24/03/09 21:34 | autore: Sergio Bontempelli foto Stampa

CEP: infuocata assemblea di quartiere 1

Animata assemblea di quartiere, alla presenza degli assessori Cerri e Zambito. I residenti contestano la cementificazione delle aree sportive

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Animata assemblea di quartiere, ieri, nei locali della ex Circoscrizione 2 al CEP. La riunione era stata convocata per discutere del progetto di nuova edificazione nelle aree di Via Gentile da Fabriano, lungo l'argine dell'Arno, attualmente occupate da impianti sportivi.

Ad aprire i lavori, di fronte ad una platea numerosa e attenta, è stato l'assessore Cerri, in rappresentanza della Giunta Comunale. «Non c'è ancora niente di deciso», ha tenuto a sottolineare, «siamo qui per discutere con il quartiere, e non a caso è stata proprio la Giunta a convocare questa assemblea». La precisazione era rivolta soprattutto agli organi di stampa: «che nei giorni scorsi», ha polemizzato Cerri, «hanno parlato di un progetto già approvato, quando tutto è ancora da decidere».

Il progetto del Comune

Cerri ha illustrato il progetto di variante al Regolamento Urbanistico, di cui fa parte anche l'ipotesi di intervento su Via Da Fabriano. Il Comune, ha spiegato l'assessore, deve approvare il "piano strutturale" (il programma che definisce le strategie dell'Amministrazione sulla città), e il Regolamento Urbanistico. Questi piani esistono, ma sono stati approvati molti anni fa, e la legge impone una scadenza ad atti di questo tipo. Stando alla ricostruzione dell'assessore, tuttavia, l'approvazione dei nuovi piani richiede tempo: perciò il Comune sta lavorando ad una "variante" del Regolamento Urbanistico, una sorta di regolamento "provvisorio" in attesa di quello definitivo.

La "variante" proposta dalla Giunta vorrebbe dotare la città di nuovi alloggi: in particolare, l'Amministrazione prevede di realizzare circa 160 appartamenti ad affitto concordato, e altri 230 di edilizia economica e popolare. In questo ambito si inserisce l'intervento al CEP. «Non si tratta di una speculazione», ha spiegato Cerri, polemizzando ancora con la stampa locale, «ma di un intervento semplice: vogliamo fare gli impianti sportivi in un'altra area, sempre al CEP, e in quella di Via da Fabriano vogliamo costruire nuove case popolari. Chi parla di case private, costruite per interessi privati, dice il falso». «Se voi pensate che questa proposta significhi cementificazione del territorio», ha concluso l'assessore, «ne prendiamo atto, ma non siamo d'accordo».

L'opposizione dei cittadini

Ma la gente del quartiere, esasperata, non ha tardato a manifestare il suo dissenso. «Nei campi sportivi di Via da Fabriano ci vanno a giocare i ragazzi», ha tuonato un'anziana signora, «e voi ci mettete il cemento, vergogna!». «Ci levate quei campi da gioco, e a noi giovani non date nessuno spazio di socializzazione», ha incalzato Yuri, un ragazzo del quartiere. «Qui nessuno è contrario a costruire nuove case popolari», ha provato a spiegarsi un altro residente, «ma non capiamo perchè proprio al CEP: qui ci sono già troppe case, siamo al limite».

Una denuncia, questa, che è tornata più volte negli interventi dalla platea. Molti hanno lamentato problemi di traffico, dovuti ad un'urbanizzazione eccessiva. «D'Estate», ha spiegato un anziano signore, «si forma una lunga fila che parte dal Ponte sull'Arno e arriva qui al CEP. A che servono altre case, se non fate un altro ponte?». «Altre case sono inutili», ha incalzato un altro, «qui mancano le strade, le fognature vengono fuori, non funziona nulla. Pensate prima a riqualificare il quartiere». E qualche voce, dalla sala, non ha mancato di osservare che «le case le fate per gli extracomunitari».

Il parere del centro-destra

Presente alla riunione anche il consigliere comunale del centro-destra, Diego Petrucci: che si è schierato risolutamente a favore dei cittadini, annunciando anche un vero e proprio referendum nel caso che il progetto su Via da Fabriano fosse approvato. «Il quartiere», ha detto Petrucci, «ha bisogno di aree verdi e di spazi per la socializzazione. Se volete fare nuove case popolari, pensate a ristrutturare la Mattonaia, o a restituire ai cittadini il palazzo ex-ENEL sul Lungarno, vuoto da anni».

