E' prevista per domani alle ore 17:00 da Piazza Sant'Antonio la partenza della manifestazione cittadina indetta dal Progetto Rebeldìa contro lo sfratto delle 30 associazioni da via Battisti. Un corteo che ha avuto più un mese di preparazione con numerosissime iniziative e che ha fatto sì che ad oggi siano più di 40 le adesioni fra associazioni, partiti, sindacati, soggetti studenteschi e del volontariato. Una galassia diversificata di gruppi e pisani e non che decide di sostenere ed appoggiare una esperienza che da più di tre anni vive e lavora nel quartiere della stazione.
Ma numerose sono state anche le prese di posizioni di individuali di esponenti del mondo della cultura, della politica, dell'Università e della società civile che nelle scorse settimane ha mandato al Sindaco di Pisa, al Presidente della Provincia di Pisa e al Rettore dell'Università messaggi di sostegno al Progetto Rebelìa chiedendo che "si trovi una soluzione adeguata che riesca a garantire l'unità di tutte le attività delle associazioni e la loro permanenza nel quartiere della stazione".
Anche i tecnici che in questi due anni e mezzo hanno supportato le associazioni, elaborando numerose proposte urbanistiche per l'integrazione di questa esperienza nell'area di via Battisti e non solo, hanno preso parola con una lunga lettera in cui ricostruiscono l'andamento del tavolo tecnico.
L'architetto Baldassari, l'ingegner Stoppaccioli e il Professor Frediani spiegano che "uno dei requisiti fondamentali per il successo di un simile tavolo era la conoscenza dei tempi a disposizione e, quindi, la necessità di conoscere le informazioni sui tempi di sviluppo del progetto del 'Piano Mura' (che sarebbe poi diventato il progetto "Sesta Porta"). In un periodo di oltre due anni di costituzione del tavolo tecnico, le riunioni tecniche si sono limitate ad una sola, svoltasi alla fine del 2008, in presenza dei dirigenti tecnici del Comune di Pisa. Anche le informazioni circa lo sviluppo del progetto Sesta Porta sono state reperite in modo casuale, dalla stampa locale o attraverso fonti diverse (es. bandi pubblici di progettazione tramite gli albi professionali). In pratica, il Tavolo è stato tenuto all'oscuro delle varie fasi della progettazione del progetto Sesta Porta, peraltro prendendo atto a posteriori, cioè in sede di presentazione del progetto preliminare, di una serie di indirizzi che non appaiono, almeno a noi come cittadini, esattamente diretti a migliorare la qualità della vita cittadina (es. la creazione nel centro di una città di un deposito di autobus ci appare un'idea unica nel panorama internazionale degli eventi urbanistici; il parco delle mura, evento qualificante per Pisa, è assente; soluzioni alla viabilità locale, ecc.)".
I tre professionisti ricordano anche le varie fasi in cui hanno provato a dare il loro contributo "vanamente": "In una prima fase della nostra attività, abbiamo preparato diverse soluzioni preliminari, che abbiamo sottoposto ai nostri interlocutori, per avviare un confronto al riguardo; tale confronto è stato richiesto per mesi, senza però ottenere alcun confronto tecnico approfondito, risposte puntuali e, tanto meno, risposte formali. Il gruppo delle Associazioni riunite in Rebeldia ha cercato di attivare la città attraverso un interessante percorso di urbanistica partecipata per ridisegnare, in particolare, il quartiere della Stazione, con una esperienza che potrebbe essere assunta a paradigma di impegno di giovani verso la propria città e verso le persone più sfortunate (la città invisibile), che vivono in essa. I risultati ottenuti meritano ancora una considerazione più attenta da parte della nostra Amministrazione".
