16/06/09 16:02 | autore: Francesco Auletta - Chiara Martina Stampa

La demolizione del “Marchesi” diventa caso nazionale 3

Un appello della Fondazione Bruno Zevi che chiede “di fermare l'iniziativa di carattere speculativo e restaurare il complesso”.

52282aa458bd3d12f75f0efc0b3dc788 Foto di Chiara Martina

La decisione da parte del Comune di Pisa, su richiesta della Provincia, di prevedere la possibilità di abbattere il complesso "Marchesi" è diventato ormai un caso nazionale.

Nella giornata di ieri la famiglia dell'architetto Pellegrin che ha progettato lo stabile - la prof. arch.Luciana Menozzi con i figli Chiara e Paolo - ha inviato per raccomandata al Comune e alla Provincia di Pisa il testo dell'appello che di seguito riportiamo.

L'iniziativa e la raccolta di firme sul documento sono promosse dalla Fondazione Bruno Zevi. E intorno a questo appello si stanno raccogliendo personalità note nel campo della cultura come Renato Nicolini, Achille Bonito Oliva, l'architetto Rocchi e Furio Colombo.

Ecco il testo del documento che farà molto discutere e che critica senza mezzi termini le decisioni assunte dal Comune e dalla Provincia di Pisa.

Appello contro la demolizione del complesso scolastico "Marchesi" di Pisa dell'architetto Luigi Pellegrin, promosso dalla Fondazione Bruno Zevi

Sempre più insistentemente si parla di un'iniziativa di carattere speculativo che condurrebbe all'abbattimento del Complesso Scolastico Marchesi di Pisa, progettato nel 1972 dall'architetto Luigi Pellegrin, per far posto a un intervento di edilizia residenziale. Ci sono già atti amministrativi del Comune di Pisa che lo confermano: se il procedimento andasse avanti, si tratterebbe purtroppo di una nuova aggressione a un caposaldo dell'architettura moderna del dopoguerra.

Il progetto di Pellegrin si affermò in un concorso per un Liceo Scientifico e un Istituto Tecnico per Geometri, la cui giuria era presieduta da Bruno Zevi.

Pellegrin elaborò un progetto che costituisce probabilmente il risultato più alto di una lunga ricerca da lui condotta nell'ambito dell'edilizia scolastica, che ha prodotto una radicale innovazione nel modo stesso di concepire l'istruzione nel nostro paese.

Innovazione sul piano tipologico, anzitutto, attraverso l'introduzione di spazi collettivi - caratterizzati da trasparenze, collegamenti e prospettive inusuali - destinati non solo agli studenti ma anche, in orario extrascolastico, alla popolazione del quartiere.

Innovazione sul piano tecnologico, con la messa a punto di un sistema di prefabbricazione estremamente sofisticato, capace di evitare gli effetti di standardizzazione e massificazione che troppo spesso si sono accompagnati, per insipienza più che per necessità, al processo di industrializzazione dell'edilizia.
Innovazione sul piano urbanistico, perché la scelta di sviluppare in senso orizzontale l'edificio non soltanto produceva una sua più agevole fruizione, ma offriva altresì una copertura interamente accessibile in guisa di piazza pensile al servizio della collettività urbana.

Le motivazioni avanzate a favore della demolizione sono legate alle difficoltà di manutenzione di una struttura di così grandi dimensioni. In realtà si tratta di una scelta dettata da corposi interessi speculativi, che non esita a sacrificare una testimonianza tanto importante dello sforzo di modernizzazione civile del nostro paese al quale l'intera opera di Pellegrin è stata ispirata.

Facciamo dunque appello all'Amministrazione Comunale di Pisa perché blocchi anzitutto qualunque opera di demolizione, frutto di interessi meschini e di una politica culturale di bassissimo profilo.

Chiediamo che sia avviato invece un processo di conservazione e restauro del complesso, valorizzandone la straordinaria qualità di polo di aggregazione della vita sociale, che ai nostri giorni non sembra meno necessaria di quanto lo fosse nel 1972.

Per aderire
http://www.fondazionebrunozevi.it/AppelloTorri/appellopisa.html

OPPURE invia una email di adesione a:
info@fondazionebrunozevi.it

 Leggi anche:

- "Demolizione "Marchesi": un misfatto culturale prima che un errore amministrativo"

- Demolizione complesso Marchesi, storia di un'opera mai compresa

- Guarda l'intervista al prof. Pierotti

- Guarda la fotogallery

 

Questo articolo contiene 3 commenti.

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2009/06/18 18:06:52 Riccardo F Mi chiamo Riccardo e sono un ex studente del Buonarroti. Al sapere della demolizione del complesso marchesi mi piange il cuore ma avendolo vissuto non saprei proprio quale altra soluzione sia praticabile.
Innanzi tutto dico che non so niente di arte però so solamente la situazione della struttura.
Materiali scadenti caldi d'estate e freddi d'inverno, finestre con intelaiature di alluminio leggero ovunque. Insomma sarà anche una grande opera d'arte, però per quanto riguarda l'abitabilità (per gli studenti, per il personale docente e non ) a mio parere è una cosa pessima.

