"In Italia, la linea politica è dettata dalla Confindustria, dal Vaticano e dalle Banche. I due schieramenti - centro-sinistra e centro-destra - fanno a gara a fare i camerieri di questi poteri forti". E' un Paolo Ferrero polemico e agguerrito, quello che interviene alla manifestazione per la campagna elettorale, alla Stazione Leopolda di Pisa. Alla presenza di più di duecento persone, il segretario nazionale di Rifondazione discute con Andrea Corti, candidato alla presidenza della Provincia per la "lista unitaria dei comunisti".
La crisi economica
La discussione parte dalla crisi economica. Che, per l'ex Ministro, ha origine dalle politiche degli ultimi venti anni. "In tutto il mondo", ha spiegato, "la competizione economica si è basata sul taglio dei salari, sulla diminuzione del costo del lavoro, sullo smantellamento del welfare. In Italia, è almeno dai decreti di Craxi dell'84 che si praticano queste politiche. E quale è il risultato di tutto questo? Che ovunque i lavoratori non arrivano alla fine del mese". "Quando la gente è impoverita", aggiunge Ferrero, "non compra più, e le aziende non sanno a chi vendere. Su scala mondiale, le politiche contro i lavoratori hanno provocato cioè una contrazione della domanda, che alla fine ha determinato la crisi economica". Una crisi aggravata, per il segretario di Rifondazione, dalla speculazione finanziaria mondiale.
Da questa analisi discende la ricetta che Ferrero propone per superare la crisi: "bisogna aumentare la domanda", sostiene l'ex Ministro, "il che significa aumentare i salari, tagliare rendite e capitali speculativi, ridurre la precarietà del lavoro, redistribuire il reddito". La giustizia sociale è insomma, per il leader comunista, anche un antidoto alla drammatica crisi economica.
Le risposte della politica
Ferrero non ha dubbi: "per superare la crisi economica serve una risposta forte della politica, sia a livello nazionale che a livello europeo". Una risposta che il segretario nazionale di Rifondazione non vede negli schieramenti politici attuali.
"Volete un esempio?", si accalora l'ex Ministro, "in parlamento si è discusso della nuova legge sul federalismo fiscale che, in pratica, reintroduce le gabbie salariali: vuol dire che un lavoratore del Sud Italia guadagnerà meno, e avrà meno garanzie, di un suo collega del Nord. Ebbene, su quella legge l'Italia dei Valori ha votato a favore, il PD si è astenuto. Che opposizione è questa, che vota i peggiori provvedimenti del governo?".
"E' vero", concede Ferrero, "il centro-sinistra attacca duramente Berlusconi, ma non contrasta davvero la sua linea politica, i suoi valori. Franceschini non dice nulla sull'acquisto di nuovi cacciabombardieri, e poi tuona sull'election day".
L'Europa
Secondo Paolo Ferrero, questa mancata opposizione al berlusconismo è particolarmente evidente in Europa. "Si è calcolato", spiega l'ex Ministro", che otto volte su dieci il gruppo parlamentare europeo socialista vota insieme ai popolari".
"Di Pietro si presenta, in Italia, come un'alternativa a Berlusconi", spiega ancora Ferrero, "ma in Europa vota i peggiori provvedimenti antisociali: come l'innalzamento dell'orario di lavoro, o la Direttiva Bolkenstein, quella che prevede la liberalizzazione dei servizi e la diminuzione delle tutele per i lavoratori".
Ma quella proposta dal segretario del PRC non è un'alternativa antieuropea: "al contrario, noi vogliamo un'Europa forte sul piano sociale: vogliamo un salario minimo stabilito a livello europeo, un sistema europeo di welfare".
Le proposte su scala locale
Per Andrea Corti, quelle di Ferrero sono questioni che toccano da vicino anche la nostra realtà locale: "dove", ricorda il candidato, "proprio Lunedi [oggi, ndr.] chiude un forno alla Saint-Gobain. Oggi l'azienda rischia di chiudere, e le amministrazioni locali non hanno fatto nulla per tutelare i lavoratori: hanno regalato alla multinazionale una variante urbanistica, senza un risultato apprezzabile per chi lavora".
Corti attacca le politiche seguite dal Presidente uscente della Provincia, Andrea Pieroni: "si sono spesi 150 milioni di euro per rendere navigabile lo scolmatore, ma a chi serve un intervento del genere? Intanto, in Valdicecina si chiudono scuole e ospedali, nelle zone industriali della provincia si moltiplicano i licenziamenti e la cassa integrazione. Quei soldi, forse, potevano servire per interventi a favore dei lavoratori e dell'ambiente".
L'immigrazione
C'è spazio anche per un'ampia discussione sul tema dell'immigrazione, di cui Ferrero si è occupato a lungo come Ministro. "La legge Bossi-Fini e il più recente pacchetto sicurezza", attacca Ferrero, "producono nuova clandestinità, perchè non offrono nessuna possibilità agli immigrati di regolarizzarsi. In questo modo si alimenta il lavoro nero, si incoraggia la guerra tra poveri".
"Chi dice che bisogna difendere prima gli italiani", spiega Ferrero, "dimentica che i lavoratori stranieri producono, con il loro lavoro, un decimo della ricchezza nazionale. Dobbiamo impedire che i lavoratori italiani se la prendano con i lavoratori stranieri: il problema è quello di tutelare tutti i lavoratori, a prescindere dalla nazionalità. Perchè il problema, in tempi di crisi, è redistribuire la ricchezza".
E, sul tema immigrazione, la lista comunista "incassa" il sostegno di Matar N'diaye, presidente del consiglio provinciale degli stranieri. "Siete l'unico partito in Italia che può salvarci dal razzismo dilagante", dice N'diaye, "molti immigrati sono con voi".
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