03/07/09 22:22 | autore: Sergio Bontempelli Stampa

Approvato "Pacchetto sicurezza": gli effetti sul territorio 0

L'avvocato Callaioli: "Con l'introduzione del reato di clandestinità a rischio il volontariato e i servizi di assistenza ai più deboli". Polemica tra Sinistra Arcobaleno e PdL sulla legge regionale

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157 voti a favore, 124 contrari e 3 astenuti. Così l'Aula del Senato ha dato il via libera definitivo, ieri, al cosiddetto "pacchetto sicurezza" proposto dal Governo Berlusconi.
I punti principali del provvedimento sono destinati a trasformare profondamente le norme, in particolare quelle che riguardano l'immigrazione.

Il disegno di legge appena approvato introduce infatti molte rilevanti novità: il reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato; l'obbligo di esibire il permesso di soggiorno per accedere a servizi come la registrazione della nascita, il riconoscimento del figlio naturale, la registrazione della morte; l'aumento del contributo che ogni straniero paga per rinnovare il permesso di soggiorno.

Il parere dell'avvocato Callaioli

Quali potrebbero essere le conseguenze di queste misure nel nostro territorio? Abbiamo provato a interpellare l'avvocato Andrea Callaioli, del foro di Pisa, che da anni si occupa proprio di immigrazione ed è considerato uno dei massimi esperti in Italia su questi temi.

«È ancora presto per capire cosa succederà nel dettaglio», esordisce il legale, «molte norme avranno bisogno di regolamenti attuativi, altre di interpretazione da parte del Ministero. Quel che è certo è che gli esiti di un provvedimento del genere sono, potenzialmente, devastanti».

Callaioli si mostra preoccupato soprattutto per l'introduzione del reato di immigrazione clandestina. E prova a spiegare i possibili effetti di questa norma.

«Prendiamo ad esempio», dice l'avvocato, «gli operatori sociali: quelli che lavorano ai dormitori pubblici, ai servizi di assistenza per le persone più fragili, all'emergenza freddo per i senza fissa dimora, o ancora ai servizi contro la tratta e lo sfruttamento della prostituzione».

«Questi lavoratori», prosegue l'avvocato, «si trovano ogni giorno a contatto con immigrati irregolari. E, dal momento che sono incaricati di un pubblico servizio, sono tenuti a segnalare eventuali reati. Se l'immigrazione irregolare diventa un reato, dovranno segnalare i "clandestini" che incontrano. E, se la norma venisse interpretata in senso restrittivo, di fatto non potrebbero più lavorare».

In sostanza, secondo il parere di Callaioli, sono a rischio i servizi che a Pisa - come in tutta Italia - operano a fianco delle vittime di tratta, dei senza fissa dimora e dei settori più marginali della società. Lo stesso volontariato, da sempre molto attivo in città e in provincia, rischia di venir criminalizzato per "favoreggiamento dell'immigrazione clandestina". Uno scenario, questo, che preoccupa le numerose associazioni e cooperative impegnate a fianco degli immigrati: tanto che non sono in pochi a manifestare la disponibilità ad una vera e propria "obiezione di coscienza" contro la nuova legge.

La legge regionale e il pacchetto sicurezza

L'avvocato paventa possibili conseguenze anche nell'applicazione della legge regionale sull'immigrazione. «Una norma avanzata, un gesto di civiltà», commenta Callaioli, «che rischia di essere vanificato proprio dal pacchetto sicurezza del Governo».

Eppure, c'è chi considera proprio la legge regionale un possibile strumento di opposizione contro i provvedimenti del governo. È il caso di Carlo Scaramuzzino, consigliere comunale della Sinistra Arcobaleno: che, in una mozione presentata al consiglio, chiede al Sindaco di «dare piena attuazione dei contenuti della legge regionale». «La legge», spiega Scaramuzzino, «prevede l'accesso agli interventi socio-sanitari urgenti ed indifferibili ad ogni persona, anche se priva del titolo di soggiorno. E prevede un'attenzione particolare per tutti i soggetti cosiddetti vulnerabili: donne, minorenni e disabili soprattutto».

Scaramuzzino risponde, con la sua mozione, ad un intervento di due dirigenti pisani della PdL, Piero Pizzi e Marco Meucci, che nei giorni scorsi hanno annunciato una iniziativa «per sostenere la raccolta di firme per l'abrogazione della legge regionale sulla immigrazione». «È indubbio», hanno spiegato i due dirigenti del centro-destra, «che la nuova legge regionale equipari i cittadini regolarmente presenti con quelli dimoranti in Toscana in forma irregolare e clandestina. Un grave atto di discriminazione al rovescio, che apre una prospettiva inquietante per la Toscana».

 

"Fatti sentire, non farti strozzare. No all'usura" - di Chiara Martina

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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