Nell'articolo viene detto di avviare "un processo di conservazione e restauro del complesso", benissimo sarei felicissimo di tale soluzione... però usando quali materiali? gli stessi? carton gesso e truciolato di legno? non mi sembra una buona idea, dato che si tornerebbe a fare gli stessi errori utilizzando materiali non consoni ad una buona abitabilità.
Si potrebbe rinnovare tutto usando nuovi materiali... ma si andrebbe contro l' "Innovazione sul piano tecnologico, con la messa a punto di un sistema di prefabbricazione estremamente sofisticato, capace di evitare gli effetti di standardizzazione e massificazione che troppo spesso si sono accompagnati, per insipienza più che per necessità, al processo di industrializzazione dell'edilizia". Che fare? Ipotizziamo di stravolgere l'opera dell'artista, appunto usando nuovi materiali, che costo avrebbe per la società? mantenendo in piedi le strutture in cemento armato e rifacendo tutto ... non converrebbe buttare giù e ricostruire tutto, non con criteri artistici (dato che si è visto il fallimento di quest'ultimi!!!), ma con criteri tecnici seri?
Chi spenderebbe mai una tale cifra per il restauro? Preciso subito che non ho molta fiducia nella nostra amministrazione comunale o provinciale, presente e passata quindi mi scuserete il mio pessimismo.
Molti lettori immagino abbiano frequentato il liceo come studenti o come ex studenti, quindi vi ricorderete perfettamente della situazione della biblioteca ... acqua che cadeva sui libri, tempi biblici per le riparazioni (o meglio rattoppi) appena pioveva acqua ovunque... anche nelle aule. Temperature glaciali in inverno (dato che l'impianto di riscaldamento non poteva assolutamente scaldare velocemente), l'estate soffocante nelle aule e tantissime altre situazioni che vi ricorderete perfettamente. E' mai successo qualcosa d'importante? Hanno mai speso per fare qualcosa a questo "meravigliosa" opera artistica? certo qualcosa hanno fatto:

la biblioteca è stata chiusa (e pochissima gente si è battuta per questa)
l'acqua continua ad entrare
il riscaldamento è sempre quello
d'estate c'è sempre un caldo tropicale
d'inverno c'è sempre un freddo polare

Come mai solo ora c'è la petizione di salvare questa struttura ??? io non vorrei che come spesso accade questi siano dei movimenti così spinti dal momento e dall'emozione. Ho visto poche volte cose serie riguardo a quello stabile, invece purtroppo ho visto spesso fare molte chiacchiere ma mai cose veramente serie, e ho visto pochissima gente impegnarsi veramente. Ho detto poca non nessuna!!!

Alla luce di tutto ciò io dico: vogliono demolire il complesso marchesi per costruire case? OK, ben venga questa cosa !!!
Tranquilli non mi fermo ad accettare passivamente i voleri o i desideri di qualche giunta comunale o provinciale vorrei andare oltre le sole critiche e fare una cosa molto importate…proporre, cosa che ormai è difficile che qualcuno faccia !!!
Il complesso marchesi verrà demolito, e non verrà più ricostruito niente di simile in zona? benissimo invece di fare una petizione sul non abbattere, facciamo una petizione che venga garantita la presenza nel progetto (di questi pericolosissimi e cattivissimi palazzi) di spazi di aggregazione (sale di ritrovo e di discussione), di sport(piscina e campo di atletica) e di cultura (prendere i libri già presenti nella vecchia biblioteca CHIUSA e posizionarli in un luogo consono per la consultazione libera GIORNALIERA)

Non nascondiamoci dietro le opere d'arte e alle chiacchiere, ma guardiamo veramente alle cose importanti !!!

2009/06/17 12:06:38 marina magnani Che tristezza - al concetto marchesi ci sono andata a scuola.

2009/06/17 11:06:45 drugo lebowski E' lo sport preferito di questa amministrazione, demolire quello che non capiscono.
Tutta Italia a breve si accorgerà del modello Pisa, un modello fallimentare e che si può salvare solo con le speculazioni.
Attenzione, non sto dicendo che il comune vuol speculare, dico una cosa nettamente diversa: quando non si hanno capacità e si naviga a vista, poi la speculazione diventa un'ancora di salvezza. L'unica ancora di salvezza, in cui si baratta una briciola di pane duro in cambio di un'aragosta.
Teniamo gli occhi aperti, spulciamo ogni singola carta di ogni progetto urbanistico, vedrete che non se ne concretizzerà neanche uno.
La precarietà della nostra vita decreterà la fine della cattiva pianificazione urbana.

1/09/2010 La protesta delle famiglie del campo rom di Coltano - di Chiara Martina

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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