26/07/09 16:49 | autore: Francesco Auletta Stampa

Università: “Decisione letale del CdA per la vita dei Dipartimenti. E' un'imposizione unilaterale” 0

Si moltiplicano le prese di posizione dei Dipartimenti contro la cancellazione dei crediti

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Continuano le prese di posizione e le critiche da parte dei Dipartimenti contro la decisione del Consiglio di Amministrazione di cancellare il debito nei confronti delle strutture periferiche. E' il caso del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali che vanta un credito nei confronti dell'ateneo di circa 500 mila euro.

Negli scorsi giorni il Consiglio di questo Dipartimento, presieduto dal Prof. Nello, ha approvato un documento molto duro nei confronti dell'amministrazione centrale: "Il Consiglio del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, messo a conoscenza dal Direttore della gravissima decisione adottata dal Consiglio di Amministrazione dell'Università di Pisa nella sua seduta del 14 luglio 2009 in merito alla cancellazione dei crediti di data anteriore al 1° gennaio 2003 ancora vantati da Facoltà e Dipartimenti nei confronti dell'amministrazione universitaria centrale, protesta duramente contro tale decisione, denunciandone con forza le conseguenze letali per il funzionamento e le attività istituzionali del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali"

"Il Consiglio chiede che in sede di applicazione di tale misura, prosegue la nota, che esso comunque giudica un'imposizione unilaterale da parte del debitore, almeno prevalgano - finalmente! - ragionevoli criteri di gradualità e perequazione, onde evitare l'immediata asfissia finanziaria del Dipartimento e la conseguente impossibilità di prosecuzione della sua opera.

"Il Consiglio si riserva, conclude il documento, di decidere ulteriori azioni di protesta e di tutela in rapporto all'evolversi della vicenda.

Ma la rivolta dei Dipartimenti e le prese di posizione non finiscono qui. Venerdì si è svolto il Consiglio del Dipartimento di Chimica in cui sono state mosse le medesime critiche e in questi giorni si sta stilando un documento da inviare al Rettore. Nel caso di Chimica la cancellazione dei crediti avrà degli effetti a brevissima scadenza, con l'impossibilità di rinnovare i contratti a 4 tecnici-amministrativi che da anni lavorano all'interno della struttura. Anche in questo caso i tempi sono stringenti: i contratti scadranno il 19 dicembre, e secondo i termini di legge il rinnovo deve avvenire un mese prima della scadenza.

Ciò che colpisce, spiegano da numerosi dipartimenti, è "la mancanza assoluta di qualsiasi comunicazione ufficiale da parte dell'amministrazione centrale. Ancora nessuno ha visto la delibera del CdA che ci dicono non essere ancora pronta". Così la prima richiesta che molti segretari e Direttori stanno formulando è quello di "un chiarimento formale da parte del Rettorato, con un documento che illustri chiaramente il provvedimento amministrativo che è stato preso".

Nel frattempo il Ministero ha pubblicato la "prima graduatoria" dell'Agenzia per la valutazione del sistema universitario, in base alla quale verrà assegnato agli "atenei virtuosi" il 7% del Fondo di Finanziamento ordinario, pari a 525 milioni di euro. Questa classifica ha già suscitato fortissime polemiche e seri dubbi sul fatto che rispecchi la realtà degli atenei.

In questa gradiuatoria, guardando ai numeri, l'ateneo pisano sembra salvarsi, in quanto risulta tra le università promosse, nonostante si collochi al sestultimo posto, e riceverà uno 0,99% del finanziamento ministeriale, che ancora in termini assoluti non si sa esattamente a quanto ammontaerà.

Questa notizia è stata ricevuta positivamente dal Rettore Pasquali che ha dichiarato: "Se osserviamo questa classifica troviamo due Politecnici che, in realtà, non hanno la complessità di un ateneo poiché sono formate da facoltà scientifiche, in particolare da Ingeneria. E atenei come Trento e Bergamo, rispettivamente al primo e al quarto posto, sono realtà piccole non equiparabili alla nostra. L'università di Pisa, per complessità e numero di iscritti, si avvicina a Genova e Torino. Eliminando i Politecnici e quegli atenei piccoli che non si possono paragonare al nostro, saremmo anche fra i primi dieci. Quindi, questa classifica ci soddisfa. E a maggior ragione anche perché, fra gli atenei virtuosi, siamo nella schiera di coloro che hanno un segno positivo sulla percentuale di finanziamenti ricevuti al contrario di Siena e Firenze. Senza dubbio, in Toscana, l'università di Pisa mantiene un suo prestigio e la capacità di fare ricerca e didattica è di ottimo livello".

Occorre ricordare che per quanto riguarda le Università di Siena e Firenze, il Ministero non le ha incluse nella graduatoria, in attesa di un piano finanziario di risanamento del bilancio rosso. Risulta quindi essere quanto meno inappropriato da parte dell'ateneo pisano fare il raffronto con queste altre situazioni.

E' interessante, inoltre, analizzare i parametri secondo i quali è stata stilata questa classifica. La graduatoria si basa per i 2/3 sulla qualità della ricerca e per il terzo restante sul livello della didattica. Per quanto riguarda la ricerca il 50% del punteggio è dato dalle valutazioni del Comitato di Indirizzo per la Valutazione della Ricerca (Civr); il 20% dal numero di ricercatori e docenti che hanno partecipato ai progetti di ricerca valutati positivamente; ed il 30% dalla capacità di intercettare fondi UE. Per quanto riguarda la didattica, invece, il 20% viene dalla capacità di trovare lavoro dei laureati entro tre anni; un altro 20% dalla possibilità data agli studenti di valutare la qualità degli insegnamenti ed un ultimo 20% dall'utilizzo per le lezioni di personale di ruolo. Infine il restante 40% è dato dal numero degli studenti che superano i 2/3 degli esami del primo anno prima di iscriversi al secondo.

Se guardiamo il caso pisano è la qualità della ricerca che permette al nostro ateneo di essere promosso e non risultare fra le Università bocciate. La cosa risulta ancora più paradossale in un momento in cui, come denunciano numerosi direttori di Dipartimento, "l'amministrazione di questa università prende provvedimenti che mettono in ginocchio la ricerca".

Nell'ascoltare le dichiarazioni di soddisfazione del Rettore, Marco Pasquali per questa graduatoria, ritornano alla mente le parole del Prof. Turini nell'intervista da noi recentemente pubblicata: "Dopo questa decisione, in Rettorato non si permettano mai più di dire che l'Università di Pisa ha dei centri d'eccellenza all'avanguardia, vantando i tanti progetti del Dipartimento di Informatica o di quello di Fisica".

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1/09/2010 La protesta delle famiglie del campo rom di Coltano - di Chiara Martina

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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