Serviranno questa volta le 8 domande contenute in un documento approvato dal personale del Dipartimento di Chimica e Chimica Industrale, ed indirizzate al Rettore, al Prorettore al Bilancio e al Direttore Amministrativo, perchè l'amministrazione centrale prenda la parola e fornisca chiarimenti sulla decisione presa nelle scorse settimane dal Consiglio di Amministrazione di cancellare il debito di 19,6 milioni di euro nei confronti delle strutture periferiche?
E' questa la domanda che si fanno in tanti all'interno del mondo accademico, dopo che gli interventi di numerosi docenti e le 4 domande poste dal Direttore del Dipartimento di Informatica, il professor Levi, al Prof. Lorenzi (Prorettore al Bilancio) sono cadute nel vuoto, senza ricevere alcuna risposta.
Questa volta sono i docenti del Dipartimento a cui afferisce lo stesso Rettore, Marco Pasquali, a chiedere spiegazioni.
Nel documento approvato, l'assemblea di tutto il personale "lamenta la scarsa trasparenza dei processi decisionali e chiede di conoscere entro tempi molti brevi quale sarà la situazione finanziaria delle strutture periferiche nel 2009 e 2010. Nell'attesa di chiarimenti, l'Assemblea rileva che la fiducia del personale nell'operato del Direttore Amministrativo dell'Ateneo e del ProRettore al Bilancio è gravemente compromessa".
"Pur comprendendo la necessità di rispettare i vincoli di bilancio, si legge nel documento, l'Assemblea è molto preoccupata per il danno che subiranno le attività di didattica e di ricerca. Sembra necessario ricordare che questi sono i compiti essenziali dell'Ateneo. Non è possibile programmare tali attività, nonché garantire il funzionamento delle strutture periferiche, senza conoscere le risposte alle seguenti domande".
1) Come sarà determinata contabilmente la capacità di spesa dei dipartimenti nel 2009 e 2010?
2) Come si pensa di far fronte alle attività attualmente svolte da personale a contratto presso i dipartimenti, nel caso questi ultimi non abbiano la disponibilità finanziaria per rinnovare i contratti? Nel caso del nostro Dipartimento, si rischia il blocco completo della segreteria didattica e di varie attività amministrative e tecniche.
3) Quale destino avranno i fondi presenti nei bilanci dei Dipartimenti, nel caso arrivino a scadenza? Si fa presente, ad esempio, che i singoli gruppi di ricerca hanno accantonato parte dei fondi di ateneo, confidando nella prosecuzione della politica finora adottata dal nostro Dipartimento, che li ha sempre lasciati a disposizione dei titolari. Questo allo scopo di affrontare prevedibili ristrettezze e per essere in grado di cofinanziare futuri progetti e concorrere ai relativi finanziamenti. Ė anche necessario fare chiarezza sulle date di scadenza, in particolare per il fondi di Ateneo 2006-2007.
4) Quale sarà l'entità del finanziamento di Ateneo per l'anno 2010? Sarà garantito il cofinanziamento per la partecipazione ai progetti PRIN, come per il passato?
5) Sarà garantito l'accesso alle riviste, elettroniche e non, che in gran parte è ormai contrattato a livello interuniversitario?
6) Come si pensa di fare fronte alle esigenze didattiche per laboratori ed esercitazioni, quando i fondi per queste attività sono in diminuzione anno dopo anno?
7) Può l'Ateneo sostenere di avere ancora un programma di educazione di eccellenza, dopo i tagli nel numero delle borse di Dottorato degli ultimi due anni? Torneremo almeno a livelli di sopravvivenza?
8) Da mesi rimangono in sospeso interventi anche minimi di manutenzione ordinaria, tutti affidati a ditte esterne. Ė inefficienza, o a metà anno sono già finiti I fondi per la manutenzione? Anche questi costi dovranno gravare sulle strutture periferiche?"
Si tratta di interrogativi dalle cui risposte dipende la vita dell'attività stessa dei Dipartimenti e i rispettivi programmi di ricerca.
La parola passa ora all'amministrazione centrale ed al Rettore, del quale saremo felici di pubblicare una risposta.
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