22/04/09 10:15 | autore: Arch. Chiara Ciampa Stampa

Regolamento Urbanistico: "serve più partecipazione" 3

Un contributo di Chiara Ciampa, architetto ed esperta di processi partecipativi

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo contributo al dibattito sul Regolamento Urbanistico. Ne è autrice Chiara Ciampa, urbanista ed esperta di processi partecipativi. Che invita l'amministrazione comunale a promuovere un più ampio coinvolgimento dei cittadini.

Premessa: come funziona la programmazione urbanistica

Non è facile riassumere in poche righe i cambiamenti di legislazione urbanistica che sono avvenuti all'interno della Regione Toscana (ma vorrei esserne capace) perché il territorio è un bene comune che ci appartiene e che dobbiamo saper gestire e utilizzare.

Tutti più o meno sappiamo che cosa è un Piano Regolatore Generale (P.R.G.): è uno strumento urbanistico complesso attraverso il quale l'Amministrazione Comunale, in applicazione della legislazione vigente, traduce la propria politica in scelte sul e per il territorio. La Regione Toscana, con la legge n. 1/05, Norme per il Governo del Territorio, ha superato il PRG articolandolo in due fasi: il Piano Strutturale (strumento della pianificazione territoriale) ed il Regolamento Urbanistico (atto di governo del territorio).

Il Piano Strutturale (P.S.) programma la pianificazione territoriale attraverso la definizione di obiettivi, indirizzi, azioni progettuali strategiche. Individua le invarianti strutturali (cioè tutti quegli elementi a cui si attribuisce valore insostituibile per l'identità e del territorio e che si intende sottoporre a particolare tutela, elementi irrinunciabili, cardine dell'identità dei luoghi), definisce le regole, i vincoli e le prescrizioni al fine di garantire, in relazione allo stato delle risorse, lo sviluppo sostenibile. E', dunque, una sorta di Costituzione che la Comunità si dà.

Il Regolamento Urbanistico (R.U.) che è, se vogliamo semplificare, il vero e proprio PRG, individua, localizza e disciplina la gestione delle risorse e delle trasformazioni nell'arco di tempo di cinque anni, in coerenza con il Piano Strutturale.

Il Comune di Pisa ha approvato il Piano Strutturale, con la L.R. 5/1995, nel 1998. Successivamente il quadro legislativo è cambiato: è entrata in vigore la legge regionale (L.R. n. 1/2005), sono stati approvati il PIT (il Piano di Indirizzo Territoriale redatto dalla Regione Toscana) ed il PTC (il Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia), nonché i Regolamenti di Attuazione della LR1/05.
Inoltre la Regione Toscana, sempre all'interno della LR1/05 Norme per il Governo del Territorio, con il relativo Regolamento di attuazione 4R, ha disciplinato la partecipazione.

La partecipazione

Per legge, dunque, le Amministrazioni devono "garantire la partecipazione dei cittadini in ogni fase del procedimento" urbanistico (art. 19 LR1/05); ciò significa che preliminarmente all'adozione dei Piani (Variante al Regolamento Urbanistico compreso) l'Amministrazione ed il Garante della comunicazione devono assicurare la partecipazione.

Il Garante della comunicazione per legge è la figura che "assicura la conoscenza effettiva e tempestiva delle scelte" e promuove l'informazione ai cittadini.

Di conseguenza per la Variante al Regolamento Urbanistico in discussione in questo periodo, l'Amministrazione del Comune di Pisa ha individuato come garante della comunicazione la dott.ssa Bernadini, alla quale vorremmo rivolgere alcune domande/richieste.

Una osservazione preliminare che risulta spontanea è: perché la Variante al Regolamento Urbanistico adottata (DCC n.77 del 4/12/2008) non è stata oggetto di partecipazione da parte dei cittadini, ma è stata sottoposta solo al parere dell' Ordine degli Architetti? Quali sono gli elementi che legittimano questo tipo di procedura?

La politica della Regione Toscana è all'avanguardia nel panorama urbanistico nazionale anche per questo principio di condivisione delle scelte da parte della collettività ed il processo partecipativo è il tema centrale di ogni previsione. Infatti la partecipazione dei cittadini al Governo del Territorio è da considerarsi un momento di confronto essenziale, di alta democrazia.

