Si lamenta della scarsa presenza in aula Virgilio Barachini dell'Unione Inquilini. La convocazione dell'assemblea cittadina doveva essere l'occasione per fare un punto della situazione sulle prossime azioni da intraprendere per scongiurare l'ondata di sfratti che, prossimamente, si abbatterà su molti cittadini pisani. L'ammissione è dolente: "Senza l'apporto di coloro che veramente rischiano sulla propria pelle, l'Unione Inquilini può fare poco".
L'emersione del problema casa a Pisa è ormai cronaca di questi giorni. La prospettiva, poi, che la gestione degli immobili sarà prossimamente affidata a un'azienda esterna, l'Apes, non è davvero rosea. La drammatica eventualità dello sfratto riguarda soprattutto famiglie che possiedono un contratto di natura privata, ma anche gli abitanti delle case popolari non vivono un momento di particolare serenità.
Durante il dibattito, emerge come uno degli elementi oggettivi che ha scatenato la presente crisi è l'introduzione in Toscana della cosiddetta "fine locazione", addirittura assente nella maggior parte degli stati europei. Per quanto riguarda la realtà degli alloggi popolari, secondo Virgilio Barachini e l'ex assessore Montano presente in sala e intervenuto con energia sulla questione, si è verificato "un passaggio epocale di proporzioni drammatiche: le case popolari si sono trasformate in case sociali, ovvero quello che è l'inalienabile diritto alla casa è stato ridotto a una forma di mera sussistenza per famiglie bisognose".
Le storie raccontate nel pomeriggio sono molte. C'è M. che dopo tredici anni di contributi pagati regolarmente, restauri sostenuti a sue spese, una grave e comprovata malattia che ne condiziona la deambulazione, si ritrova a dover sostenere un'ingiunzione di pagamento per arretrati pari a più di 4mila e seicento eruo. Cifra che M. non possiede. Il mancato pagamento farà scattare lo stato immediato di morosità con l'avvio della pratica di sfratto. Ed è solo una delle numerose storie che,a volte in maniera concitata, emergono nel corso della discussione.
Se la situazione riguardante le case popolari è di complessa gestione, tanto da risultare a tratti molto delicata, le vicende di queli che hanno sottoscritto un contratto con un privato sono ormai cronaca di questi anni. I padroni di casa sono, di fatto, i detentori dell' "ultima parola", e possono scegliere di concludere un contratto di locazione rispettando sì i tempi legali, ma senza tener conto del reale bisogno e delle eventuali difficoltà dell'inquilino messo alla porta. Per questo tipo di situazioni, oltre alle complesse questioni legali, Virgilio Barachini e gli altri rappresentanti dell'Unione Inquilini invocano l'azione: "Bisogna agire, bisogna impedire che avvengano gli sfratti anche presenziando, manifestando: il recupero della solidarietà non è uno slogan".
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