15/06/09 01:30 | autore: Pasquale Cascella video Stampa

"Demolizione "Marchesi": un misfatto culturale prima che un errore amministrativo" 0

Un contributo dell'architetto Cascella. Lanciata una petizione contro la demolizione. Cosa ne pensi? Scrivi un commento

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Pubblichiamo con piacere un contributo dell'architetto Pasquale Cascella, presente da alcuni giorni sul sito della casa editrice Chandra Editrice, sul tema della demolizione del complesso scolastico "Concetto Marchesi", progettato dall'architetto Luigi Pellegrin. Su www.chandraeditrice.it è possibile firmare la petizione online. Scivi un commento su Pisanotizie o invia un contributo (riflessioni, racconti, foto..) a redazione@pisanotizie.it

 

Il Consiglio Comunale di Pisa ha adottato una deliberazione all'interno della quale è prevista anche la demolizione del complesso scolastico progettato dall'Arch. Luigi Pellegrin e realizzato dalla Provincia di Pisa negli anni settanta per poter realizzare su quell'area nuove costruzioni residenziali. Nella relazione tecnica allegata alla deliberazione le motivazione sono esposte in poche righe: "... necessità di rinnovo e sostituzione della struttura, che ha carenze strutturali ed elevati costi di manutenzione e ristrutturazione da affrontare".
Intanto c'è da rilevare che nella deliberazione si parla al tempo stesso di necessità di "rinnovo" e di "sostituzione" e ciò non è possibile. Non si può votare al tempo stesso per rinnovare una struttura e per distruggerla. Poi si deve aggiungere che non può rientrare tra i poteri del consiglio comunale quello di operare una variante allo strumento urbanistico generale vigente, in questo caso un "piano strutturale", di questa entità (il complesso scolastico si estende su più ettari di territorio) senza seguire le procedure che ciò comporta, ovvero un nuovo passaggio alla regione. Va poi rilevato che demolire un complesso scolastico di questa entità, per sostituirlo con nuove strutture scolastiche, comporta un investimento enorme, che peraltro non competerebbe al comune ma alla provincia. Avviare un procedimento del genere senza un adeguato studio su costi, benefici e competenze, nella Repubblica Italiana, non è consentito a nessuna amministrazione locale.
C'è ancora tutto il tempo necessario per informare il competente Tribunale Amministrativo Regionale su questa vicenda e cercare di arrivare all'annullamento di questo atto del C.C. di Pisa, ma, prima ancora dei contorni di una erronea decisione di tipo amministrativo, questa vicenda, per chi conosce un po' di storia dell'architettura della seconda metà del secolo scorso, assume l'aspetto di un "misfatto" culturale.  
Chi, come lo scrivente, ha frequentato, nei primi anni settanta, i corsi di composizione architettonica tenuti dal Prof. Pellegrin presso l'Università La Sapienza di Roma sa come la scuola di Pisa abbia rappresentato il punto di arrivo di un'intera ricerca sull'organismo scolastico avviata in Italia, a partire dagli anni sessanta, per superare una tipologia scolastica, di stampo ottocentesco, che era diventata del tutto inidonea ad ospitare una nuova forma di insegnamento e di apertura della scuola al quartiere che l'evoluzione sociale e industriale, sviluppatasi in Italia nel dopoguerra, richiedeva. Le stesse norme di edilizia scolastica italiane, emanate nel 1975, sono il frutto delle ricerche progettuali del Prof. Pellegrin , oltre che dell'impegno del Centro Studi del Ministero della Pubblica Istruzione organizzato e diretto dal Prof. Ciro Cicconcelli, successivamente divenuto preside della Facoltà di Architettura di Roma. E tra le ricerche progettuali sull'edilizia scolastica, svolte negli ultimi cinquant'anni, il progetto della scuola di Pisa - aggiudicato al Prof. Pellegrin con concorso pubblico di progettazione da una giuria presieduta da Bruno Zevi -  rappresenta, tutt'oggi, un insuperato traguardo per la distribuzione delle attività, organizzata come un "continuum" visivo e spaziale.  
I difetti che lamenta qualcuno a Pisa sono ovviabili. Di "carenze strutturali" se ne cominciò a parlare subito, durante l'esame del progetto esecutivo, da parte di tecnici della provincia che in realtà non avevano la competenza per capire le innovative strutture prefabbricate che stavano esaminando. Fu necessaria una consultazione col Prof. Sergio Musmeci, ordinario di Ponti e Grandi strutture presso la Sapienza, per dissolvere i dubbi. Successivamente, in anni recenti, forse qualcuno si è preso la briga di ritornare a dubitare. Che venga allora spiegato, in maniera adeguata, in cosa consistono queste "carenze strutturali" e, soprattutto, che venga dimostrato come non vi sia altra soluzione oltre la demolizione. A noi risulta che, non più di tre anni fa, nel corso di una commemorazione del Prof. Pellegrin si svolsero due eventi: il primo a Domanins (S.Giorgio della Richinvelda), suo paese d'origine in provincia di Pordenone, e il secondo a Pisa dove si svolse un incontro, con visita della scuola, organizzato dagli insegnanti che per l'occasione allestirono anche una mostra dei disegni di progetto. Al convegno di Pisa parteciparono anche tanti ex allievi, ex collaboratori e giovani studenti che poterono rilevare la mancanza di un'adeguata manutenzione. Ma la scuola non apparve a nessuno sull'orlo del collasso. Se s'è verificato qualche dissesto negli ultimi tre anni è strano che non se ne sia fatta menzione nella delibera del Consiglio Comunale. Quindi, se non v'è nessun pericolo strutturale reale, pensi piuttosto l'amministrazione competente a predisporre un adeguato progetto di manutenzione straordinaria e pensi il Comune di Pisa a cercare altre aree per realizzare i nuovi insediamenti residenziali, giacché questa curiosa iniziativa di "sostituzione"  riteniamo, e ci auguriamo, che verrà presto fermata.

 

ARCH. PASQUALE CASCELLA - nota biografica

Durante gli studi universitari sviluppa ricerche sul tema dell'urbanistica sociale ed ecologica frequentando lo studio-laboratorio del Prof. Luigi Pellegrin, col quale si laurea in Architettura presso l'Università La Sapienza di Roma.

Dal 1979 svolge a Roma la propria attività professionale occupandosi soprattutto di edilizia scolastica, popolare, terziaria e di progettazione urbanistica. Ha partecipato a più concorsi di progettazione aggiudicandosi, nel 1984 in Colombia, il piano urbanistico per un insediamento economico e popolare per 4.000 alloggi e, nel 1989, classificandosi al primo posto in un concorso del Ministero della Pubblica Istruzione per una scuola bioclimatica a Castelnuovo di Porto (Roma).

Dal 2001 si occupa di normative tecniche. È stato membro dei gruppi di lavoro, insediati presso i Ministeri delle Infrastrutture e dello Sviluppo Economico, che hanno collaborato alla redazione dei disegni di legge da cui sono scaturite: la Legge 166/02 (Merloni quater); il D.Lgs 301/02 (semplificazioni in materia di demolizione e ricostruzione); il D.Lgs 192/05 sul rendimento energetico in edilizia.

Dal 2003 si occupa prevalentemente di edilizia bioclimatica e ad alta efficienza energetica.

 

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