Per questa Variante non si è sviluppato un vero processo di partecipazione, ma sono stati organizzati momenti di informazione (sono stata presente personalmente e per chi lavora non è semplice essere liberi alle assemblee nel pomeriggio!), che risultano assolutamente importanti ma solo come propedeutici alla partecipazione (prima i cittadini vengono informati, poi hanno gli strumenti per partecipare).

Partecipazione significa, da parte delle Istituzioni, informare, ascoltare, rispettare le opinioni, cercare di dare delle risposte ai bisogni e ai disagi della collettività; l'obiettivo, specie per un'Amministrazione come la nostra, dovrebbe essere il Piano partecipato: la costruzione condivisa dei contenuti, dei progetti, del futuro, al fine di migliorare la qualità di vita della comunità, superando la logica della mera edificazione.
La sfida per la politica urbanistica è coinvolgere tutta la cittadinanza alla formazione del Piano e quindi alla condivisione degli obiettivi e delle strategie di governo del territorio.


Alcune domande al Garante della Comunicazione

In ogni caso, l'analisi del materiale messo a disposizione su internet, permette di fare alcune riflessioni e di porsi alcune domande, soprattutto dato che il Regolamento Urbanistico è in fase di monitoraggio:

- quanti metri quadri di standard (verde, parcheggi, scuole, etc) sono stati attuati nel Comune di Pisa con l'ultimo Regolamento Urbanistico?
Nella Relazione di Piano Strutturale si afferma che la dotazione di standard è 12,8 mq/ab, e si ammette che sono "fortermente deficitari". (La legge nazionale prevede 18 mq per abitante, gli orientamenti della Regione Toscana indicano 27 mq per abitante!).

- Esiste una cartografia con l'identificazione degli spazi pubblici: verde, parcheggi previsti dal Regolamento Urbanistico ed attuati, quindi realizzati, dopo i cinque anni di governo?

- Dalla Relazione di Piano Strutturale "Capitolo 7.1 Il dimensionamento residenziale" si afferma che "L'analisi dei dati relativi agli andamenti demografici desunti dai censimenti 1981-1991, nonché dal dato anagrafico attuale, dimostra una spiccata tendenza al decremento della popolazione residente"(dato confermato dalla presente Variante). Quindi , premesso che è necessario conoscere il dato demografico attuale e non solo il numero di abitanti rispetto al Censimento Istat 2001, c'è da chiedersi: è cambiato il quadro conoscitivo?  Se sì (ed è probabile) questo è da considerarsi il presupposto per un nuovo P.S. e non una mera Variante al RU.

- Quanti dei 250 alloggi considerati dal PS quale quota di "alloggi non occupati" da reimmettere sul mercato sono stati recuperati?

- Secondo la fonte ISTAT 2001 risultano 4.621 case vuote (da Il Tirreno del 21.04.09). Sarebbe opportuno riflettere sul dato e averne il relativo censimento. Anche perché va ricordato che per la legge Toscana, prima di procedere al recupero del patrimonio edilizio esistente, poi, se c'è necessità a fronte di un quadro conoscitivo esaustivo, si costruisce il nuovo. Non solo, il nuovo è subordinato alla realizzazione di standard, infrastrutture, servizi, etc.

- Il Piano Strutturale prevedeva una superficie per alloggio pari a 130 mq, la Variante ne propone 65 mq. Questo cambiamento non dovrebbe derivare da mutate esigenze che comportano un nuovo Quadro Conoscitivo e quindi un nuovo P.S.? 

- In quale parte del documento di Valutazione Integrata (peraltro iniziale? Intermedia? Relazione di sintesi?) sono esplicitati i carichi ambientali dovuti alle scelte della Variante e di quanto incidono sulle condizioni attuali (rapporto ambientale- direttiva 42/2001)?

- Perché a p.24 della Valutazione Integrata si riportano gli obiettivi di Piano Strutturale affermando che sono coerenti con la proposta di Variante al RU; siamo sicuri?

