24/04/09 09:12 | autore: la redazione

Eligi: "Sull'inceneritore nessun allarme" 0

La relazione dell'Assessore all'Ambiente in risposta all'interpellanza di Maurizio Bini sul caso dei rifiuti radioattivi. Nessun allarme, ma il Comitato "Non bruciamoci Pisa": "Non siamo soddisfatti"

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Si è tenuto ieri (23 aprile ndr.) il consiglio comunale durante il quale l'Assessore all'Ambiente Eligi ha risposto all'interpellanza presentata dal consigliere di Rifondazione Comunista Maurizio Bini a proposito deglii interventi dei Vigili del Fuoco presso la struttura di smaltimento rifiuti di Ospedaletto nei mesi di novembre-dicembre 2008.

Il Comitato "Non bruciamoci Pisa" aveva sollevato preoccupazioni sui suddetti interventi rispetto ai quali non vi era stata nessuna informazione. Memori dello scampato pericolo del 2007, quando una nube viola aveva seriamente minacciato gli abitanti della zona e l'intera città di Pisa, il Comitato aveva sollecitato l'interpellanza presentata da Maurizio Bini, con la quale si chiedevano immediati lumi sugli ultimi accadimenti.

In seguito all'interpellanza di Bini, sulle pagine di questo quotidiano erano state pubblicate le dichiarazioni della Geofor nelle quali si metteva in luce come l'intervento dei Vigili fosse stato provocato dalla presenza di alcuni rifiuti che presentavano una componente radioattiva "sospetta". La notizia ha poi trovato spazio anche sugli altri quotidiani locali, alla vigilia dell'attesa risposta dell'Assessore Eligi.

Risposta che è arrivata e che, almeno in parte, ha dissipato le nebbie sull'accaduto. Ribadendo con forza la lettera della Legge Regionale 61 che regolamenta la disciplina inerente lo smaltimento dei rifiuti nella Regione Toscana (il ricorso ai termovalorizzatori come strumento prioritario di valorizzazione dei rifiuti solidi e della loro trasformazione in energia utile), ha analizzato gli interventi praticati dai Vigili del Fuoco nei mesi di novembre e dicembre. Quattro le date indicate: 6 e 25 novembre, 2 e 11 dicembre 2008. A novembre, l'individuazione di carichi provenienti dall'Azienda ospedaliera pisana, ovvero rifiuti sanitari con una componente radioattiva che necessariamente dovevano essere termodistrutti, così come prescritto dalla legge. Sui carichi in questione non era stato praticato nessun controllo in uscita e questo ha richiesto il pronto intervento dei Vigili del Fuoco, i quali hanno provveduto a dirottare i mezzi in un'area predisposta, alla delimitazione della suddetta, al sequestro dei mezzi e all'affidamento finale dei medesimi al Direttore dell'impianto. I carichi in questione avrebbero manifestato un'importante presenza di Iodio 111.

Gli interventi di dicembre, invece, hanno riguardato una pratica simile ma condotta su rifiuti urbani che provenivano da zone confinanti con l'Azienda Ospedaliera. In questo caso è stata rilevata una evidente presenza di Iodio 131, anch'essa originata da rifiuti di provenienza sanitaria.

L'emergenza di simili episodi deve sollecitare, secondo le parole pronunciate dall'Assessore, un'immediata discussione all'interno del Consiglio Comunale sulla gestione futura di simili rifiuti, a partire dai dati in possesso dell'Amministrazione. L'Assessore ribadisce che il piano di gestione è appannaggio della Provincia, ma questo non deve inibire una partecipazione attiva da parte dell'Amministrazione Filippeschi per evitare che si ripetano in futuro simili problemi e gli inevitabili, quanto legittimi, allarmi.

Nella sua replica, il consigliere Bini si è detto abbastanza soddisfatto del tentativo di chiarezza espressa dall'intervento di Eligi, ribadendo però la critica mossa a quelle che rimangono pur sempre tardive spiegazioni. "Non dovrebbe essere necessaria un'interpellanza per consentire ai cittadini di conoscere le cause e la qualità di un problema che potrebbe incidere sulla loro salute e sicurezza", ha confermato il Consigliere. L'auspicio che si apra un tavolo di discussione è stato più volte sostenuto anche nelle conclusioni di Bini.

Meno soddisfatti i componenti del Comitato "Non bruciamoci Pisa" presenti con un loro striscione nell'aula consiliare. Abbiamo avvicinato Carlo Iozzi, attivo nella campagna di informazione sulle dinamiche di smaltimento dei rifiuti nella struttura di Ospedaletto, il quale ha confermato i suoi dubbi sulle ultime vicende: "Strano che l'allarme sia stato dato per così pochi rifiuti riconducibili, tra l'altro, a pazienti in cura. Possibile che così piccole quantità abbiano espresso un pericolo radioattivo così importante?"

Iozzi ha poi continuato: "Non possiamo fare a meno di notare che l'attenzione dell'Amministrazione è maggiormente rivolta al decoro urbano, piuttosto che ai fumi che vengono rilasciati nell'aria che respirano i cittadini. La raccolta differenziata, nella sua declinazione fondamentale del "porta a porta", così presto archiviata come impraticabile o inefficace, è l'unica soluzione utile a ridurre le emissioni provocate dallo smaltimento dei rifiuti solidi. Esperienze extra territoriali come quella di Capannori lo dimostrano ampiamente. Il teorema del termovalorizzatore come fonte di energie è vera solo in parte: i residui solidi che si ricavano dalla combustine dei rifiuti, le famigerate "ceneri" per intenderci, devono essere necessariamente "inertizzate" perché cessino la loro nocività. Questo richiede un enorme impiego di energia elettrica, la stessa che si ricava dalla termovalorizzazione. Senza contare l'inquinamento progressivo provocato dai fumi emessi dallo smaltimento. Un circuito chiuso, dunque, che non porta vantaggio a nessuno".

Il Comitato ha annunciato che nei prossimi giorni verrà comunicata la data di una conferenza stampa durante la quale i rappresentanti renderanno pubbliche le loro posizioni in merito alla relazione dell'Assessore Eligi.

 

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