02/10/09 10:03 | autore: Chiara Martina video Stampa

Lunedì manifestazione contro i Ministri Gelmini e Brunetta 0

I Ministri invitati ad un Convegno al CNR, fanno sapere che non ci saranno. Confermata la mobilitazione a difesa della scuola e della Pubblica Amministrazione, contro la politica del Governo.

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Hanno deciso di definirsi "Comitato di accoglienza" e lunedì prossimo dovevano dare il 'benvenuto' ai Ministri Gelmini e Brunetta, attesi al CNR per intervenire ad un Convegno dal titolo:"Costruiamo insieme il futuro della Rete!", ma in realtà nei giorni scorsi si è appreso che nè  il Ministro Gelmini nè Brunetta verranno. La mobilitazione rimane comunque confermata. Ad organizzarla un Comitato formato da precari della scuola e dell'Università, studenti universitari e medi, genitori in difesa della scuola pubblica, Cobas, insomma tutte quelle realtà che hanno deciso di lanciare un appello alla mobilitazione per contestare l'annunciata presenza di due esponenti del governo, protagonisti di politiche che attaccano la scuola, l'università e il pubblico impiego.

Una mobilitazione, dunque, che nel contestare i due ministri cerca di dare voce a quelle proteste che da un anno a questa parte non si sono mai interrotte: dalla grande Onda che lo scorso autunno ha investito tutta l'Italia per contrastare la legge 133, fino alle occupazioni e alle proteste dei precari della scuola che da questa estate hanno coinvolto città del nord e del sud del paese e che confluiranno nella manifestazione di domani (3 ottobre,ndr) a Roma per chiedere le dimissione del ministro Gelmini, il ritiro della legge 133 e l'immissione in ruolo dei precari.

A spiegare i motivi di questa mobilitazione sono in tanti, e ognuno porta un pezzo di esperienza dal mondo della scuola e dell'università, per cercare di spiegare quello che sta accadendo. Marta, del Comitato genitori e insegnanti in difesa della scuola pubblica, spiega che"ci troviamo ad assistere a un attacco senza precedenti all'istruzione pubblica, siamo di fronte al più grande licenziamento di massa mai messo in atto in Italia, con 150.000 posti di lavoro tagliati entro i prossimi 2 anni".
"Tagliare insegnanti e personale non docente nelle scuole - spiega - mette in discussione la qualità della didattica, che viene ridotta ai minimi termini e tutto questo dietro a slogan come quelli utilizzati dai Ministri Gelmini e Brunetta che parlano di merito, efficienza, semplificazione. Ciò che si fa in realtà è tagliare a discapito dei soggetti deboli: non è un caso che a saltare per primi siano le scuole serali, il sostegno, le ore di compresenza. Tutto ciò penalizzerà chi ha più bisogno, sarà la fine della scuola delle pari opportunità formative".

"Per quanto riguarda l'Università - proseguono gli studenti - stiamo assistendo al sostanziale blocco delle assunzioni e dei concorsi da ricercatore: l'organico è destinato a ridursi di almeno il 15%, con ricadute negative sulla didattica e sulla precarietà del lavoro di insegnamento e ricerca. Già quest'anno vari corsi di laurea saranno costretti a chiudere, mentre è cresciuto il numero dei corsi universitari affidati gratuitamente a docenti precari. Per non parlare poi della riduzione di servizi fondamentali, come quelli operati dall'Università di Pisa per le biblioteche". "Quello che deve essere chiaro - continuano gli studenti - è che noi non siamo disposti a subire in silenzio gli effetti prodotti della crisi, perché questo significherebbe condannare il futuro delle giovani generazioni. Per questo motivo torneremo a mobilitarci come abbiamo fatto un anno fa, quando proprio a Pisa facemmo capire chiaramente al Ministro Gelmini, con una grande manifestazione, che a Pisa non era la benvenuta. Ed è per questo che sono già iniziate le assemblee in alcune facoltà". Anche oggi, dalle 14 si terrà in Piazza Dante un presidio-assemblea per discutere del futuro dell'Università e di quelle che saranno le prossime mobilitazioni.

La parola passa poi agli insegnanti precari, che sono mobilitati già da diverse settimane: "In questo inizio d'anno la scuola sta vivendo un momento di grande difficoltà, che coinvolge tutti i livelli. La scuola della Gelmini sta diventando un luogo umiliante per chi insegna e offensivo per chi la frequenta". Oltre alle gravi ripercussioni che la politica dei tagli avrà sulla didattica, i precari denunciano i rischi per la sicurezza nelle scuole a causa del sovraffollamento che l'aumento del numero di alunni per classe determinerà: "Gli alunni sono costretti in spazi sempre più inadeguati, che non rispondono ai requisiti previsti dalla normativa vigente. Su questo aspetto abbiamo realizzato un dossier relativo alla situazione negli istituti superiori della provincia - ci spiega Cinzia - che è stato poi consegnato al Prefetto Basile, alla Provveditora Gloria Bracci Marinai, e a numerosi dirigenti scolastici. Avevamo anche chiesto che si svolgesse un tavolo provinciale di discussione, cosa che però ci è stata negata".

E lunedì saranno presenti in piazza anche i precari della ricerca e della didattica dell'Università: dopo le battaglie degli scorsi mesi, faranno sentire la propria voce su tutti quei provvedimenti che stanno portando ad una pesante svalutazione della didattica universitaria come, ad esempio, l'affidamento di corsi non retribuiti.

Numerose le adesioni che stanno giungendo in queste ore (tra queste quella di Rifondazione Comunista) al corteo che partirà alle 9:00 dal complesso "Concetto Marchesi", attraverserà via Flamini e via Garibaldi, per giungere poi al CNR, dove si terrà un presidio. E per manifestare il proprio dissenso al Ministro della Pubblica Amministrazione, il Comitato lancia un appello "a tutte quelle realtà che negli scorsi mesi avevano appeso striscioni alle finestre contro la politica di insulti e devastazione della dignità dei dipendenti pubblici, affinché tornino ad esporli nella giornata di lunedì".

 

 

Gelmini-Brunetta: "Pisa non vi vuole" - di Chiara Martina

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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