La stretta finale per le sorti della Bulleri e dei suoi operai si avvicina. In questi giorni si dovrebbero sciogliere i nodi riguardo alla possibilità di un subentro di un acquirente che salvi l'azienda del fallimento.
Pisanotizie ha intervistato il sindaco di Cascina, Moreno Franceschini, per capire quale sia la reale situazione,
Qual è lo stato delle trattative sulla Bulleri?
Al momento ci sono 3 possibili acquirenti che stanno trattando con il liquidatore ed il rappresentante della proprietà. Si tratta di due imprenditori ed una cooperativa: no è locale e due no, anche se sono entrambi toscani. Questi soggetti hanno già presentato dei piani industriali: occorre ora arrivare velocemente ad un accordo che possa garantire il lavoro a tutti i dipendenti della Bulleri. Nelle scorse settimane sono stati venduti due macchinari, che erano da tempo pronti in fabbrica, e sono arrivate anche le lettere per la cassa integrazione. Si tratta di piccole e modeste boccate d'ossigeno, ma bisogna fare in fretta e chiudere le trattative.
Ad oggi quali sono i problemi maggiori che potrebbero di trovare una soluzione positiva per la Bulleri?
La questione principale da chiarire e l'ostacolo da superare per chiudere la trattativa è se la proprietà intende ripianare con questa operazione tutti i debiti o meno. Da ciò che sappiamo l'ammontare del debito dell'azienda è molto significativo per cui una simile strategia comporterebbero molte molte difficoltà. Faccio un esempio: l'Enel negli scorsi giorni era intenzionata a staccare la luce alla fabbrica in quanto le bollette, per un importo di circa 40 mila euro, non venivano pagato da mesi. Solo grazie ad un nostro intervento questo provvedimento non è stato momentaneamente preso. Ma questa è una spia di una situazione complessa per la quale ci sono dei responsabili e che non può essere fatta ricadere sul nuovo acquirente.
In queste condizioni quale accordo si potrebbe andare a definire?
In primo luogo l'obiettivo da conseguire è quello di riuscire a salvare questo sito industriale di altissimo livello e garantire il posto di lavoro a tutti gli operai della Bulleri. Il percorso di riassorbimento di tutti i lavoratori potrebbe avvenire anche scaglionato nel tempo, visto che la fabbrica deve riprendere la propria attività produttiva, ma si deve trattare comunque di tempi ragionevolmente brevi.
Quali sono i tempi delle trattative?
Entro la prossima settimana credo che occorre sciogliere i nodi e arrivare a concludere in un senso o nell'altro. Nell'ultimo incontro svolto presso la Regione si è definita anche la possibilità di un sostegno da parte di FIDI Toscana nel caso in cui subentri un nuovo soggetto. Al momento la possibilità dell'affitto del ramo d'azienda e non dell'acquisto immediato è un'opzione concreta di cui si sta discutendo.
Come giudica il comportamento della proprietà in tutti questi mesi?
Debbo dire che non c'è stata chiarezza nel modo di agire , né un volontà di dare le informazioni da parte dell'imprenditore. Grazie a questo comportamento la proprietà ancora oggi si sta lasciando tutte le porte aperte per decidere quali scelte fare. Vorrei però precisare, ancora una volta, che la Bulleri non è una di quelle aziende colpite dalla crisi in maniera molto significativa. L'impresa continuava ad avere le sue commesse, si è trattato più di un problema di gestione.
Secondo lei qualcuno sta approfittando della crisi?
La crisi c'è ed è molto forte sia a livello internazionale sia nel nostro paese, ma qualcuno che approfitta della situazione c'è. Inoltre, a mio avviso, vi è un problema di passaggio generazionale nel mondo dell'impresa. In alcuni casi i passaggi dell'attività da padre a figlio hanno determinato ottimi risultati, in altri invece gli esiti sono stati drammatici: chi subentra nella gestione di un'impresa deve entrare nella logica che se l'azienda va bene, questo non significa che non vada curata, fatta crescere, difesa.
Gli operai di contro stanno lottando da mesi per difendere il loro posto di lavoro e la "loro fabbrica"...
A loro va il mio più profondo ringraziamento per quanto hanno fatto in tutti questi mesi. Ho potuto notare che la maggiore determinazione in questa battaglia era proprio degli operai più giovani. C'è in loro una forte motivazione nel difendere il proprio lavoro che viene anche dalla soddisfazione per ciò che fanno, per le macchine che producono. Vi sono in quella fabbrica delle professionalità straordinarie che non possiamo perdere.
Il Comune di Cascina è anche intervenuto a sostegno degli operai residenti nel comune....
Al riguardo debbo ringraziare il Consiglio Comunale che ha votato in tempi rapidissimi questo provvedimento: il contributo economico del nostro comune è arrivato agli operai anche prima della cassa integrazione. Ringrazio anche i sindacati che hanno dato un contributo significativo perchè si raggiungesse questo risultato. Mi colpisce, invece, in negativo il comportamento e la proposta di "requisizione della fabbrica" da parte di Rifondazione Comunista. Si tratta di un'operazione che serve solo a fare poca chiarezza con i lavoratori, ad illuderli, in quanto non è una strada praticabile.
A parte il caso specifico della Bulleri, come si sta facendo sentire la crisi in questi territori?
Sono numerose le piccole e medie imprese che hanno messo i lavoratori in cassa integrazione. Il dato positivo è che la Piaggio tiene e ciò anche per l'indotto è molto importante. Però le situazioni di difficoltà sono tante e parcellizzate: se le sommiamo tutte il quadro è negativo. Il Governo non può solo cantare vittoria ma deve confrontarsi con la condizione reale del paese e rendere partecipi tutti i soggetti di questa situazione di crisi, lavorando in sinergia per un suo superamento. Il compito principale della politica è quello di guardare al futuro e costruirlo giorno dopo giorno.
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