Cosa ne pensano i Direttori di Dipartimento della recente decisione del Consiglio di Amministrazione di cancellare i crediti che queste strutture potevano vantare nei confronti dell'ateneo? Quali le conseguenze concrete di questa scelta?
Sono queste alcune delle domande che abbiamo posto a due Direttori di Dipartimento, uno del settore umanistico e uno del settore scientifico, per capire meglio cosa sta avvenendo nel nostro ateneo. Di seguito, le interviste alla Professoressa Carla Dente, Direttrice del Dipartimento di Anglistica e al Prof. Massimo Pappalardo, Direttore del Dipartimento di Matematica Applicata "U. Dini"
Professoressa Dente, come Direttrice del Dipartimento è stata informata della decisione del CDA di cancellare i crediti che Facoltà e Dipartimenti potevano vantare nei confronti dell'amministrazione centrale?
La notizia a me risulta nei seguenti termini: c'è stata un'ispezione del Ministero delle Finanze che ha riscontrato come alcuni investimenti fatti alla fine degli anni '90 siano stati finanziati usando le risorse dei Dipartimenti, accendendo quindi dei debiti nei confronti di queste strutture. Si tratta ristrutturazioni di tipo edilizio, messe a norma, e operazioni varie di questo tipo, che invece di essere finanziate con il ricorso a prestiti bancari, cosa naturalmente svantaggiosa visti gli interessi da pagare, sono state sostenute finanziariamente da quanto avanzava di anno in anno in ateneo, resti di cassa che erano i risparmi delle strutture periferiche.
Ora se questo fosse contabilmente regolare non lo so, perché nell'Università mi hanno assunto perchè, bene o male, dovrei essere esperta in altra disciplina e in questioni finanziarie.
Come valuta questa decisione?
Sarebbe un assurdo che l'amministrazione dell'Ateneo andasse in "amministrazione controllata" per questo tipo di situazione debitoria interna. Quindi non vedo affatto positivamente l'intervento di un commissario che viene dall'esterno, ammesso che questa sia una possibilità reale.
Di conseguenza è chiaro che bisogna provvedere a formulare dei piani di rientro. Nel tempo si è proceduto già in questa direzione, per cui i crediti delle strutture periferiche sono in realtà diminuiti negli ultimi anni. Però è certo che una grossa fetta è rimasta, e questo incide, pesantemente, nella vita delle strutture periferiche, soprattutto in una situazione in cui parallelamente il Ministero ha dato sempre meno soldi. Così le strutture si sono trovate ad avere sempre maggiori difficoltà. La situazione per qualcuno è veramente insostenibile.
E nel caso del suo Dipartimento?
Qual è la situazione mi piacerebbe tanto saperlo. Il fatto che si rifinanzi il bilancio preventivo dell'anno successivo con i resti di cassa del consuntivo dell'anno precedente, significa che noi abbiamo nel tempo finanziato bilanci con soldi fittizi e non reali. Non riesco a spiegarlo in una maniera più raffinata, ma è questo il problema che abbiamo di fronte. In questi giorni la segretaria amministrativa del mio dipartimento è in ferie e tornerà la settimana prossima. Al suo ritorno inizieremo a chiarire meglio la situazione
Ma si può in qualche modo preventivare quali saranno le conseguenze di questa decisione?
Per quanto riguarda il mio dipartimento, ripeto, siccome la cinghia avevamo cominciato a stringerla negli ultimi due anni, non so francamente che cosa altro stringere. Io temo che qualsiasi intervento, che pure sarà necessario, avrà una ricaduta molto negativa. Io stessa mi trovo in difficoltà, non voglio togliere ai colleghi i fondi di ricerca di Ateneo perchè la ricerca è il fine principale dell'università, dal momento che anche la didattica è fondata sulla ricerca. Spero che la segretaria del mio dipartimento riesca a prospettarmi delle soluzioni che siano più accettabili di questa.
Un'ultima domanda. Voi vi aspettavate questa decisione: qualcosa era nell'aria?