Petrucci ha richiamato due immobili sfitti molto noti in città, su cui si erano registrate negli scorsi anni diverse mobilitazioni della sinistra sociale: la Mattonaia, in particolare, era stata occupata dagli studenti di Università Antagonista nel Settembre 2006, mentre sempre Università Antagonista aveva promosso un'inchiesta sulla speculazione finanziaria e immobiliare sul Palazzo ex-Enel.

La sinistra all'attacco

Polemici anche gli interventi delle forze politiche di sinistra - Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani - che per primi hanno sollevato il problema, contrastando i progetti dell'Amministrazione. «Il Comune aveva preso un impegno preciso», ha tuonato Roberto Cini di Rifondazione, «quando fu approvato, dieci anni fa, il Piano di Edilizia Economica e Popolare disse che non ci sarebbero stati ulteriori interventi di cementificazione al CEP. E ora deve rispettare gli impegni». Cini ha mostrato idee molto chiare anche sul problema casa. «Dite di voler costruire nuovi alloggi per risolvere la questione», ha detto, rivolto a Cerri, «ma qui in sala c'è una ragazza con una figlia di tre anni: sta per essere sfrattata, ha chiesto un incontro con l'assessore competente e non ha ricevuto risposta». «Se manderete la Polizia Municipale per eseguire lo sfratto», ha detto ancora Cini, riscuotendo un lungo applauso, «troverete tutto il quartiere ad impedirlo». In conclusione, Cini ha rivolto un appello a tutti i presenti: «qui siamo di fronte ai problemi veri del CEP: chi urla contro gli immigrati fa solo strumentalizzazione politica, perchè gli stranieri hanno gli stessi problemi di tutti».

Sulla stessa lunghezza d'onda anche Salvatore Montano. Che ha sollecitato la Giunta a rispettare gli impegni: «sono stato a lungo assessore per il Comune», ha detto Montano, «e ricordo che c'era un impegno preciso, preso da tutti noi: nessuna nuova cementificazione al CEP. Il quartiere ha bisogno di aree verdi, non di nuovi palazzi».

In un clima sempre più concitato, un gruppo di cittadini ha mostrato una petizione con più di duecento firme contrarie all'intervento in Via da Fabriano. «Visto che non rispettate gli impegni ce ne andiamo», hanno spiegato, abbandonando la riunione.

In conclusione

Non sono mancate anche voci favorevoli al progetto dell'amministrazione. Come quella di Guiliano Moretti, ex presidente della Circoscrizione numero due. «Mi sembra», ha detto, «che stiamo drammatizzando il problema. Qui nessuno vuole cancellare gli impianti sportivi: che verranno costruiti altrove, verranno costruiti meglio, e magari avremo finalmente anche campi regolamentari, dove si potranno disputare partite vere, con vere socità sportive». Ma il parere dell'assemblea era palesemente di segno contrario. E adesso, l'amministrazione dovrà fare i conti con un quartiere che non condivide i suoi progetti.

Sergio Bontempelli

 

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Protesta al CEP: "il Comune vuole cementificare il quartiere"

Gli impianti sportivi lungo l'argine oggetto di un intervento edilizio. Protestano Rifondazione e Comunisti Italiani

Nuova cementificazione dell'area di Via Gentile da Fabriano, sull'argine del fiume Arno, attualmente occupata da impianti sportivi (vedi la galleria fotografica allegata); vendita dell'area così edificata, e costruzione - con una parte del ricavato - di nuovi impianti sportivi in Via Vecelio. È questa l'operazione che il Comune di Pisa si appresterebbe a fare nel quartiere del CEP. Almeno stando alle indiscrezioni fatte trapelare da un articolo del Tirreno di alcune settimane fa.

Molti residenti, però, non sono d'accordo, e si apprestano a tenere un'assemblea, convocata per stasera, allo scopo di opporsi all'operazione. Paolo Fiaschi, barista molto conosciuto nel quartiere, non esita a definire "vergognoso" il progetto del Comune. «Gli impianti sportivi di Via da Fabriano», ci spiega, «sono un luogo prezioso di aggregazione sociale. Ora vogliono cementificare l'area, e lo fanno senza sentire il parere dei residenti», accusa senza mezzi termini Fiaschi. E la sua non è un'opinione isolata: al CEP, molti la pensano allo stesso modo. Nel quartiere gira voce che l'area sarebbe già stata assegnata alla cooperativa edilizia "Cooper 2000": ma i vertici della cooperativa, da noi contattati, smentiscono categoricamente, e anzi dicono di non essere al corrente dell'intera operazione.

