Riportiamo di seguito la nota del Capogruppo de LA SINISTRA in Consiglio Provinciale , Massimiliano Casalini, sul pacchetto sicurezza approvato negli scorsi giorni.
Il cosiddetto "Pacchetto Sicurezza" è diventato oggi Legge dello Stato: dopo una serie interminabile di battute d'arresto, una dura messa alla prova dei rapporti di forza interni al PdL, consistenti pressioni sul Governo da parte dell'UE, l'Italia ha da oggi una delle più crudeli e violente norme mai realizzate in materia di immigrazione.
Ciò che fino ad oggi era una condizione di irregolarità amministrativa diventa il vero volano della Legge: si introduce infatti il reato penale di clandestinità.
Si istituzionalizza l'equazione preventiva migrante=criminale, si elimina qualsiasi garanzia per lo straniero introducendo definitivamente nell'ordinamento italiano il diritto "speciale" per gli stranieri.
La lotta alla "clandestinità" dunque come leit-motiv dominante di questi ultimi anni, retorica utile a legittimare tanta crudeltà. Ma la realtà è ben diversa. Non solo agli irregolari vengono inibiti una complessità di diritti che nulla hanno a che vedere con la sicurezza, ma la tassa di 200 euro per i rilasci ed i rinnovi dei permessi di soggiorno, le nuove difficoltà previste per ottenere la cittadinanza, le ulteriori restrizioni ai ricongiungimenti, l'introduzione di norme restrittive su casa e iscrizione anagrafica, insieme alla previsione di un test di lingua a cui è subordinato l'ottenimento del permesso di lungo periodo e all'introduzione del permesso di soggiorno a punti, testimoniano come siano anche e soprattutto i cittadini stranieri regolari ad essere colpiti dal pacchetto sicurezza. Per loro, oltre ad una preoccupante stretta sui diritti, anche la minaccia della crisi e della perdita del permesso di soggiorno. Un vortice assolutamente pericoloso. Per migranti e non: è infatti l'aspetto sociale che ci preoccupa per un rischio di legittimazione di un'escalation persecutoria e violenta nei confronti di ogni e qualsiasi migrante come effetto diffuso di una legge che ha nel rifiuto dell'altro da sè la propria cifra socio-culturale.
Contestualmente ci conforta la prospettiva di una piena attuazione della Legge Regionale Toscana sull'immigrazione di recente approvazione che nelle fondamenta culturali e negli obiettivi sociali impatta e contrasta nettamente con la norma governativa, investendo sull'integrazione, la solidarietà e il rispetto dei Diritti Umani: una Legge di civiltà per la cui promozione e applicazione ci spenderemo in Consiglio Provinciale.
Oggi ci troviamo davanti ad un provvedimento che ci riporta ad un medioevo dei diritti, una soluzione normativa che non solo attacca i diritti dei migranti, con uno stigma ufficiale impresso sui loro corpi, ma rende meno sicuri noi tutti: lo affermano illustri giuristi, esperti e volontari che nelle tante associazioni si sono finora adoperati per creare pace, tolleranza, sicurezza e rispetto della dignità. Volontari che, con questo provvedimento, vedono svanire il loro faticoso e spesso invisibile lavoro.
Allora di fronte a tanta barbarie, si è concluso il tempo di chi "accetta" l'immigrazione perchè utile al mercato del lavoro, è finito il terreno di discussione sulla ricchezza della società multietnica, si eclissa la possibilità di opporsi a questi dispositivi deliranti con approci culturali, solidaristici, partecipativi o attraverso le lenti dell'anti-razzismo così come fino ad oggi è stato inteso.
Oggi abbiamo la conferma che dietro a tanti lavoratori ci sono sogni, desideri e progetti di vita che, né la crisi, né il pacchetto sicurezza, sono in grado pienamente di piegare: scopriamo che la società multietnica è fino in fondo scontro, terreno di contesa, scenario in cui si esercitano, in maniera irruenta, rapporti di forza che coinvolgono noi tutti. E scopriremo, forse, insieme, migranti e non, che è ora di prender parte, di assumere l'attualità dello scontro in atto per dare corpo ad un nuovo modo di schierarsi in questo scenario di violenza che ci viene imposto. Se sarà il medioevo dei diritti e della dignità, oppure una società diversa, libera dalla paura. Mentre sventolano i fazzoletti verdi, va in cancrena un altro pezzo di democrazia e di libertà.
Da oggi l'Italia è un luogo più brutto, violento e meno libero dove noi, malgrado tutto, continuiamo ad sostenere di appartenere ad una sola razza: quella umana.
Capogruppo de LA SINISTRA in Consiglio Provinciale - Massimiliano Casalini
Questo articolo contiene 0 commenti.
Clicca qui per lasciare il tuo commento.