21/06/09 12:44 | autore: redazione Pisanotizie Stampa

Toscana: crescono dell'87% i licenziamenti negli ultimi 3 mesi 0

La Cgil lancia l'allarme in Toscana. E i dati del settore manifatturiero del primo trimestre del 2009 segnano una diminuzione del 20%

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Sono 1.263 le aziende toscane colpite dalla crisi (erano 1.000 poco più di tre mesi fa), 132.000 i lavoratori interessati, aumentati di 10.000 unità negli ultimi cento giorni, e 18.209 i licenziamenti, cresciuti dell'87% rispetto a febbraio.

Questi sono i dati contenuti nel terzo Report Cgil sull'economia regionale, aggiornato a maggio 2009. Dati negativi si registrano anche sul versante dell'export, -16,9% nel trimestre gennaio-marzo, e su quello del credito, con un calo di 12.632 soggetti, "presumibilmente - spiega la Cgil Toscana - piccole e piccolissime imprese", che non hanno usufruito di finanziamenti bancari.

In occasione della presentazione del Report, durante una tavola rotonda, l'assessore al lavoro della Regione Toscana Gianfranco Simoncini, come spiega una nota di Cgil Toscana, ha annunciato imminenti provvedimenti della Giunta regionale a favore dei lavoratori. I provvedimenti dovrebbero consistere nella "gestione del sostegno al reddito e del contributo al mutuo di 1.650 euro una tantum. La Regione - continua la nota - potrebbe portare da sei mesi a tre i tempi di disoccupazione obbligatoria e innalzare il reddito Isee da 12.000 a 15.000 euro".

"In questa situazione - ha commentato il segretario generale della Cgil Toscana Alessio Gramolati - tutti gli attori sociali sono in campo, lavoratori, loro rappresentanze sindacali, imprese, istituzioni. C'é un solo grande assente, il Governo, che a fronte di decine di richieste di intervento, non ha mai risposto".

Anche altri sono i dati che confermano la crisi. Infatti nel primo trimestre 2009 il fatturato manifatturiero toscano ha registrato una flessione del 19,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, mentre la produzione è diminuita del 19,2%, gli ordini dall'estero del 16,1% e quelli interni del 17,9%. E' quanto emerge da un'indagine sull'industria manifatturiera condotta da Unioncamere Toscana e Confindustria regionale.

A livello settoriale soltanto la farmaceutica spunta variazioni positive con un +3,9% in termini di produzione. In flessione invece, tutti gli altri comparti con l'alimentare in calo del 7,5%, il tessile a -19%, l'abbigliamento a -15,1%, le calzature a -20,7% e il pelli e cuoio a -27,0%. La performance più negativa spetta al settore dei mezzi di trasporto con -31% a livello di produzione. Male anche la meccanica (-19,7%), i metalli e prodotti in metallo (-24,8%), la chimica (-19,9%) e l'elettronica (17,0%).

A risentire della situazione è anche l'occupazione (-4% rispetto al corrispondente periodo del 2008), a cui si aggiunge un aumento del +163,1% della cassa integrazione. Per il secondo trimestre il 34% delle 1.557 imprese analizzate dall'indagine, si attendono un'ulteriore flessione della produzione mentre il 23% pensa ad un recupero. "Purtroppo l'emergenza continua - ha detto la presidente di Confindustria Toscana Antonella Mansi - e nonostante qualcuno parli di leggeri segnali di ripresa, nessuno può dire quando ci sarà né come sarà. Certamente questa è la peggiore crisi da 40 anni".

Mansi ha quindi sottolineato l'importanza di avere vicino le istituzioni, "ed è stato importante l'incontro con il presidente Claudio Martini", al quale gli industriali hanno presentato le priorità per i prossimi 100 giorni, "poche cose ha aggiunto Mansi - ma che vanno realizzate". Secondo il presidente di Unioncamere Toscana Pierfrancesco Pacini "l'indagine restituisce un quadro critico della Toscana. Sebbene le aspettative per il secondo trimestre non lascino spazio all'ottimismo crediamo che gli sforzi profusi per arginare questa situazione possano dare un contributo significativo".

"I dati sull'andamento del manifatturiero toscano confermano quello che già si percepiva, ovvero che questa crisi è diversa da tutte le altre che l'hanno preceduta". Così il segretario generale della Cisl toscana, Riccardo Cerza, commenta i dati dell'indagine di Unioncamere e Confindustria.

"Siamo di fronte a una crisi globale che colpisce tutti i settori e tutti i territori; non c'é più - aggiunge - come è stato sempre finora, una compensazione tra settori e territori che vanno bene e altri male. Per questo, di fronte all'eccezionalità della crisi ci vuole un'eccezionalità di interventi". "Vista la drammaticità di questi dati - prosegue Cerza - è urgente un impegno pesante per il rilancio dell'economia, da parte del Governo centrale ma soprattutto da parte degli enti locali. Vanno fatti partire da subito gli investimenti sulle infrastrutture e sulle opere pubbliche, piccole e grandi che siano". "Accanto a questo - conclude il segretario Cisl della Toscana - è fondamentale, per mantenere aziende e lavoratori sul territorio, dare credito alle imprese che hanno mercato e continuare a finanziare gli ammortizzatori sociali. E lavorare da subito per costruire le basi della nuova economica con spazi sempre più ampi di democrazia economica".

 

 

 

 

"Fatti sentire, non farti strozzare. No all'usura" - di Chiara Martina

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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