Abbiamo sentito il parere di Maurizio Bini, attualmente consigliere comunale di Rifondazione, che è stato assessore alla casa e che conosce bene tutta la vicenda. «I campi sportivi di Via da Fabriano», ci spiega, «rientrano nella normativa che disciplina l'edilizia economica e popolare: la legge dice che se si vendono aree del genere, quel che si ricava deve andare in nuove costruzioni di edilizia economica e popolare. Quindi, se le indiscrezioni del Tirreno sono vere, l'operazione è palesemente irregolare». Ma, secondo Bini, c'è un altro problema: «ad oggi non c'è nulla di scritto, non ci sono atti formali, non c'è niente: e il Comune deve dire chiaramente quel che vuole fare».
Ma la contestazione di Bini entra anche nel merito: «quella di Via Da Fabriano è un'area verde all'interno di una zona urbanizzata: se si utilizza per nuove costruzioni, si aumenta la densità urbanistica e non si migliora certo la qualità del luogo».

Della stessa opinione anche Salvatore Montano, dirigente dei Comunisti Italiani, che ha ricoperto l'incarico di assessore alla casa dopo Maurizio Bini.
«Ci sono due problemi in questa operazione», dice Montano, «il primo è che rappresenta un mancato rispetto dei patti. Nel 1995 il Comune approvò il PEEP, il piano di edilizia economica e popolare: il piano prevedeva nuove costruzioni nel quartiere CEP. In quella sede, si decise che non ci sarebbero stati ulteriori interventi edilizi, in futuro, nella stessa zona».
Il secondo problema, secondo Montano, è che un intervento come quello ipotizzato rappresenta una violazione della stessa legge. «I campi sportivi», dice l'ex assessore, «erano di proprietà dell'ATER, cioè dell'azienda regionale che gestisce le case popolari. E le leggi regionali dicono che, se si vendono le proprietà dell'ATER, il ricavato deve andare a costruire nuove case popolari, o a ristrutturare quelle già esistenti. In questo caso, si venderebbe per costruire nuove strutture sportive».

«Speriamo di sbagliarci», dice Roberto Cini, residente al CEP e dirigente cittadino di Rifondazione Comunista, «ma pare che siamo di nuovo di fronte a casi simili, seppur in scala minore, a quello dei palazzi di proprietà della Provincia di Pisa, messi sul mercato per realizzare la nuova sede a Pisanova o dell'area ex Saint Gobain ad ovest dell'Aurelia nel quartiere di Porta a Mare: cioè si vende un pezzo di città per operazioni di tipo speculativo».

Intanto, sempre al CEP, si apre un altro fronte di polemica, che riguarda stavolta gli "orti sociali", cioè gli spazi coltivabili che la circoscrizione numero 2 aveva assegnato ad alcuni residenti. La gestione di questi spazi era stata affidata ad un organismo della circoscrizione, il "Comitato Orti", che non si è più riunito perché, come noto, le circoscrizioni sono state cancellate dalla legge finanziaria.

Così, il comitato di quartiere "Vecchio CEP" lancia una raccolta di firme per difendere gli orti, e per opporsi al progetto di cementificazione delle aree sportive. Il segretario del circolo di Rifondazione "CEP-Barbaricina", Ernesto Guglielminetti, lamenta che la gestione degli orti «è finita in una sorta di limbo e nessuno sembra sapere come e a chi affidare la gestione di quei terreni».

Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani chiamano i residenti a partecipare all'assemblea di quartiere organizzata dal Comune, che si terrà oggi alle ore 18 nei locali dell'ex circoscrizione 2, al piano terra delle scuola "Novelli".

 

Questo articolo contiene 1 commenti.

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2009/03/25 14:03:59 drugo lebowski Io credo che occorra un approccio diverso se si vuol davvero determinare un'inversione di tendenza sul modus operandi della pianificazione urbanistica.
Dire semplicemente "basta con la cementificazione" è un'argomentazione poco efficace. Ci sarà sempre qualcuno che sosterrà la tesi opposta, e non sarà possibile dimostrare inconfutabilmente che è sbagliata.
E lo stesso succede se viene utilizzato preventivamente lo spauracchio della "speculazione", che al momento è solo una supposizione senza alcun fondamento.
Sia chiaro, io sono solidale con chi sventola le bandiere del "NO alla cementificazione e alla speculazione", ma così magari si blocca il progetto al Cep senza però riuscire a capitalizzare l'eventuale successo.
Ovvero, la prossima volta siamo da capo.
Esportiamo anche al Cep il modello Voci di Quartiere, solo così possiamo sperare in un risultato che porti veramente a un cambiamento.

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