La lotta degli operai della Bulleri per difendere la propria fabbrica, i posti di lavoro, avere gli stipendi arretrati diventa sempre più dura. Questa mattina, infatti, l'ufficiale giudiziario si ripresenterà ai cancelli dello stabilimento per entrare e procedere al pignoramento di nuovi macchinari.
Tra sabato e lunedì si svolgeranno poi due aste: quella di sabato avrà luogo in via del Brennero sarà solo "fotografica" (cioè i possibili acquirenti vedranno solo la foto del macchinario), mentre per lunedì il tribunale di Pisa ha già fissato una seconda asta questa volta all'interno della fabbrica. Gli operai hanno deciso ancora una volta che nessuno entrerà dentro lo stabilimento a prendere e svendere il prodotto del loto lavoro, per cui l'appuntamento è dalle 8:30 davanti a i cancelli in attesa dell'arrivo dell'ufficiale giudiziario.
"Si tratta di una vera e propria svendita. - ci spiega uno degli operai della Bulleri- All'asta di sabato, ad esempio, verrà venduta un macchinario alla cifra di circa 13 mila euro, quando il suo valore di mercato è più di 100 mila euro".
Anche dell'emergenza "aste", e del rischio quindi di un ulteriore depauperamento dell'azienda che potrebbe compromettere ancor di più la possibilità di trovare un nuovo acquirente, si è discusso ieri a Cascina in un consiglio comunale aperto a tema, sulla crisi della Bulleri.
"La Bulleri è una ricchezza per il nostro territorio - ha affermato il sindaco Franceschini - e la situazione che si è determinata è in grossa parte imputabile alla incapacità di gestione della proprietà, visto che l'azienda è sana e nonostante la crisi era riuscita a mantenere un livello di commesse importante. C'è la tentazione da parte di tanti imprenditori di approfittare della crisi. Al contrario occorre richiamare il principio della responsabilità sociale d'impresa. I proprietari della Bulleri devono essere chiari e trasparenti, invece ad oggi la reale situazione debitoria non è conosciuta. Noi faremo di tutto per salvare questi posti di lavoro".
Dure critiche contro la proprietà sono state espresse anche dall'assessore provinciale Romei che ha ripercorso le tappe di questa crisi: "il rischio è che oltre che chiudere il sito produttivo vadano disperse importanti professionalità. Noi stiamo lavorando affinchè vi siano le condizioni perchè un nuovo acquirente rilevi l'azienda e possa così garantire continuità della produzione e la tenuta di tutti i posti di lavoro".
Gli esponenti delle forza politiche esprimono solidarietà e sostegno ai lavoratori della Bulleri e alla loro lotta che prosegue ormai da mesi. I soci coop di Cascina daranno ai rappresentanti della RSU in questi giorni dei buoni da spendere alla coop che verranno distribuiti ai lavoratori, dando anche la disponibilità per realizzare al "Centro Borghi" una iniziativa di informazione e sensibilizzazione della città sulla vicenda della Bulleri.
Presenti anche esponenti dei sindacati: Fiom, Fim, Cobas. La preoccupazione comune è che, mentre si cerca di mettere in piedi una trattativa con un nuovo acquirente ed i tavoli di lavoro proseguono, a partire da quello regionale avviato dall'assessore Simoncini su richiesta della Provincia di Pisa, la fabbrica venga svuotata non solo dei macchinari già pronti, che costituiscono oggi un capitale decisivo per la Bulleri, ma che anche delle macchine che servono per la produzione, compromettendo così in maniera irreversibile la possibilità di rilanciare l'azienda.
Di fronte a questo rischio il Presidente della Provincia Pieroni, che ha concluso gli interventi della riunione del consiglio aperto, ha ribadito il suo impegno: "Già domattina (oggi per i lettori, ndr) prenderemo contatti con il Tribunale di Pisa per evitare i passaggi d'asta di sabato e lunedì. Servirà anche una presenza fisica attiva per evitare che si vendano pezzi d'azienda, aggravando ulteriormente la situazione."
"Il rischio - prosegue Pieroni - è quello di perdere settori qualificati del nostro apparato produttivo. E ci sono alcuni imprenditori che hanno la tentazione di tirare i remi in barca, mentre sono molto colpito dall'impegno dei lavoratori che stanno lottano e credono nel futuro della loro azienda. Noi dobbiamo essere pronti per agganciare la ripresa e per far questo occorre puntare sull'innovazione, le infrastrutture, la ricerca".
"Occorre stare col fiato sul collo su una proprietà sfuggente - conclude Pieroni - che si è dimostrata incapace nella gestione dell'azienda. Serve un nuovo piano industriale ed occorre teneri aperti tutti i tavoli per arrivare ad una soluzione positiva".
Al termine della seduta il Consiglio comunale ha avuto all'unanimità un documento in cui si impegna il Sindaco: " a proseguire l'azione di coordinamento con enti, istituzioni, sindacati, lavoratori e con tutte le realtà che intendono contribuire alla soluzione della vicenda; a monitorare la situazione dell'intero tessuto produttivo Comunale per verificare se siano presenti altre situazioni di crisi aziendali e di difficoltà al mantenimento degli attuali livelli lavorativi; a aprire appositi contatti con le Associazioni datoriali di appartenenza per portare avanti con lo stesso impegno tutte le iniziative utili a favorire il superamento delle situazioni di crisi aziendali che si potranno in futuro nel territorio".
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