Venerdì il presidio dei lavoratori della Bulleri è riuscito ad impedire il nuovo pignoramento dei macchinari all'interno della fabbrica. Intorno alle 10:00 l'ufficiale giudiziario, accompagnato dall' avvocato del creditore, si è presentato davanti alla fabbrica per entrare dentro lo stabilimento. Gli operai hanno spiegato di non essere in possesso delle chiavi, in quanto sono state restituite al liquidatore. L'ufficiale ha così preso atto dell'impossibilità di aprire i cancelli e comunicherà la cosa al tribunale.
E' però già fissata per sabato mattina un'asta fotografica in via del Brennero per la vendita di un macchinario ed un'altra si svolgerà lunedì prossimo alla Bulleri.
"A chi comprerà queste macchine - afferma Do menico Conti della RSU della Bulleri- diciamo che la macchina la potrà anche comprare ma non la potrà portare via dalla fabbrica. I macchinari resteranno dentro lo stabilimento finchè ci riusciremo, per cui l'acquirente rischia solo di buttare dei soldi. Il problema è che con queste aste si realizzi un'ulteriore svalutazione della fabbrica: un macchinario che vale 110 mila euro viene venduto a 13 mila euro. Per questo noi faremo di tutto per non fare uscire dalla fabbrica le macchine".
Al presidio erano presenti anche il sindaco di Cascina, l'assessore provinciale Romei ed alcuni consiglieri comunali, secondo anche gli impengi presi dal Consiglio comunale aperto che si è svolto a Cascina nella giornata di giovedì scorso.
"Il primo obiettivo è rinviare le aste - spiega il sindaco Franceschini - perchè i mezzi siano venduti al prezzo adeguato. Visto che l'azienda ha delle trattative in corso con alcuni acquirenti è bene tutelare il patrimonio dell'impresa. Altrimenti si va nella direzione dello smembramento e della distruzione di questo sito produttivo, cosa che occorre evitare in tutti i modi".
"La proprietà- prosegue Franceschini - non è presente né sul piano delle iniziative per rilanciare l'azienda, né con una disponibilità vera al confronto. Noi ad oggi trattiamo con il liquidatore che ha dichiarato una disponibilità alla vendita, ma dalle parole occorre ora passare ai fatti. Il documento approvato in Consiglio comunale è un passo importante, ma bisogna chiudere la vicenda rapidamente con il subentro di un altro imprenditore. L'azienda produce strumenti di alto livello tecnologico. E' indubbio che c'è la crisi ma questa non giustifica la chiusura. Qui siamo di fronte al caso di una impresa abbandonata dal proprietario".
"Occorre trovare - aggiunge l'assessore provinciale Romei - una soluzione credibile. Al tavolo regionale la proprietà si dichiara disponibile a favorire la vendita dell'attività e poi invece ci troviamo di fronte a fatti concreti che negano queste dichiarazioni. Serve una soluzione vera che mantenga l'occupazione e salvaguardi questo presidio industriale del nostro territorio. Occorrono chiarezza e trasparenza che ad oggi mancano da parte della proprietà".
Le prossime scadenze per i lavoratori della Bulleri sono le aste di sabato e di lunedì prossimo. Anche questa volta i lavoratori saranno davanti ai cancelli per non far uscire i macchinari e difendere la speranza di riavere il proprio posto di lavoro.
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