In un momento di crisi economica e sociale in cui i fenomeni di impoverimento e disagio degli strati più deboli della società aumentano, il Governo decide di decurtare ulteriormente con la finanziaria il fondo sociale nazionale.
Nel nostro territorio ciò si sta traduce in un pesantissimo taglio delle risorse, per i progetti attivati della Società della Salute, che avrà immediate ripercussioni sia sui servizi per i cittadini sia sulle decine di posti di lavoratori degli operatori sociali che sono ancora più a rischio.
Si tratta complessivamente di un milione e 500 mila euro e più nel dettaglio: 900mila euro di mancati trasferimenti si aggiungono ai tagli alla sanità previsti dalla finanziaria e che già ammontavano per la Società della Salute dell'area pisana a 700mila euro.
A denunciarlo sono stati nei giorni scorsi la presidente della Società della Salute Pisana Maria Paola Ciccone, assessore al Comune di Pisa, e gli assessori Mario Pellegrini (Calci), Serena Dilda (Vecchiano), Fortunata Dini (San Giuliano Terme) e Sandra Vitolo (Cascina).
"I tagli al fondo nazionale - dice la presidente Ciccone - che ammontano a circa 700mila euro per la zona pisana , hanno costretto i Comuni a fare salti mortali per garantire i servizi. Ora siamo stati informati che anche sulle cifre stanziate non verranno effettuati i trasferimenti (ndr: per la zona pisana circa 900mila euro). Questo significa che i Comuni, che hanno già anticipato attraverso la Società della Salute le cifre necessarie, non potranno che attuare pesantissimi tagli sui bilanci del prossimo anno. Una situazione inaccettabile che costringerebbe a rivedere servizi indispensabili come le residenze assistite o i centri anziani, ma anche i progetti che coinvolgono enti e associazioni del terzo settore".
Per queste ragioni la conferenza delle Società della Salute, rappresentativa delle Comunità della Toscana, unitamente ad Anci, Uncem e Upi toscana, ha scritto un documento in cui denuncia "la politica governativa che, attraverso il taglio del 50% delle risorse del Fondo Nazionale Politiche Sociali, operato a carico delle Regioni nel biennio 2007-2009, sta mettendo in crisi la possibilità di mantenere i livelli di assistenza consolidati negli anni in Toscana e di assicurare l'erogazione dei servizi nel rispetto dei diversi bisogni e delle diverse condizioni economiche dei cittadini".
"Tutto questo - prosegue il documento - in una fase in cui la crisi economica, che ha colpito molte famiglie, acuisce il bisogno di sostegno e protezione attraverso misure di assistenza sociale specifiche e rende sempre più necessario lo sviluppo dei servizi per i bambini, gli anziani, i disabili e per tutti quei soggetti i cui bisogni più pesano sugli equilibri familiari. Il dimezzamento, nell'arco di due anni, delle risorse del Fondo Nazionale Politiche Sociali costringe, invece, i Comuni a contrarre, anziché sviluppare, le politiche di protezione sociale già poste in essere prima della attuale congiuntura, con l'aggravante di una domanda, oggi, accresciuta e proveniente anche da quelle fasce di popolazione che normalmente non ricorrevano alle tradizionali misure di assistenza sociale".
Da qui la richiesta al Governo di rispettare "quanto previsto dalla Costituzione e dal quadro legislativo in vigore ovvero di provvedere alla mancata definizione dei livelli di assistenza sociale quale base di garanzia per tutto il territorio nazionale, correlando agli stessi quote di finanziamento certo".
Nel frattempo nella pomeriggio di lunedì si è svolto un primo incontro presso la Società della Salute con i rappresentanti dei sindacati e delle cooperative sociali, mentre un altro è già fissato per mercoledì prossimo per monitorare meglio la situazione e capire quali iniziative intraprendere.
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