07/07/09 00:02 | autore: redazione Pisanotizie foto video Stampa

L'Onda non si arresta. Presidio davanti al Rettorato in contemporanea al Senato accademico 0

Ieri manifestazioni e occupazioni in tutta Italia contro gli arresti per le manifestazioni del G8 di Torino. Occupato anche il Rettorato a Pisa. Oggi sit-in a Palazzo alla Giornata

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Indignazione, rabbia, determinazione, ma sopratutto il desiderio di vedere i propri compagni liberi e di difendere il diritto a manifestare in questo paese. Sono questi alcuni dei pensieri e delle riflessioni delle centinaia di studenti dell'Onda che da ieri mattina sono scesi nelle piazze, hanno occupato facoltà e rettorati per dire "l'Onda non si arresta. Liberi tutti". Manifestazioni da Torino a Napoli, da Padova a Pisa, da Roma a Bologna contro le perquisizioni e gli arresti a carico di 21 studenti per le manifestazioni in occasione del G8 dell'Università a Torino.

Una mega operazione di polizia alla quale ha dato il via il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torino e che ha portato la Digos ad eseguire 21 misure cautelari: due gli arresti a Padova, quattro a Bologna, 12 a Torino di cui 5 ai domiciliari, uno ai danni di un attivista napoletano avvenuto all'Aquila nel campo del comitato 3e32 al termine di una fiaccolata che si era svolta domenica notte a tre mesi dal terremoto. I reati contestati sono violenza nei confronti degli appartenenti alla forza pubblica, lesioni personali e resistenza aggravata  a pubblico ufficiale.

L'Onda e i movimenti reagiscono duramente: "Si tratta di un'evidente sospensione di qualsiasi forma di garanzia democratica: i capi d'imputazione contestati, infatti, non giustificano in alcun modo la custodia cautelare a quasi 2 mesi dai fatti. Quello a cui ci troviamo di fronte è dunque un evidente tentativo di intimidazione nei confronti dell'Onda a pochi giorni dall'inizio di un vertice, il G8 dell'Aquila, ormai conclamatamente delegittimato"

In Italia, però, nulla è casuale soprattutto quando sta per iniziare un G8. Lo ricordano bene le centinaia di migliaia di manifestanti che 8 anni fa si recarono a Genova a contestare i potenti del mondo. La strategia è sempre la stessa, una strategia della tensione che poi per le strade di Genova si trasformò in una caccia all'uomo, fino all'assassinio di Carlo Giuliani.

E anche questa volta la macchina della "guerra" preventiva ai movimenti è stata messa in moto. I primi segnali sabato in occasione della manifestazione a Vicenza contro i NO dal Molin e ieri contro l'Onda.
La reazione degli studenti si è fatta, però, sentire in tutta Italia e anche a Pisa. Qui dopo un'assemblea svoltasi alle 14 a Palazzo Matteucci, la decisione di occupare il Rettorato "in solidarietà agli arrestati e contro le intimidazioni". Alle 15:30 una sessantina di studenti entrano a Palazzo alla Giornata e vi rimangono fino alle 21:00.

"Gli arresti e le perquisizioni, scrive l'onda pisana in una nota dal rettorato occupato, rispondono a un preciso disegno del governo che mira a reprimere in maniera vendicativa il movimento dell'onda. Sono stati colpiti per ora ventuno compagni che hanno partecipato alle giornate di contestazione contro il G8 sull'università, ma noi rivendichiamo ogni gesto di quella giornata come pratica collettiva e condivisa. A Torino c'era un'unica Onda, a Torino c'era "l'Onda".

"Il tentativo di dividere il movimento fra buoni e cattivi, si legge nel comunicato, lo rispediamo al mittente. Da una parte c'è un governo che gestisce la crisi in modo autoritario, alimenta le paure della gente, uccide l'università. Dall'altra parte c'è chi non fa un passo indietro, e resisterà sempre un minuto in più. A Torino manifestavamo per un'università libera e contro le imposizioni dell'alto e non condivise. A Torino abbiamo manifestato per affermare il diritto al dissenso. La tempistica di questi arresti è chiara: a ridosso del corteo di Vicenza e prima del G8 dell'Aquila, per intimidire chi si oppone a scelte ingiuste, per colpire chi fa politica tra la gente, nei propri territori. Si sceglie di colpire l'Onda perchè è stato il primo movimento contro la crisi e perchè si ha paura che la forza dimostrata si estenda ad altri settori sociali. Ma il governo si metta il cuore in pace, perchè questo è un processo inarrestabile".

Alle 19:30 l'assemblea al rettorato per decidere come proseguire la mobilitazione, mentre dalle altre città d'Italia giungono notizie che la mobilitazione si sta allargando: anche a Palermo sono state occupare alcune Facoltà.

L'assemblea decide di lasciare il Rettorato e convocare per oggi alle 9.30 un presidio davanti a Palazzo alla Giornata in occasione dell'inizio della seduta del Senato Accademico. La richiesta degli studenti è semplice: "una chiara presa di posizione da parte del Senato contro gli arresti di ieri e la strategia repressiva". Gli studenti chiedono una discussione pubblica sull'argomento e si augurano che anche questa volta l'Università non chiude la porta al confronto.


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