Si allarga il fronte delle iniziative contro la decisione del Comune di Pisa, su richiesta della Provincia, di procedere alla demolizione del complesso scolastico "Concetto Marchesi".
E' di questi giorni, infatti, la notizia di un convegno che si terrà a Roma il 6 luglio presso la sede dell'Ordine degli Architetti dal titolo: " Il complesso scolastico Marchesi di Luigi Pellegrin: Visione realizzata di un brano di città". L'iniziativa è promossa dall'Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti, Conservatori di Roma in collaborazione con l' associazione culturale "ORGANISM laboratorio di arte ed architettura".
Il programma del convegno prevede la proiezione di un filmato realizzato da "Organism" e a seguire un dibattito al quale parteciperanno: Arch. Amedeo Schiattarella , presidente dell' Ordine degli Architetti di Roma; Ing. Ercole Incalza, capo Struttura Tecnica di Missione Ministero Infrastrutture e Trasporti; Arch. Alfredo Passeri, docente alla Facoltà di Architettura "RomaTre"; Arch. Cesare Rocchi, presidente dell'associazione "Organism"; Arch. Luca Zevi; Arch. Pasquale Cascella; Arch. David Guidani.
Nel frattempo si moltiplicano le adesioni all'appello promosso qualche giorni fa dalla Fondazione Bruno Zevi, in cui si afferma che "le motivazioni avanzate a favore della demolizione sono legate alle difficoltà di manutenzione di una struttura di così grandi dimensioni. In realtà si tratta di una scelta dettata da corposi interessi speculativi, che non esita a sacrificare una testimonianza tanto importante dello sforzo di modernizzazione civile del nostro paese al quale l'intera opera di Pellegrin è stata ispirata".
Il documento si chiude con un appello all'Amministrazione Comunale di Pisa "perché blocchi anzitutto qualunque opera di demolizione, frutto di interessi meschini e di una politica culturale di bassissimo profilo. Chiediamo che sia avviato invece un processo di conservazione e restauro del complesso, valorizzandone la straordinaria qualità di polo di aggregazione della vita sociale, che ai nostri giorni non sembra meno necessaria di quanto lo fosse nel 1972".
Numerosi sono gli architetti e gli esponenti del mondo della cultura e dell'università a livello nazionale che hanno sottoscritto il testo; tra i firmatari anche i pisani Alessandro Baldassari, Piero Pierotti, Claudio Arias, e molti altri.
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