02/07/09 17:31 | autore: redazione Pisanotizie Stampa

Un contributo di Renzo Moschini sul “caso Concetto Marchesi” 0

Parlal l'ex-presidente della Provincia di Pisa che deliberò la costruzione della scuola

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Renzo Moschini è tra i più autorevoli esperti di parchi e aree naturali protette in Italia. Vicesindaco al Comune di Pisa nel 1969, presidente della Provincia di Pisa dal ‘70 al ‘75, parlamentare dal ‘76 all'87, approda nell'86 al parco naturale di Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli come vicepresidente e vi resta per diversi anni.

È principalmente sua l'intuizione, decisiva per la politica delle aree protette, della necessità di coordinare enti parco giovani e meno giovani sparpagliati per l'Italia in un'associazione fondata nell'89: la futura Federparchi. Nel ‘90 fonda la rivista "Parchi", che dirige fino al ‘98. Oggi per Federparchi dirige l'Osservatorio dei Parchi Europei e cura il coordinamento di "ToscanaParchi", organo di Federparchi Toscana, edita da Edizioni ETS.

Pubblichiamo un suo intervento in merito al dibattito sul progetto di demolizione dell'istituto scolastico "Concetto Marchesi".

Il liceo Concetto Marchesi 

Sono stato sollecitato come "persona informata sui fatti" -la delibera e il bando per il complesso Marchesi portano la mia firma in qualità di presidente della provincia all'epoca - a dire la mia sulla vicenda di cui si sta appassionatamente discutendo.

Lo farò solo su alcuni aspetti che credo meritino di essere attentamente valutati a prescindere in un certo senso dalle conclusioni a cui si perverrà. Innanzitutto vorrei ricordare che -contrariamente a quanto sostenuto da qualche notizia di stampa- la commissione presieduta da Zevi concluse i suoi lavori senza spargimenti di sangue.

Al progettista fu chiesto solo -se ben ricordo- di prevedere i depositi per le biciclette e motorini ad una minore profondità per evitare da fare una piscina aggiuntiva considerato che le caratteristiche del nostro territorio - come non si stancava di ricordarci il prof. Tongiorgi - erano simili a quelle di un groviera.

Per il resto l'apprezzamento fu generale. Ma quel progetto - come ha ricordato opportunamente il prof Pierotti - presentava caratteristiche fortemente innovative. Tanto innovative che il prof Pellegrin come ebbe a dirmi poi vi partecipò proprio perché il complesso riguardava le scuole certo ma anche la loro funzione in rapporto al quartiere sia per l'uso degli impianti sportivi e persino della sede del Consiglio di quartiere.

E' stato detto "scuola socialmente aperta" ed è definizione che trovo assolutamente appropriata. Vorrei ricordare anche - visto che si parla tanto oggi di paesaggio - che il progettista era invitato a tener conto che la scuola aveva come "sfondo" il monte pisano. Non ho dimenticato che a più d'uno allora questa scelta era apparsa quanto meno insolita se non cervellotica. Ma fu proprio per questo - ritengo sia giusto e doveroso ricordarlo a distanza di tanti anni- per queste sua caratteristiche innovative che l'avv Testoni allora presidente della Cassa di Risparmio di Pisa tesoriere della provincia-si impegnò subito ad assicurarci il mutuo di cui avevamo ovviamente indispensabile bisogno.

E neppure allora per gli enti locali era facile trovare i soldi.

Renzo Moschini

 

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