"Una diminuzione del 9,8% della produzione aggregata e una riduzione del fatturato del 5,26% nel secondo trimestre del 2009 rispetto al 2008". Sono questi i due principali dati che emergono dall'indagine presenta dall'Unione Industriale Pisana e che mostrano con chiarezza come ancora sia profonda la crisi economica che stiamo attraversano nel nostro territorio.
Pier Francesco Pacini, presidente dell'Unione, afferma che "siamo ancora in una congiuntura difficile". I dati di questo trimestre indicano, infatti, inequivocabilmente che ancora la crisi è in pieno svolgimento e che siamo lontani dalla ripresa.
Vediamo la situazione settore per settore: nella chimica si registra un calo del 12% nella produzione e dell'8,75% del fatturato, nelle calzature vi è un diminuzione del 10% sia della produzione sia del fatturato, per il vetro un meno 16% della produzione e un meno 7,5%nel fatturato, nel legno infine si registra una riduzione del 7,8% della produzione ed un meno 4% del fatturato.
Anche nel settore delle pelli e del cuoio la recessione è pesante con una diminuzione del 15,8% della produzione e del fatturato. Per quanto riguarda l'edilizia si ha un calo nella produzione (-2%), con un fatturato stazionario (+0,4%), mentre nel metalmeccanico la flessione si ferma al 5,4% nel fatturato, e nel settore dei trasporti a fronte di un incremento del fatturato del 1% si ha una diminuzione della produzione del 10%
L'unico settore in controtendenza è quello farmaceutico che nell'ultimo trimestre registra un aumento della produzione dell'1,5%, mentre il fatturato arriva al +7%.
Anche per quanto riguarda i consumi i dati sono negativi, rispetto al secondo trimestre del 2008, con un meno 5,53%, Una diminuzione che che trova giustificazione in un trend ugualmente negativo sia della domanda estera che di quella interna, rispettivamente -5,4% e -5,8%.
Per ciò che concerne l'occupazione si registra una diminuzione del 3,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, con tutte le conseguenze sociali che ne derivano. E' di questi giorni il rapporto Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro secondo il quale l'instabilità occupazionale registrata nei primi mesi del 2009 porterà entro la fine dell'anno a una perdita di posti di lavoro, a livello nazionale, tra le 350mila e le 540mila unità se misurate in forze di lavoro, e tra 620mila e le 820mila in termini di unità lavorative annue (ula). E nella peggiore delle ipotesi il tasso di disoccupazione potrebbe attestarsi poco al di sotto 9%.
"Con questo calo dei consumi, osserva Pacini, e conseguentemente della domanda estera ed interna, la produzione industriale non può sicuramente ripartire. Se oggi, gli ammortizzatori, quali Cassa integrazione nelle varie forme, ci evitano forti tensioni sociali, ricordiamo che sono interventi utili sì, ma temporanei e quindi appare indispensabile agire su fattori che rimettano in moto la crescita dell'economia".
"Per far fronte a questa crisi, conclude il presidente dell'Unione industriale, occorre credito alle imprese che hanno ordini e programmi, alleggerimento della pressione fiscale sui redditi per recuperare potere d'acquisto: sono interventi su cui c'è consenso generale, ma che non si traduce in elementi tangibili nella realtà quotidiana".
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