oggi ne sentiamo la mancanza. Esse sono dei luoghi di verifica delle scelte, di raccolta di istanze, una sede di controllo della gestione dei servizi e di selezione delle priorità, cosa oggi ancora più importante vista la scarsezza di risorse per i comuni".

Filippeschi è stato molto chiaro anche sulla natura delle circoscrizioni: "avranno le stesse funzioni di prima compatibilmente con la legge, non muteranno in numero e chi sarà nominato consigliere non avrà alcuna retribuzione. Per quanto riguarda i fondi non è stato possibile mettere un capitolo di spesa specifico in bilancio, visto che non erano previste, ma ci impegneremo a sostenerle".

Il tema del ripristino delle circoscrizioni si è intrecciato con quello più generale della partecipazione dei cittadini alla vita politica ed alle decisioni che riguardano la città in una fase in cui - è stato ribadito da molti intervenuti - "i partiti attraversano una frase di crisi e di allontanamento dalla società".

L'assessore Fragai ha così esposto le linee guida a cui si ispira la recente legge sulla partecipazione approvata dalla Regione Toscana. "Occorre dare spazio alla società, - ha detto l'assessore - una società che si autorganizza sempre più su progetti definiti, mentre troppo spesso partiti ed istituzioni non sono capaci di rispondere ai bisogni posti. E' necessario riequilibrare il peso tra esecutivo e istituzioni assembleari e la partecipazione è un utile strumento in questa direzione".

Fragai ha ribadito più volte come sia indispensabile la "trasparenza della pubblica amministrazione. Serve una metodologia altra per cui sulle grandi questioni di una città sia limpido e chiaro il confronto tra gli interessi differenti in gioco e sulla base di questo poi devono scaturire le scelte da parte delle amministrazioni pubbliche, assumendosene le responsabilità".

Partecipazione, allargamento, ascolto, apertura nei confronti delle associazioni che vivono quotidianamente sul territorio sono espressioni che sono risuonate a lungo nel corso della iniziativa di ieri.

Il sindaco ha tenuto però a ribadire a conclusione del suo intervento: "io tengo molto alla capacità di decisione del Comune. La disaffezione dei cittadini alla politica si crea o perché le decisioni che prendiamo non vengono comprese, o perché non vengono mai prese. Si tratta di trovare un punto di equilibrio, selezionando le questioni su cui si può usare uno strumento partecipativo, nel qual caso auspico un uso intelligente e non ostruzionistico di questi strumenti".

Cos'è quindi partecipazione? Chi può partecipare e su quali temi? Come la partecipazione può incidere sulle decisioni di una amministrazione?

Sono questi temi vitali per una città e ci auguriamo che il dibattito possa allargarsi aldilà degli addetti ai lavori.

Questo articolo contiene 1 commenti.

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2009/02/19 14:02:00 drugo lebowski A parole sembra che sia Filippeschi sia altri esponenti del PD vogliano valorizzare l'esperienza di Voci di Quartiere (forse il primo esempio di urbanistica partecipata a Pisa), però chissà perchè pare non vogliano mettere in discussione la Sesta Porta.
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