31/07/09 16:07 | autore: Sergio Bontempelli Stampa

Nettare: lavoratori senza stipendio e azienda in vendita 0

Continua la protesta per le mancate retribuzioni da Gennaio. L'amministratore delegato conferma le trattative per la cessione a un gruppo internazionale

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Tornano all'attacco i sindacati e i lavoratori di "Nettare", azienda ad alta tecnologia specializzata in connettività a banda larga in modalità wireless, insediata nel Polo Tecnologico di Navacchio. E si riapre una vertenza che, solo pochi mesi fa, aveva diviso i lavoratori dai vertici dell'azienda. Vediamo brevemente di cosa si tratta.

L'antefatto

Nel mese di Aprile, i lavoratori di "Nettare" denunciano il mancato pagamento degli stipendi: l'azienda non ha ancora corrisposto ai dipendenti le retribuzioni dei mesi di dicembre, gennaio, febbraio e della tredicesima 2008. Così, i lavoratori - sostenuti dalla CGIL-FILCAMS - decidono di incrociare le braccia, mettendo in piedi uno sciopero "atipico" (non si vedono tutti i giorni astensioni dal lavoro in piccole aziende ad alto contenuto tecnologico).

L'azienda giustifica il mancato pagamento con dei ritardi da parte della Regione Toscana nello svincolare i fondi di un bando vinto da Nettare per alcuni milioni di euro. La trattativa prosegue e - a quanto trapela - alcuni stipendi vengono pagati.

I lavoratori: "la situazione non è cambiata"

Oggi, a tre mesi di distanza da quella prima vertenza, si riapre la polemica tra le organizzazioni sindacali e i vertici di Nettare: i lavoratori e i rappresentanti sindacali hanno tenuto un presidio di fronte ai cancelli del Polo Tecnologico.

«Niente è cambiato», dice la Filcams-CGIL di Pisa nel corso del presidio, «l'azienda deve ancora corrispondere le mensilità di Gennaio, Febbraio, Maggio, Giugno e la quattordicesima mensilità del 2008: riteniamo insufficiente il pagamento delle retribuzioni dei mesi di Marzo e Aprile lasciando insoluto tutto il resto».

L'azienda, dal canto suo, ribadisce la situazione di difficoltà economica, e polemizza con i sindacati. «Siamo in un momento difficile», dice l'amministratore di Nettare Francesco Porri, «e noi chiediamo ai lavoratori di "fare squadra" con noi». Al contempo, Porri non nega le mancate retribuzioni ai lavoratori: «ripeto», ci spiega al telefono, «siamo in un momento difficile e se vogliamo essere una squadra dobbiamo tutti fare dei sacrifici».

Le novità e la cessione di Nettare

In questa situazione apparentemente immobile, però, non mancano le novità, anche rilevanti.

In primo luogo, c'è ormai da mesi una vera e propria "emorragia" di lavoratori: molti hanno presentato le loro dimissioni volontarie, e se ne sono andati. «Secondo i nostri dati», ci spiega Caterina Ballanti della Filcams, «i lavoratori di Nettare - esclusi i dirigenti - sono rimasti otto, mentre ai tempi della vertenza di Aprile erano una quindicina». Segno - dicono i sindacati - di un profondo disagio dei dipendenti nei confronti dei vertici dell'azienda.

Ma la vera novità riguarda gli assetti societari di Nettare. I sindacati hanno appreso, nel corso di un tavolo di trattativa, che l'azienda sta per essere venduta. Dovrebbe quindi arrivare a breve un nuovo proprietario. «Un fatto di per sé positivo», commenta Ballanti, «perché se qualcuno investe su Nettare vuol dire che l'azienda va avanti. Però bisognerà conoscere l'eventuale nuovo acquirente, e capire le sue intenzioni rispetto ai lavoratori».

L'amministratore Francesco Porri, contattato al telefono, ci ha confermato la notizia. «È vero, abbiamo avviato trattative con un importante gruppo internazionale. Operiamo in un campo, come quello delle tecnologie, dove è fondamentale lavorare insieme: e la collaborazione con un gruppo di grandi dimensioni può garantire un futuro di successo a Nettare». Ancora il massimo riserbo, però, sul nome del gruppo disponibile ad acquisire la società. «Lo saprete a Settembre, dopo la pausa estiva», conclude Porri.

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"Fatti sentire, non farti strozzare. No all'usura" - di Chiara Martina

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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