La lettera di Baldassari, Stoppaccioli e Frediani si chiude con un appello alle istituzioni: "continueremo a dare al Progetto Rebeldìa ogni aiuto che ci sia possibile e continueremo a chiedere alle nostre istituzioni cittadine che si riallacci in tempi brevissimi un dialogo che porti a soluzione il problema di una sede appropriata per tutte le attività che vengono condotte e, anzi, la possibilità di incrementare in futuro le attività comuni di queste e di altre associazioni di volontariato che si vorranno unire a quelle già esistenti. Da circa 6 mesi è stata presentata una proposta di utilizzo di spazi nell'area del quartiere della Stazione; la proposta presentava alcuni aspetti positivi ma, insieme, anche la necessità di maggiori approfondimenti volti a risolvere diversi problemi di carenza di spazio che sono presenti in tale proposta. Malgrado continue richieste rivolte all'Amministrazione comunale, di poter avere incontri tecnici al riguardo, non ci è ancora stato possibile nemmeno di prendere visione dello stato della proposta. Siamo dispiaciuti di tale ritardo ma, insieme, garantiamo la nostra disponibilità a portare un contributo alla analisi di questa e di altre proposte che vengano presentate con totale spirito di servizio verso la nostra città".
Da parte sua il Progetto Rebeldìa rilancia l'invito a tutta la città a partecipare al corteo di domani visto che il 18 giugno si svolgerà l'udienza per lo sfratto sulla base del ricorso presentato dalla CPT proprietaria dell'area. " La Cpt, spiegano le associazioni, è una azienda a capitale pubblico: quasi il 30 per cento delle azioni sono di proprietà del Comune di Pisa, più del 40 appartengono ai Comuni della Provincia di Pisa. Si tratta quindi di un'azione legale che il Comune del capoluogo e quelli della Provincia continuano ad impugnare nei confronti del Progetto Rebeldia"
"La manifestazione, spiegano da Rebeldìa, sarà un evento festoso e democratico, è la nostra maniera per dare un segnale agli amministratori, vogliamo ricordare loro l'importanza che il Progetto Rebeldia riveste per la città di Pisa e ripetere ancora una volta la nostra disponibilità a dialogare per trovare insieme una soluzione che consenta la prosecuzione delle attività congiunte delle trenta associazioni".
Il corteo partirà da Piazza Sant'Antonio e proseguirà per via Bonaini, Piazza Guerrazzi, via San Martino, Logge di Banchi, Ponte di Mezzo, Piazza Garibaldi, Lungarno Pacinotti e si concluderà in Piazza Carrara. Qui si concluderà con un grande concerto gratuito: sul palco saliranno Cisco e Papamassi dei Working Vibes, Deka, TomMoto, Doomie Africa e altri musicisti.
Leggi anche:
- Guarda gli spot del corteo: Video 1 - Video 2 - Video 3
- Guarda "Io ci metto la faccia". Scatti in difesa del Rebeldia
- Comunicato dell'Arci di Pisa
- Comunicato delle Rete 28 Aprile della Toscana
- La posizione dei tecnici del Progetto Rebeldía
- La lettera del Prof. Giorgio Gallo sul Progetto Rebeldìa
Questo articolo contiene 2 commenti.
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2009/06/12 19:06:34 Boris Spassky piccolo aggiornamento
in questo momento le adesioni sono di associazioni, partiti e collettivi sono 64
2009/06/12 13:06:55 drugo lebowski Il comune sta soffiando sul fuoco perchè non ha più carte da giocarsi. I nostri amministratori sono stati accerchiati da tutte le parti, ora possono solo buttarla sulla rissa, verbale e non.
Rebeldia a Pisa è l'unica speranza verso un futuro che non sia dominato dalla destra e dall'individualismo, il PD non ha saputo attingere all'incredibile serbatoio di competenze e umanità che sono nate (e nasceranno per ancora molti anni) in Via Battisti.
Dispiace, anche perchè sono certo che ormai il PD sia spaccato in 2: da una parte c'è chi ha ancora facoltà di pensiero, e quindi è solidale con Rebeldia, dall'altra c'è chi si rifiuta di ragionare e crede alle falsità (incredibil) raccontate da questa amministrazione.
Comunque vada a finire per Rebeldia una cosa è certa, la Sesta Porta rimarrà chiusa, ed anche questa cosa sarà TOTALE responsabilità di questa amministrazione.
Domani sarà un gran giorno per la democrazia, la strada è ancora lunga ma ormai non c'è più alcun dubbio: tutti in piazza a difendere l'unico luogo democratico rimasto a Pisa.
Filippeschi chieda scusa alla città!!!