12/06/09 10:53 | autore: redazione Pisanotizie Stampa

La posizione dei tecnici del Progetto Rebeldía 0

Riceviamo e pubblichiamo la lettera dell'architetto Baldassari, dell'ingegner Stoppaccioli e del Prof. Aldo Frediani sulla trattativa riguardante il Progetto Rebeldìa

La sede in Via Battisti fu concessa dal Comune di Pisa a Rebeldia in via provvisoria, in vista della realizzazione, in quell'area, di un progetto di riqualificazione urbana legato alla razionalizzazione del trasporto pubblico e al recupero di un parco che avesse al centro il tratto ancora esistente delle antiche mura urbane.
Comune e Rebeldia decisero di attivare un tavolo tecnico con l'obiettivo di trovare soluzioni definitive per la collocazione di un centro per le attività sociali del Comune di Pisa; di tale tavolo tecnico entrarono a far parte gli scriventi, per conto di Rebeldia. Comunque, come è sempre stato ribadito, Rebeldia avrebbe partecipato ad un concorso pubblico per la gestione del centro stesso per cui gli scriventi, così come gli stessi componenti di Rebeldia, si sono sempre sentiti parte di un disegno sociale generale e non particolare.
Siamo entrati a far parte del Tavolo nella convinzione di poter portare un reale contributo tecnico, in un contesto parallelo a quello politico e di ausilio a quest'ultimo. Lo scopo della nostra attività avrebbe dovuto riguardare problemi concreti, come l'esame di soluzioni logistiche alternative, la verifica delle compatibilità fra le specifiche dei gruppi sociali e le possibilità di inserimento nelle nuove infrastrutture, la verifica delle Normative sulla sicurezza e salute sui luoghi di lavoro, la verifica delle normative sulla stabilità statica e dinamica, la progettazione e qualificazione degli impianti, ecc.
Una dei requisiti fondamentali per il successo di un simile tavolo era la conoscenza dei tempi a disposizione e, quindi, la necessità di conoscere le informazioni sui tempi di sviluppo del progetto del 'Piano Mura' (che sarebbe poi diventato il progetto "Sesta Porta").
In un periodo di oltre due anni di costituzione del tavolo tecnico, le riunioni tecniche si sono limitate ad una sola, svoltasi alla fine del 2008, in presenza dei dirigenti tecnici del Comune di Pisa. Anche le informazioni circa lo sviluppo del progetto Sesta Porta sono state reperite in modo casuale, dalla stampa locale o attraverso fonti diverse (es. bandi pubblici di progettazione tramite gli albi professionali). In pratica, il Tavolo è stato tenuto all'oscuro delle varie fasi della progettazione del progetto Sesta Porta, peraltro prendendo atto a posteriori, cioè in sede di presentazione del progetto preliminare, di una serie di indirizzi che non appaiono, almeno a noi come cittadini, esattamente diretti a migliorare la qualità della vita cittadina (es. la creazione nel centro di una città di un deposito di autobus ci appare un'idea unica nel panorama internazionale degli eventi urbanistici; il parco delle mura, evento qualificante per Pisa, è assente; soluzioni alla viabilità locale, ecc.)
In una prima fase della nostra attività, abbiamo preparato diverse soluzioni preliminari, che abbiamo sottoposto ai nostri interlocutori, per avviare un confronto al riguardo; tale confronto è stato richiesto per mesi, senza però ottenere alcun confronto tecnico approfondito, risposte puntuali e, tanto meno, risposte formali.
Il gruppo delle Associazioni riunite in Rebeldia ha cercato di attivare la città attraverso un interessante percorso di urbanistica partecipata per ridisegnare, in particolare, il quartiere della Stazione, con una esperienza che potrebbe essere assunta a paradigma di impegno di giovani verso la propria città e verso le persone più sfortunate (la città invisibile), che vivono in essa. I risultati ottenuti meritano ancora una considerazione più attenta da parte della nostra Amministrazione.
Per quanto ci riguarda, volevamo dare un piccolo contributo allo sviluppo di una idea che condividiamo con Rebeldia e con le sue associazioni, ovvero che, come è scritto nella Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948, tutti gli uomini nascono uguali e tutte le persone sono degne di rispetto; Rebeldia, è una realtà che attua questi principi ed è quindi, per noi, una grande risorsa di civiltà della nostra città; di tale realtà, come cittadini pisani, siamo fieri e a quei giovani che organizzano scuole, assistenza e aiuto verso i più deboli va la nostra personale riconoscenza.
Per questo continueremo a dare loro ogni aiuto che ci sia possibile e continueremo a chiedere alle nostre istituzioni cittadine che si riallacci in tempi brevissimi un dialogo che porti a soluzione il problema di una sede appropriata per tutte le attività che vengono condotte e, anzi, la possibilità di incrementare in futuro le attività comuni di queste e di altre associazioni di volontariato che si vorranno unire a quelle già esistenti.
Da circa 6 mesi è stata presentata una proposta di utilizzo di spazi nell'area del quartiere della Stazione; la proposta presentava alcuni aspetti positivi ma, insieme, anche la necessità di maggiori approfondimenti volti a risolvere diversi problemi di carenza di spazio che sono presenti in tale proposta. Malgrado continue richieste rivolte all'Amministrazione comunale, di poter avere incontri tecnici al riguardo, non ci è ancora stato possibile nemmeno di prendere visione dello stato della proposta. Siamo dispiaciuti di tale ritardo ma, insieme, garantiamo la nostra disponibilità a portare un contributo alla analisi di questa e di altre proposte che vengano presentate con totale spirito di servizio verso la nostra città.

Ing. Aldo Frediani
Arch. Alessandro Baldassarri
Ing. Francesco Stoppacioli

 

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