06/10/09 07:35 | autore: la redazione Stampa

Società della salute: nuovi tagli per quasi 900 mila euro 0

A rischio chiusura la maggior parte dei servizi sociali. Ieri un incontro tra i dirigenti della SdS, i sindacati e le cooperative sociali

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La Regione Toscana, in sede di conferenza regionale delle Società della Salute ha informato gli enti locali di un ulteriore taglio di 886.127 euro, per la zona pisana, sul Fondo Sociale Nazionale, portando a più di un milione e 500 mila euro il totale dei tagli previsto sul bilancio previsionale del 2009.

Il Fondo Sociale Nazionale, senza la manovra Tremonti, avrebbe dovuto essere di 3.202.494 euro, ma già con la prima, grossa chiusura dei fondi a gennaio la cifra era scesa di 680.450 euro.
La decisione di tagliare era stata ridiscussa e infine ridimensionata tramite l'intervento della Regione Toscana (leggi 1 - 2) questa volta, in prima istanza, è sempre la Regione Toscana a mitigare l'impatto del taglio. Almeno per il Fondo Non Autosufficienza: per il resto, si vedrà.

La conferenza delle Società della Salute, insieme ad Anci, Uncem, e Upi Toscana, il 14 settembre si riunisce e denuncia all'unanimità la politica governativa. Fa appello all'Assessore Regionale per la Salute, Gianni Salvadori, che il 27 settembre spedisce una lettera aspra al Ministro Sacconi, informandolo del dissenso verso i tagli alle risorse e il modo in cui sono stati decisi. "Nell'arco di soli due anni" si legge, "il Governo ha tagliato il Fondo Nazionale Politiche Sociali di quasi la metà, passando dai 953 milioni circa del 2007 ai 517 milioni circa di quest'anno, di cui ad oggi è stato erogato solo il 50%. Per la Toscana significa passare dai 61 milioni circa del 2007 ai 34 del 2009, attualmente solo 17 milioni."

"A questo quadro", prosegue la lettera, "si aggiunge la "scomparsa" del Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza, che l'anno scorso ammontava a 400 milioni di euro (28 milioni di euro in Toscana). Le ricordo che la Toscana ha avviato dallo scorso anno la costituzione del Fondo per la non autosufficienza, sostenuto - senza alcuna nuova tassa - da ulteriori 80 milioni di euro annui".

La legge regionale 66/08 prevede infatti la garanzia di copertura economica "al fine di sostenere e estendere il sistema pubblico dei servizi sociosanitari per le persone non autosufficienti, disabili e anziane", ma se la quantità dei tagli dovesse essere confermata, i Comuni dicono che la conseguenza sarà "una riduzione drastica degli spazi e degli ambiti di manovra che le amministrazioni potranno utilizzare per operare in pareggio di bilancio".

A quanto ammontano i costi sociali? Secondo un estratto del Bilancio Sociale 2009 fornito dalla Società della Salute, tra servizi e progetti erano previsti 20.370.690 euro, di cui 18.318.166 per i servizi e 2.052.524 per i progetti. Quest'ultima area, proseguono i Comuni, "sarà quindi interessata in maniera molto significativa da una riorganizzazione che complessivamente - tra servizi e progetti - deve prevedere la diminuzione dei costi per circa il 9% rispetto al preventivo 2009."

Vero e proprio rischio di chiusura per attività "che ormai venivano considerati servizi". Ieri la Società della Salute ha incontrato gli operatori del sociale e i sindacati, per metterli al corrente del mancato arrivo dei finanziamenti previsti e attesi. Le reazioni saranno durissime, ma questa volta i componenti della giunta "sanità" non ci stanno ad addossarsi la colpa: "Vorremmo che fosse chiaro il nostro rifiuto è di totale responsabilità del governo". Come a dire: "Non sappiamo più dove tagliare".

"Il bilancio del 2010 si presenta in negativo" dichiara Giuseppe Cecchi, direttore della Società della Salute pisana, "almeno del 9%. Ci sarà infatti da coprire il buco di oltre 800.000 euro sul bilancio 2009, e poi pensare a trovare i fondi per il 2010. Rischiano la sopravvivenza tre centri diurni per disabili e il dormitorio in via Conte Fazio, e sarà molto difficile trovare le risorse per tutte le attività di consultorio. La realtà" conclude Cecchi, "è che il governo punta sulla questione 'sicurezza', ma l'abbassamento degli interventi verso le fasce sociali più deboli va esattamente nella direzione opposta".

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La Vignetta - Luca Ricciarelli

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