10/07/09 09:42 | autore: redazione Pisanotizie Stampa

"Pacchetto sicurezza, il Colle non firmi" 0

Anche da Pisa numerose lettere al Presidente della Repubblica

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«Il colpo di stato razzista compiuto dal governo Berlusconi con la complicità di una asservita maggioranza parlamentare può e deve essere respinto. È nei poteri del Presidente della Repubblica rifiutare di avallare l'introduzione nel corpus legislativo di misure palesemente in contrasto con la Costituzione della Repubblica Italiana, palesemente criminali e criminogene, palesemente razziste ed incompatibili con l'ordinamento giuridico della Repubblica. Al Presidente della Repubblica in prima istanza facciamo ora appello affinché non ratifichi un deliberato illegale ed eversivo che viola i fondamenti stessi dello stato di diritto e della civiltà giuridica, che viola i principi fondamentali della Costituzione della Repubblica Italiana».

Questo il testo di un appello al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che invita a non firmare il disegno di legge appena approvato alle Camere, noto come "pacchetto sicurezza". Un appello che gira da alcuni giorni nelle mailing list, e che a Pisa è stato diffuso in particolare da Padre Agostino Rota Martir, il sacerdote cattolico che da anni vive assieme ai Rom del campo di Coltano. I promotori non sono associazioni organizzate, ma semplici cittadini, che chiedono a tutti di inviare un breve testo di posta elettronica all'indirizzo del Quirinale: presidenza.repubblica@quirinale.it.

L'appello gira in varie versioni. Così, nelle liste dei movimenti nonviolenti si scrive che il pacchetto sicurezza, oltre che incompatibile con le garanzie giuridiche del nostro ordinamento costituzionale, è in contrasto con «il sentimento di fraternità con tutti gli uomini che ci piace attribuire al popolo Italiano».
«Ritengo», prosegue questa seconda versione dell'appello, «che il disegno di legge istighi all'odio razziale che già tante occasioni ha avuto di manifestarsi in piccoli e grandi episodi di aggressione contro stranieri ma anche contro cittadini italiani colpevoli solo di essere scuri di pelle, e che introduca una "legislazione differenziale" che ricorda periodi bui della nostra storia».

Una vera e propria protesta spontanea, questa degli appelli, che corre sul filo di internet, della posta elettronica e dei social network. E che anche a Pisa sta raccogliendo numerosi consensi e adesioni.

Intanto, nelle associazioni che lavorano alla tutela dei migranti ci si prepara ad uscite pubbliche contro il nuovo disegno di legge. Già la prossima settimana dovrebbe tenersi un primo incontro tra varie organizzazioni di volontariato per programmare iniziative pacifiche di protesta.

 

"Fatti sentire, non farti strozzare. No all'usura" - di Chiara Martina

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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