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La città è ancora molto colpita da quanto avvenuto venerdì davanti alla Sapienza in occasione dell'annunciata contestazione di studenti e precari per la presenza di Marcello Pera nell'ateneo pisano.
Le cariche della polizia, gli studenti feriti, il sangue sull'asfalto in via Curtatone Montanara hanno prodotto un profondo clamore in città, anche perchè era dal 1990, dai tempi della Pantera, che non si registravano episodi simili.
Numerose sono le reazioni e le prese di posizione.
Ma partiamo da chi al momento non ha voluto rilasciare dichiarazioni, in quanto questo silenzio sta facendo molto clamore in città, ovvero il Rettore Pasquali ed i suoi più stretti collaboratori. Ad oggi nessun comunicato, nessuna nota viene da Palazzo alla Giornata, nonostante gli studenti, ma anche gruppi come Rebeldìa, abbiano chiamato pesantemente in causa i vertici accademici.
Università 2.0 chiede le dimissioni del Rettore e della Prorettrice Vicaria Lucia Tongiorgi che "ha preferito, una volta affacciatasi davanti alla Sapienza, cambiare strada piuttosto che intervenire, mentre alcuni studenti venivano picchiati".
Gli studenti dell'Onda pisana tengono a sottolineare il fatto che si "è trattato di una carica da parte delle forze dell'ordine assolutamente ingiustificata, più di un'ora e mezzo prima che iniziasse l'iniziativa, sapendo che poi i relatori li avrebbero fatti entrare dagli ingressi laterali, e con scopi intimidatori nei confronti del movimento, come mostrano le immagini".
Gli studenti incalzano anche gli esponenti del PD presenti venerdì pomeriggio in Sapienza: "c'erano il consigliere comunale Zappacosta e l'assessore Forte, nessuno di loro è intervenuto mentre ci picchiavano".
Intanto si diffondono le voci su possibili denunce contro gli studenti, che anche su questo precisano: "i filmati sono chiari, stiamo mettendo su un pool di avvocati e ricorreremo anche noi all'autorità giudiziaria per le violenze subite".
L'appuntamento per discutere su quanto avvenuto e sui prossimi passi è per giovedì alle 21:30 al Polo Carmignani, una assemblea cittadina promossa dagli studenti universitari: "si è voluto dare un segnale contro quel soggetto che per primo nel paese si è mosso contro la crisi, per questo invitiamo tutti ad un incontro pubblico per rilanciare la mobilitazione in vista del 21 marzo quando sarà a Pisa il Ministro dell'economia Tremonti".
Martedì la discussione sugli avvenimenti verrà portata nella riunione del Senato Accademico sia dagli studenti di Università 2.0 sia dai rappresentanti di Sinistra Per che criticano il Rettore: "come è possibile che il rettore il quale era alla presentazione del libro insieme a Pera, non abbia sentito l'esigenza di accertarsi della situazione, di capire cosa stesse accadendo, di verificare se fosse possibile evitare il peggio".
Nel frattempo si susseguono le prese di posizione. Carmine Zappacosta, responsabile Università del Pd, ha dichiarato: "la risposta al dissenso devono darla la politica e le istituzioni non i manganelli, di cui condanniamo in maniera netta "il facile"utilizzo alla stessa stregua di qualsiasi azione di violenta intolleranza".
Netta la posizione del Prc che ritiene "inammissibile che le forze di polizia siano usate per reprimere arbitrariamente e violentemente una corretta manifestazione di dissenso". I Cobas parlano di "inaudita carica della polizia contro una manifestazione pacifica: ormai manifestare e contestare il Governo e i suoi rappresentanti è reato".
Il Laboratorio delle disobbedienze Rebeldìa in una nota afferma che" il pericolo per la sicurezza e la democrazia nell'Università di Pisa è Marco Pasquali, con i prorettori di cui si è circondato. E' fin troppo lungo l'elenco delle occasioni in cui Pasquali e compagnia hanno negato spazi censurando iniziative da loro considerate, in modo del tutto arbitrario, politicamente "scomode", o hanno blindato l'Università chiedendo l'intervento delle forze dell'ordine."
A destra Azione Universitaria parla "della solita minoranza intollerante" e il coordinatore provinciale di Forza Italia Pizzi di "un manipolo di estremisti intolleranti", solidarizzando con le forze dell'ordine.
Infine il sindacato Ugl della polizia per bocca del suo presidente provinciale Alessandro Lusini difende l'operato delle forze dell'ordine: " le cariche per disperdere chi in nome della democrazia ha cercato di impedire lo svolgimento di un'iniziativa culturale all'interno dell'Università sono ancora una volta considerate più gravi della non tolleranza e della violenza degli antagonisti".
Leggi anche:
- La cronaca dei fatti, su Pisa Notizie
- il comunicato degli studenti di Università 2.0
- il comunicato del Laboratorio delle disobbedienze Rebeldìa
- il comunicato del PRC
- il comunicato della Confederazione Cobas
- il comunicato di Sinistra Per
- il comunicato di Sinistra Critica
- comunicato del Circolo Agorà
- comunicato del Dipartimento edel Circolo del Pd Università e Ricerca
- Ascolta la testimonianza audio
Questo articolo contiene 2 commenti.
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2009/03/10 23:03:09 nome cognome Lavoro all'universita' e ho sempre messo al primo posto l'interesse degli studenti che con le loro tasse sono quelli che mi permettono di vivere dignitosamente pagandomi uno stipendio, trattarli sempre come ultimo degli esseri ad aver diritto di parola e' ignobile e alla lunga controproducente.
Signor rettore e sig.ri professori che fareste se domani tutti decidessero di lasciarvi li' da soli nella vostra bella universita' deserta?
2009/03/10 19:03:40 Stalker Dopo aver letto e visto i video, la prima considerazione che mi viene da fare è che la prossima volta che si vorrà manifestare "dissenso", bisognerà "attrezzarsi" per una legittima difesa: caschi e scudi per evitare di prenderne troppe. Poi ripenso all'intervista di Cossiga ed un brivido corre lungo la schiena ...
http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=32976406