Io non me l'aspettavo ora. Per dire la verità, sono tendenzialmente una persona ottimista, quindi mi aspettavo al momento dell'assestamento di bilancio che la nostra stella protettiva, la Maria Stella Gelmini, venisse fuori con una concessione di qualche cosa. Avevo questa pia e rosea illusione. A dicembre quando il rettore aveva prospettato intanto il primo taglio che abbiamo avuto quest'anno - non abbiamo avuto alcun fondo di finanziamento ordinario per i dipartimentima solo quelli per la ricerca di ateneo - avevo fatto un prelievo non particolarmente gravoso per le spese generali della ricerca e avevo cercato di tirare la cinghia su tutte le altre fonti di spesa. Però, a questo punto, può darsi anche che alla fine scopra di aver tirato la cinghia sul nulla, su cifre che sono dei numeri e non sono dei soldi. E questo avrebbe un effetto abbastanza dirompente.
Abbiamo incontrato anche il prof. Massimo Pappalardo, Direttore del Dipartimento di Matematica Applicata "U. Dini" che ha risposto così alle nostre domande.
Come giudica la decisione del Consiglio di Amministrazione di cancellare i crediti verso i Dipartimenti?
Psicologicamente non ci facevamo conto su questi soldi. Nei bilanci li inserivamo come credito, includendo la cifra nei piani di spesa. Di fatto si trattava di un polmone che utilizzavamo per avere maggiore elasticità nella definizione della programmazione dei piani di ricerca. Non ci aspettavamo, quindi, che arrivassero questi finanziamenti, considerato anche il fatto che è un momento di crisi economica con conseguente diminuzione dei soldi. Basta considerare l'inflazione programmata per la quale gli stipendi sono aumentati, mentre il finanziamento pubblico negli ultimi sei anni è rimasto sempre lo stesso, per capire che c'è stata una riduzione dei soldi di cui le Università possono disporre.
Ma si aspettava questa decisione?
Sinceramente non mi aspettavo questa scelta, anche se essendovi stata un'ispezione del Ministero delle Finanze qualcosa andava fatto. Mi chiedo se non si potesse pensare di di tagliare ad esempio il 50% di questi crediti e ripianare l'altro 50% da altri capitoli di bilancio: trovare, insomma, un altro modo che non gravasse unicamente sui Dipartimenti. Mi sarebbe piaciuto conoscere meglio il bilancio. Credo che ci fossero altri capitoli su cui poter intervenire. Certamente l'operazione andava fatta, si è scelta la via più facile, con maggiore fatica si potevano trovare altre soluzioni.
Quando siete stati informati di questa scelta dell'ateneo?
Come Direttori di Dipartimento siamo stati informati dall'amministrazione centrale durante una riunione del Collegio dei Direttori che si è svolta il giorno prima che il Consiglio di Amministrazione prendesse questa delibera. Si è trattato semplicemente di un'informazione, comunicata 24 ore prima della decisione: mi sembra una procedura un po' strana a dire il vero.
Quali saranno ora le ricadute concrete?
Ora aspetto la lettera ufficiale in cui mi si comunica questa decisione del CdA e i termini esatti della delibera. Certamente la situazione per la programmazione delle ricerche di medio-lungo periodo, che hanno un ampio orizzonte, diventa più complessa. Certamente i dipartiment,i che hanno contratti già stipulati per conto terzi, si troveranno in maggiori difficoltà del mio.
In generale, però, vorrei sottolineare che non si può tagliare la ricerca, e ridurre i fondi pubblici all'Università, come sta avvenendo negli ultimi anni. Si è scelta una politica che muove dall'idea che l'Università costa troppo, per cui una cura dimagrante è necessaria. Invece l'investimento nella cultura, nell'Università e nella ricerca è fondamentale. E' vero che ci possono essere sprechi, ma come in tutti i settori. Se si vuole, anche nelle pieghe del bilancio dello Stato, ci sono i soldi per finanziare gli atenei.
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