- Perché all'interno della Valutazione Integrata non sono state definite le possibili soluzioni alternative e l'individuazione dei relativi indicatori? (ai sensi art. 7 comma1 Regolamento di Attuazione L.R.1/05 4R)

- Dalla Relazione di PS "Capitolo 7; 7.1 Il dimensionamento residenziale" si afferma: " Il Piano Strutturale è quindi tenuto ad assicurare una previsione aggiuntiva di 1000 alloggi". Ci si chiede dal 1998 ad oggi quanti sono gli alloggi costruiti? Qual è la quota di alloggi residui? La Variante al RU indica a p.33 della Valutazione Integrata 2365 alloggi di previsione, lasciando perdere che risultano più del doppio rispetto a quelli indicati dal Piano Strutturale, ci si chiede dal 1998 ad oggi non sono stati costruiti alloggi?

- Sarebbe opportuno che la Valutazione Integrata confrontasse le singole UTOE di P.S. (con i relativi obiettivi, indirizzi e prescrizioni) con le singole proposte della Variante al R.U. Attualmente la coerenza risulta troppo generica; si richiede anche un maggior dettaglio nella descrizione delle azioni. La coerenza dovrebbe essere esplicitata per ogni obiettivo specifico di Variante.

- Infine dalla Relazione di PS "Capitolo 7; 7.1 Il dimensionamento residenziale" si afferma: "In sostanza, è ragionevole ritenere che, con le attuali possibilità di previsione, nel prossimo futuro non si determineranno ulteriori fabbisogni abitativi! Sono cambiati gli obiettivi rispetto al PS?!

Alcune conclusioni

In conclusione come si fa a ricorrere ad una Variante al RU e non a una pianificazione unitaria (PS) che tenga conto del nuovo quadro normativo, dei nuovi strumenti urbanistici, dei nuovi obiettivi, del nuovo quadro conoscitivo?!

Infatti, solo attraverso un nuovo Piano Strutturale l'Amministrazione, insieme alla Comunità (attraverso un reale processo partecipativo) potrebbe delineare una strategia lungimirante rivolta a: migliorare la qualità della vita degli abitanti, favorire il recupero insediativo, promuovere una riqualificazione e valorizzazione diffusa, rafforzando il sistema dei servizi, degli standard (verde e parcheggi), garantendo la salvaguardia delle risorse essenziali per consegnarle alle generazioni future.


Arch. Chiara Ciampa

 

Questo articolo contiene 3 commenti.

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2009/04/27 10:04:01 Monica De Ranieri Condivido il contenuto dell'articolo della Collega Chiara Ciampa. La partecipazione è ormai, oltre prevista per legge, la dimostrazione di come la gestione del territorio non debba essere fatta al chiuso delle stanze ma come risultante di confronto e discussione con i cittadini e con tutte le parti sociali.

2009/04/23 10:04:13 Marco Chetoni E' proprio un bell'articolo!
la partecipazione dei cittadini al processo pianificatorio, che doveva iniziare prima dell'adozione del piano, è stata fortemente limitata.
Inoltre manca un servizio che informi chiaramente e puntualmente i cittadini (nonché contribuenti) su come, dove e in che misura vengono spesi i soldi pubblici, non solo nel ramo dell'edilizia pubblica.
Gli standards di 12,8 mq/ab sono a dir poco scandalosi, come pure il fatto che a Pisa ci siano oltre 4.000 case sfitte, ma si continui a costruire in maniera sconclusionata e non coerente con le indicazioni del PS: effettivamente le disposizioni della Legge Regionale, che dicono che occorre riqualificare il patrimonio edilizio esistente prima di costruire il nuovo (con i suoi doverosi standards) sembrano non valere...

2009/04/22 13:04:18 five hedgehogs Ottimo articolo! due le cose fondamentali: il ricorso a variante invece del nuovo PS (ma loro ti dicono che per quello ci vuole tempo...) e la mancata valutazione degli effetti ambientali della variantona.
Dobbiamo continuare a lavorarli ai fianchi, e magari elaborare per giugno (è prevista l'adozione per maggio) un'osservazione da portare in commissione.

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