26/02/09 09:00 | autore: chiara martina Stampa

"Dismissioni Selvagge" 0

Vendita degli immobili della Provincia: l'opinione del consigliere provinciale Ascanio Bernardeschi

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Come già preannunciato nei giorni scorsi, la Provincia di Pisa ha ufficializzato il piano di dismissione del proprio patrimonio, i cui ricavi serviranno a costruire la nuova sede dell'ente nei terreni di fronte al centro commerciale Pisanova.

La Provincia ha formalizzato nel dettaglio gli edifici che saranno messi sul mercato e che verranno presentati alle forze imprenditoriali della città e del territorio in occasione di un incontro specificamente organizzato, in programma lunedì 2 marzo prossimo, alle 17.30, a Palazzo Giuli. Gli edifici sono: a Pisa la sede centrale di piazza Vittorio Emanuele, alcuni piani di quella distaccata di via Nenni, il Centro Maccarrone in via Pellico, e a Pontedera gli edifici che ospitano l'Ipsia Pacinotti, il palazzo in via 1° Maggio e la succursale in piazza Andrea da Pontedera.

Su questa operazione abbiamo ascoltato il parere del consigliere provinciale di Rifondazione Comunista Ascanio Bernardeschi.

Che giudizio dai della scelta di vendere numerosi immobili della Provincia per poter realizzare la nuova sede dell'ente?

La scelta risale all'inizio della legislatura precedente, quindi a circa dieci anni fa. Il nostro gruppo fu subito contrario per diversi motivi. Tra questi l'opportunità di mantenere una sede vicina alla stazione ferroviaria, dato che i fruitori dei servizi della provincia, e gli stessi amministratori, provengono da tutta la provincia e che ci pareva assurda un'operazione che avrebbe incrementato il bisogno di mobilità a mezzo di automezzi privati. Inoltre la provincia aveva da poco già investito nell'edificio della "Stecca" e nelle torri di vai Nenni.

La progettazione della nuova provincia, assegnata tramite un concorso, risale ormai a qualche anno fa. Recentemente è stato annunciato che il progetto verrà modificato e ridimensionato. Come giudichi questo modo di procedere per cui di fatto si fanno dei bandi di concorso per dei progetti che poi negli anni vengano profondamente modificati?

Io sono solito presupporre la buona fede, fino a prova contraria. Per cui posso solo parlare di incapacità amministrativa. Incapacità di prevedere nuove esigenze che sarebbero intervenute già prima di procedere alla posa della prima pietra. Incapacità di prevedere e prevenire un clamoroso allungamento dei tempi di attuazione.

Si parla di operazione a costo zero, anzi il presidente Pieroni ha dichiarato che tra vendite e costi di costruzione la Provincia dovrebbe andare in attivo. Credi che queste previsioni economiche siano realistiche e fondate?

Assolutamente no. In questa indeterminatezza delle soluzioni progettuali, le previsioni rischiano di saltare. Inoltre bisogna tenere presenti due ulteriori elementi d'incertezza. Uno è l'andamento del mercato immobiliare in questa fase di gravissima crisi. L'altro è la complessità del meccanismo amministrativo e finanziario previsto, per cui si dovrà andare a trovare un soggetto privato in grado di anticipare i costi della realizzazione della nuova sede e attendere di essere pagato solo dopo la vendita delle proprietà della provincia, che invece potrà avvenire non prima che gli uffici provinciali saranno traslocati nella nuova sede. Faccio tanti auguri agli amministratori, ma nell'attuale condizione del mercato, il privato può accettare un simile patto solo se sarà adeguatamente risarcito di oneri finanziari e rischi. A meno che il risarcimento consista nel chiudere un occhio d fronte a operazioni speculative.

Tra gli immobili venduti ci sono il palazzo storico della provincia e il centro in via Silvio Pellico. Che sorte avranno questi immobili?

Già. Parlavamo di speculazione. Il mio timore è proprio questo. Ho detto che voglio sempre presupporre la buona fede, ma certamente se il faro del PD diventa favorire l'impresa e gli affari dei poteri forti, non c'è da stupirsi se ogni tanto scoppia qualche bubbone: Firenze docet.

Il centro Maccarrone si trova nell'area in cui il comune prevede di realizzare un parco urbano. Ti risulta che la provincia e il comune si siano confrontati per coordinare questi progetti urbanistici?

Non mi risulta assolutamente. E in una materia simile, se coordinamento ci fosse stato non avrebbe potuto essere senza un coinvolgimento del Consiglio provinciale. La vostra domanda mi suggerisce quindi di prendere un'iniziativa volta ad accertare se e come si è cercato un coordinamento.

Cosa ti immagini avverrà durante l'iniziativa del 2 marzo?

Mi immagino una passerella pre-elettorale per presentare il mega progetto. Mi piacerebbe però che ci fosse qualcuno in grado di richiamare l'attenzione dei mass media e della popolazione sull'insostenibilità del progetto stesso.

Si avvicinano le elezioni provinciali, in merito a questo piano urbanistico come vi confronterete con le altre forze politiche della maggioranza che sostengono questa progetto di trasformazione? Sarà un punto del vostro programma?

Proprio in questi giorni stiamo lavorando sulle linee generali di un programma da confrontare prima di tutto tra le forze di sinistra. Il PD non mi sembra interessato a questo confronto, ma alcune forze della maggioranza sì. Tra di esse il gruppo Comunisti Uniti (PDCI ed ex Sinistra democratica). È nostra intenzione porre al centro del programma la crisi e il sostegno agli strati sociali che maggiormente stanno pagando le conseguenze della crisi. Le risorse dovranno essere indirizzate prioritariamente in questa direzione. Niente opere che deturpano gli assetti urbanistici, penalizzano l'integrazione sociale e rischiano di aprire spazi a operazioni speculative. Noi stiamo su un fronte opposto.

 

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La Vignetta - Luca Ricciarelli

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