Dal primo gennaio del 2009 è entrato in vigore il nuovo regolamento sul sistema bibliotecario di Ateneo, approvato dal Senato accademico il 28 dicembre del 2008 che ha introdotto novità importanti le quali molto fanno discutere all'interno dell'Università.
La più importante consiste nel fatto che i centri bibliotecari non sono più centri di spesa e si è proceduto a un riaccentramento delle funzioni per cui il sistema bibliotecario è stato riorganizzato come unico centro di spesa gestito direttamente dall'amministrazione centrale dell'Università.
Ad oggi, però, questa "razionalizzazione" delle risorse economiche sta causando forti disagi, non essendo entrato ancora a regime la gestione centrale del fondo economato: i dipendenti sono costretti a navigare a vista, facendo del loro meglio in assenza di indicazioni.
La questione delle risorse è, però, il nodo più pesante. "Il bilancio approvato nel dicembre del 2008" - ci dicono alcuni lavoratori esternalizzati che da anni conducono una battaglia per il riconoscimento dei loro diritti e per una giusta retribuzione - "prevede un taglio del 30% delle risorse al sistema bibliotecario di ateneo, dagli 800 mila euro dell'anno scorso per il 2009 si prevede di stanziare circa 560 mila euro".
A ciò si aggiungono anche i tagli previsti dall'ateneo ai singoli dipartimenti, pari circa a un terzo dei finanziamenti dell'anno precedente, che avranno forti ripercussioni e aggraveranno la situazione già molto critica delle biblioteche.
"Il rischio" - sottolineano alcuni rappresentanti dei ricercatori precari - è che "nel giro di pochi anni avremo delle biblioteche sempre più povere: si compreranno sempre meno monografie, cosa che già oggi avviene, si faranno sempre meno abbonamenti a riviste cartacee, si ridurranno i servizi di catalogazione e di apertura al pubblico". In questi ultimi mesi "si registrano già tagli sui contratti esterni per la catalogazione e la recente gara d'appalto per i servizi esternalizzati delle biblioteche è stata vinta da chi (Itinera nrd) ha fatto l'offerta più al ribasso".
"Ad esempio" - ci dice un lavoratore delle biblioteche - "è stato sospeso il contratto esterno ad alcuni lavoratori per il trasporto dei libri dall'archivio di Montacchiello alle biblioteche. Oggi, ci dicono gli utenti delle biblioteche, ci vogliono 3 giorni, ma spesso anche di più, per avere un libro che è in archivio".
Anche a Montacchiello si registra una situazione di sofferenza con il distacco di poche persone, a fronte di un invio da parte delle biblioteche di sempre maggiore materiale, ad esempio quasi tutte le donazioni, viste le forti carenze di spazi che si registrano per la maggior parte delle biblioteche.
"A ciò si aggiungono procedure alquanto balzane di gestione del personale:" - ci spiega una ricercatrice precaria - "la digitalizzazione degli articoli di riviste richieste dagli utenti delle biblioteche non vengono archiviate, per cui accade che lo stesso articolo, se richiesto da più utenti, viene digitalizzato ogni volta".
Girando per le biblioteche, ciò che si critica dell'amministrazione universitaria è che "tutto avviene nel silenzio. Non vi è nessuna programmazione, nessuna progettualità, come dimostra il caso dei nuovi progetti edilizi delle biblioteche". "Un esempio lampante" - ci racconta uno studente - "è quello della ex-Guidotti in via Trieste, dove si dovrebbe trasferire il Dipartimento di Storia dell'Arte e anche la biblioteca. Il progetto, che sarà compiutamente realizzato tra tre anni e costerà migliaia di euro, prevede in tutto l'aumento di soli 20 posti rispetto a quelli che vi sono attualmente nella sede di San Matteo, ma soprattutto riuscirà a contenere il materiale che ad oggi è contenuto nella vecchia struttura"..
Con il nuovo regolamento cambiano anche gli organi di governo del sistema bibliotecario con la nascita di un comitato di indirizzo e di controllo di ateneo. Il comitato è presieduto da un coordinatore, nominato direttamente dal Rettore e il cui mandato è legato a quello di quest'ultimo.
Fanno parte del comitato sei presidenti delle biblioteche (i presidenti sono eletti tra i professori ndr), il direttore nominato dal direttore amministrativo, e da un rappresentante dei direttori di biblioteca (nominati dal direttore del sistema a un funzionario dell'area bibliotecaria non inferiore alla D), con sole funzioni consultive.
"In maniera paradossale - sono alcuni dei commenti raccolti dal personale delle biblioteche - "chi lavora quotidianamente nelle biblioteche non ha diritto di voto sulla organizzazione e programmazione . E' qualcosa di incredibile, è tutto in mano alla classe docente che non spende alcuna energia nel lavoro sulle biblioteche".
Il Rettore ha deciso di nominare come coordinatore il prof. Roberto Barbuti, ordinario di Informatica e membro del Senato Accademico.
Quello che si chiedono i lavoratori e gli utenti delle biblioteche è "quale sarà la sua politica? Non sappiano nulla di ciò che intende fare. Qui i dati e le informazioni arrivano con il contagocce".
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