07/05/09 00:12 | autore: Sergio Bontempelli Stampa

"Variante, un modello caotico di crescita". Ma Sinistra Arcobaleno si spacca 0

Scaramuzzino critica il progetto del Comune, ma si astiene nel voto finale. Rifondazione vota contro

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"Più di quaranta interventi nei quartieri della città: un modello di crescita e di espansione edilizia senza un'idea di riconversione del patrimonio già esistente, senza una valutazione di sostenibilità". Sulla variante urbanistica è durissimo il giudizio di Carlo Scaramuzzino, consigliere comunale della Sinistra Arcobaleno (che, a Palazzo Gambacorti, tiene ancora insieme la "vecchia" coalizione, composta da Sinistra Democratica e da Rifondazione Comunista).

Dunque, la variante proposta dalla Giunta rappresenterebbe l'ennesimo capitolo della cementificazione del territorio. Scaramuzzino non lo dice esplicitamente: vuole mantenere un tono misurato, evitando accuse e slogan troppo "facili". Ma la sostanza del suo intervento lascia pochi dubbi: "la variante", spiega, "prevede 600 mila metri quadri di trasformazioni urbane, e un numero di nuovi alloggi in grado di attrarre 5.326 abitanti". "Il modello", aggiunge, "è quello di una città che si espande, senza un progetto definito, senza una valutazione attenta sulle conseguenze ambientali di questa crescita".

Un'idea di città in continua espansione, insomma, che non nasce ora: "la materia urbanistica", dice Scaramuzzino, "ha rappresentato il nodo più critico nel confronto tra PD e Sinistra già ai tempi della campagna elettorale per il Comune. Già allora criticammo il progetto sulle caserme e quello sul S. Chiara, fondati sull'espansione edilizia senza una precisa programmazione". Ed oggi, secondo il rappresentante dell'Arcobaleno, questo modello va avanti impetuosamente. Scaramuzzino critica la scelta di intervenire con una variante in assenza di una discussione sul piano strutturale: "si parla di un piano strutturale di area, insieme ai comuni vicini", accusa, "ma in consiglio non ne abbiamo mai discusso: abbiamo appreso dai giornali la nomina del direttore del piano strutturale".

Scaramuzzino si chiede anche se esista un mercato per tutta questa edilizia: "se si fanno nuove case dobbiamo trovare ditte che le costruiscano: ma esiste davvero questa domanda, in tempi così drammatici di crisi economica? non si rischia di costruire un progetto sul nulla?".

Le critiche, dunque, sono pesanti. Coinvolgono soprattutto l'aspetto ambientale, ma anche quello economico, e toccano il tema della partecipazione: "molti quartieri", dice ancora Scaramuzzino, "si sono opposti alla variante: noi non vogliamo fare demagogia, non vogliamo cavalcare le proteste: ma i cittadini dovremo pur ascoltarli". "Quei cittadini", incalza ancora Scaramuzzino, "ci invitano a ripensare il progetto: perchè è vero che aumentano gli standard, gli spazi verdi, ma è anche vero che in molti casi si tolgono spazi vitali di aggregazione. Gli standard non si misurano solo sulle carte, devono essere luoghi vitali". Gli altri due consiglieri della Sinistra Arcobaleno - Modafferi e Bini - annuiscono in segno di consenso.

Eppure, nella votazione finale il gruppo si spacca. Scaramuzzino e Modafferi scelgono la linea "morbida", e si astengono. "Non si tratta di linea morbida", dice Scaramuzzino, "semplicemente, non vogliamo sottrarci al confronto. La variante, dopo il voto di oggi, sarà oggetto di osservazioni dei cittadini, e poi si passerà all'approvazione: in questa fase vogliamo cercare di migliorare il progetto, di presentare modifiche".

Non la pensa così Maurzio Bini, di Rifondazione Comunista: che non condivide l'impianto complessivo della variante, e alla fine esprime voto contrario.

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