Pubblichiamo di seguito la lettera del prof. Gallo, Presidente del Corso di Laurea in Scienze per la Pace. Si tratta di una delle tante lettere che in queste settimane esponenti del mondo accademico hanno inviato al Sindaco, al Presidente della Provincia e al Rettore dell'Università di Pisa sulla vicenda del Progetto Rebeldìa.
La data prevista per il processo relativo allo sfratto di Rebeldia si avvicina sempre più, ed il rischio della chiusura del Progetto Rebeldia si fa sempre più concreto. Io credo che ci si debba interrogare seriamente sul tipo di città in cui vogliamo vivere e sulle responsabilità che hanno a questo proposito gli enti locali e l'Università.
Vediamo il centro della città soprattutto come un grande centro commerciale, un luogo in cui si trovano merci e servizi, o una sorta di parco turistico? O la vediamo anche e soprattutto come uno spazio di relazioni, un luogo in cui in cui persone diverse per eta', per attività lavorativa, per provenienza culturale e geografica, possano incontrarsi intorno ad impegni e attività comuni, un luogo di integrazione in cui anche gli immigrati vengano accolti? Io credo che questa seconda sia l'immagine che dobbiamo coltivare della citta', se vogliamo che Pisa sia sempre più una città accogliente, una città ricca di vita culturale e di partecipazione democratica. E questo e', io credo, particolarmente importante per i giovani, soprattutto in considerazione della vocazione universitaria che la nostra città ha. Da questo punto di vista ritengo che l'Università abbia una grande e particolare responsabilità. Non e' pensabile accogliere una cosi' grande popolazione studentesca senza preoccuparsi di fornire adeguati spazi di aggregazione e di incontro. La formazione universitaria non avviene solamente nelle aule, ma anche attraverso un ambiente vivace sia culturalmente che socialmente, in cui si moltiplichino le occasioni di incontro. Non credo certamente che il Progetto Rebeldia sia la soluzione dei problemi di Pisa, ne' che sia l'unica realtà in cui le esigenze che ho espresso possano trovare una risposta. Certamente tuttavia e' stata negli ultimi anni una esperienza particolarmente ricca ed importante, e per certi versi unica. E cosi' la percepiscono molte associazioni operanti sul territorio, che in questi anni vi hanno trovato uno spazio in cui potere operare, in cui potere svolgere attività che vanno a beneficio di tutti, in cui potere trovare occasioni di incontro e di scambio fra loro. Chiedo quindi che ci sia un impegno congiunto da parte del Comune, della Provincia e dell'Università perchè venga trovata una soluzione condivisa che garantisca la permanenza nel tessuto cittadino del Progetto Rebeldia.
Giorgio Gallo
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