Nel pomeriggio di ieri giunge il dato sull'affluenza ai seggi: ha votato il 59,4% sul totale degli aventi diritto, il che dà validità al referendum ed al suo esito. Le urne sono aperte anche oggi, chiuderanno nel pomeriggio alle 14,30 e a seguire ci sarà lo scrutinio.
Ma ieri alla Piaggio era percepibile un clima molto teso dopo l'episodio registrato nella giornata di martedì in cui una signora delle pulizie ha aperto la stanza dove erano contenute le schede rompendo i sigilli. A questo si aggiunge anche la decisione della commissione elettorale di sostituire una delle urne dopo che erano stati sollevati dei dubbi sulla sua possibile manomissione.
Abbiamo raccolto le opinioni di alcuni lavoratori durante la pausa pranzo per cercare di dare una risposta ai molti interrogativi che abbiamo posto nell'articolo di ieri su come sia possibile che avvengano simili episodi in occasione di un evento così importante come un referendum.
"C'è un climaccio - dice un operaio che lavora in catena dal 1994. Quanto è avvenuto non è una cosa chiara. La porta era chiusa a chiave, e la commissione aveva anche messo la chiave in una busta con tanto di firme. E poi? Ditemi a cosa servono tutte queste cose: quello che è successo è la dimostrazione che i seggi non vanno lasciati incustoditi. Qui alla Piaggio facciamo anche una figura ridicola: alle elezioni politiche in un giorno e mezzo votano 60 milioni di persone, qui per farne votare 3500 ci stanno 4 giorni. A mio giudizio andava azzerato tutto e si ripartiva di nuovo. Così a noi rimane il dubbio e c'è sempre polemica. Una cosa è certa, in 15 anni che sono alla Piaggio ho visto un continuo peggioramento delle modalità con cui si svolgono i referendum".
Un altro operaio, in Piaggio da 31 anni, si pone questa domanda: "Non riesco a capire come mai nessuno abbia detto a questa signora che in quella stanza c'erano le schede. E' una cosa un pò anomala. Il problema è che in fabbrica c'è un clima di rassegnazione: o prendere o lasciare, per cui prendere qualcosa è meglio che niente. Ciò che a me fa più rabbia è che negli ultimi anni non si è mai provato ad ottenere qualcosa di più."
Massimo, operaio delle meccaniche, incalza: "Come al solito alla Piaggio non si riesce a fare un referendum con regole chiare e trasparenti. Non è la prima volta: qui da sempre non si rispetta nessun regolamento. Proseguire con il voto è fuori da ogni logica, occorreva azzerare tutto. E' impensabile che il voto duri 4 giorni, ci sono dei regolamenti che stabiliscono che le votazioni devono svolgersi per 36 ore consecutive. L'azienda ha delle responsabilità evidenti perché era affidata a lei la custodia delle schede".
Il problema tra i lavoratori iscritti alla FIOM è anche più profondo, e va oltre le modalità di voto e l'episodio di martedì: "non si doveva arrivare così al referendum - dice Angela - il referendum doveva essere l'ultimo atto dopo una serie di azioni di lotta. Queste sono le settimane di maggiore produzione in fabbrica: a ottobre e novembre quando la produzione era minore abbiamo fatto decine di mobilitazioni, ed ora invece che lo sciopero avrebbe delle conseguenze per l'azienda non si blocca nulla."
"Purtroppo oggi dove non vi è il sindacato non si riescono nemmeno a fare i referendum" - rileva Rossella - "ma dove vi è il sindacato e si potrebbero fare le lotte per difendere salario e diritti, si usa, invece, il referendum per evitare gli scioperi."
Claudio Bardi, delegato della Fiom, membro della commissione elettorale e sostenitore del NO, ci spiega la sua posizione: "io sarei stato anche per azzerare tutto perché non va bene che accadono certe cose, ma non vi erano le condizioni. Troppe pressioni, condizionamenti e soprattutto possibili strumentalizzazioni, così ho preferito decidere di pronunciarmi a favore della prosecuzione delle votazioni. Qui ci sono tante cose strane. Io non penso che ad esempio per un referendum in cui c'è un SI ed un NO abbia molto senso fare una commissione elettorale composta sulla base dell'appartenenza alla sigla sindacale. La commissione oggi è fatta da 7 membri: 2 della Fiom, 2 della Fim, 2 della Uim ed uno della UGL, per cui il Si ed il NO non sono ugualmente rappresentati in commissione."
Domandiamo che cosa sia successo in merito all'urna del seggio numero 6: "Anche lì c'è stato un disguido, poi chiarito, sulla questione del sigillo. Abbiamo congelato quell'urna e ne abbiamo fatto una nuova: la 6 bis."
Abbiamo infine intervistato telefonicamente il segretario della Fim Angelo Mangino, sostenitore del SI, che ci dice: "La porta è stata aperta inavvertitamente, la cosa è stata immediatamente chiarita: le urne non sono state manomesse, nessuno le ha toccate e a giudizio di tutti il voto che era stato espresso è risultato valido, infatti questa mattina le votazioni sono riprese regolarmente. Sono cose che capitano, la vicenda è così banale che non credo che meriti tanta attenzione".
A quanto ci è stato riferito una delle urne, nello specifico l'urna numero 6, risulta al momento "congelata" poiché sarebbe risultata con i sigilli non conformi?
"La cosa non corrisponde al vero, tutta la commissione elettorale ha confermato che nessuna urna è stata toccata. C'è una dichiarazione della commissione elettorale appesa alle bacheche in cui vengono ricostruiti i fatti e in cui si dice che le urne non sono state toccate e tutto si è svolto regolarmente, ricostruzione che è stata sottoscritta da tutta la commissione. Vi è inoltre un'altra dichiarazione agli atti della commissione in cui in riferimento all'urna numero 6, sulla quale erano stati sollevati dei dubbi , la commissione elettorale riunita con le segreterie provinciali di fim uilm e fiom, afferma che l'urna numero 6 non risulta danneggiata né manomessa e che le schede contenute sono tutte schede regolari che contribuiranno insieme alle altre al risultato finale."
Oggi quindi le operazioni di voto sono continuate utilizzando la stessa urna numero 6?
"Sì, l'unica operazione che è stata fatta per eccesso di scrupolo è stata quella di togliere le schede contenute nell'urna e metterle in una busta conservata dal presidente della commissione in modo da tenerle separate da quelle che verranno dopo. Ma solo per una questione di zelo poiché le schede sono state dichiarate tutte valide".
Leggi anche:
- Piaggio: interrotte le votazioni per il referendum
Questo articolo contiene 0 commenti.
Clicca qui per lasciare il tuo commento.