Pubblichiamo con piacere un contributo dell'architetto Pasquale Cascella, presente da alcuni giorni sul sito della casa editrice Chandra Editrice, sul tema della demolizione del complesso scolastico "Concetto Marchesi", progettato dall'architetto Luigi Pellegrin. Su www.chandraeditrice.it è possibile firmare la petizione online. Scivi un commento su Pisanotizie o invia un contributo (riflessioni, racconti, foto..) a redazione@pisanotizie.it
Il Consiglio Comunale di Pisa ha adottato una deliberazione all'interno
della quale è prevista anche la demolizione del complesso scolastico
progettato dall'Arch. Luigi Pellegrin e realizzato dalla Provincia di
Pisa negli anni settanta per poter realizzare su quell'area nuove
costruzioni residenziali. Nella relazione tecnica allegata alla
deliberazione le motivazione sono esposte in poche righe: "... necessità
di rinnovo e sostituzione della struttura, che ha carenze strutturali
ed elevati costi di manutenzione e ristrutturazione da affrontare".
Intanto
c'è da rilevare che nella deliberazione si parla al tempo stesso di
necessità di "rinnovo" e di "sostituzione" e ciò non è possibile. Non
si può votare al tempo stesso per rinnovare una struttura e per
distruggerla. Poi si deve aggiungere che non può rientrare tra i poteri
del consiglio comunale quello di operare una variante allo strumento
urbanistico generale vigente, in questo caso un "piano strutturale", di
questa entità (il complesso scolastico si estende su più ettari di
territorio) senza seguire le procedure che ciò comporta, ovvero un
nuovo passaggio alla regione. Va poi rilevato che demolire un complesso
scolastico di questa entità, per sostituirlo con nuove strutture
scolastiche, comporta un investimento enorme, che peraltro non
competerebbe al comune ma alla provincia. Avviare un procedimento del
genere senza un adeguato studio su costi, benefici e competenze, nella
Repubblica Italiana, non è consentito a nessuna amministrazione locale.
C'è
ancora tutto il tempo necessario per informare il competente Tribunale
Amministrativo Regionale su questa vicenda e cercare di arrivare
all'annullamento di questo atto del C.C. di Pisa, ma, prima ancora dei
contorni di una erronea decisione di tipo amministrativo, questa
vicenda, per chi conosce un po' di storia dell'architettura della
seconda metà del secolo scorso, assume l'aspetto di un "misfatto"
culturale.
Chi, come lo scrivente, ha frequentato, nei primi
anni settanta, i corsi di composizione architettonica tenuti dal Prof.
Pellegrin presso l'Università La Sapienza di Roma sa come la scuola di
Pisa abbia rappresentato il punto di arrivo di un'intera ricerca
sull'organismo scolastico avviata in Italia, a partire dagli anni
sessanta, per superare una tipologia scolastica, di stampo
ottocentesco, che era diventata del tutto inidonea ad ospitare una
nuova forma di insegnamento e di apertura della scuola al quartiere che
l'evoluzione sociale e industriale, sviluppatasi in Italia nel
dopoguerra, richiedeva. Le stesse norme di edilizia scolastica
italiane, emanate nel 1975, sono il frutto delle ricerche progettuali
del Prof. Pellegrin , oltre che dell'impegno del Centro Studi del
Ministero della Pubblica Istruzione organizzato e diretto dal Prof.
Ciro Cicconcelli, successivamente divenuto preside della Facoltà di
Architettura di Roma. E tra le ricerche progettuali sull'edilizia
scolastica, svolte negli ultimi cinquant'anni, il progetto della scuola
di Pisa - aggiudicato al Prof. Pellegrin con concorso pubblico di
progettazione da una giuria presieduta da Bruno Zevi - rappresenta,
tutt'oggi, un insuperato traguardo per la distribuzione delle attività,
organizzata come un "continuum" visivo e spaziale.
I difetti che
lamenta qualcuno a Pisa sono ovviabili. Di "carenze strutturali" se ne
cominciò a parlare subito, durante l'esame del progetto esecutivo, da
parte di tecnici della provincia che in realtà non avevano la
competenza per capire le innovative strutture prefabbricate che stavano
esaminando. Fu necessaria una consultazione col Prof. Sergio Musmeci,
ordinario di Ponti e Grandi strutture presso la Sapienza, per
dissolvere i dubbi. Successivamente, in anni recenti, forse qualcuno si
è preso la briga di ritornare a dubitare. Che venga allora spiegato, in
maniera adeguata, in cosa consistono queste "carenze strutturali" e,
soprattutto, che venga dimostrato come non vi sia altra soluzione oltre
la demolizione. A noi risulta che, non più di tre anni fa, nel corso di
una commemorazione del Prof. Pellegrin si svolsero due eventi: il primo
a Domanins (S.Giorgio della Richinvelda), suo paese d'origine in
provincia di Pordenone, e il secondo a Pisa dove si svolse un incontro,
con visita della scuola, organizzato dagli insegnanti che per
l'occasione allestirono anche una mostra dei disegni di progetto. Al
convegno di Pisa parteciparono anche tanti ex allievi, ex collaboratori
e giovani studenti che poterono rilevare la mancanza di un'adeguata
manutenzione. Ma la scuola non apparve a nessuno sull'orlo del
collasso. Se s'è verificato qualche dissesto negli ultimi tre anni è
strano che non se ne sia fatta menzione nella delibera del Consiglio
Comunale. Quindi, se non v'è nessun pericolo strutturale reale, pensi
piuttosto l'amministrazione competente a predisporre un adeguato
progetto di manutenzione straordinaria e pensi il Comune di Pisa a
cercare altre aree per realizzare i nuovi insediamenti residenziali,
giacché questa curiosa iniziativa di "sostituzione" riteniamo, e ci
auguriamo, che verrà presto fermata.
ARCH. PASQUALE CASCELLA - nota biografica
Durante gli studi universitari sviluppa
ricerche sul tema dell'urbanistica sociale ed ecologica
frequentando lo studio-laboratorio del Prof. Luigi Pellegrin, col
quale si laurea in Architettura presso l'Università La Sapienza di
Roma.
Dal 1979 svolge a Roma la propria
attività professionale occupandosi soprattutto di edilizia
scolastica, popolare, terziaria e di progettazione urbanistica. Ha
partecipato a più concorsi di progettazione aggiudicandosi, nel 1984
in Colombia, il piano urbanistico per un insediamento economico e
popolare per 4.000 alloggi e, nel 1989, classificandosi al primo
posto in un concorso del Ministero della Pubblica Istruzione per una
scuola bioclimatica a Castelnuovo di Porto (Roma).
Dal 2001 si occupa di normative
tecniche. È stato membro dei gruppi di lavoro, insediati presso i
Ministeri delle Infrastrutture e dello Sviluppo Economico, che hanno
collaborato alla redazione dei disegni di legge da cui sono
scaturite: la Legge 166/02 (Merloni quater); il D.Lgs 301/02
(semplificazioni in materia di demolizione e ricostruzione); il D.Lgs
192/05 sul rendimento energetico in edilizia.
Dal 2003 si occupa prevalentemente di
edilizia bioclimatica e ad alta efficienza energetica.
Leggi anche:
- Demolizione complesso Marchesi, storia di un'opera mai compresa
Questo articolo contiene 0 commenti.
Clicca qui per lasciare il tuo commento.