Non si fanno attendere, anche nella nostra provincia, le reazioni all'indomani dell'affossamento della legge Concia. Con 285 favorevoli, 222 contrari e 13 astenuti martedí a Montecitorio è stata votata infatti la pregiudiziale di costituzionalità della legge sull'omofobia: "Con questa votazione si è resa incostituzionale una battaglia di civiltà" ha commentato Daniele Nardini, direttore dei contenuti del noto portale di cultura omosessuale Gay.it, che a Pisa ha la sua redazione.
Analoga la posizione di Marco Michelucci di Arcigay Pisa: "E' un atto estremamente grave. In questo modo lo Stato viene meno al suo ruolo di protezione nei confronti di una minoranza discriminata."
Voci locali a cui fa eco quella di Navi Pillay, Alto Comissario delle Nazioni Unite per i diritti umani che ieri ha commentato l'esito della vicenda, definendo la bocciatura del ddl come "un passo indietro "nella difesa e nell'affermazione dei diritti degli omosessuali, che anche là dove non sono criminalizzati rappresentano un gruppo minoritario "oggetto non solo di violenze, ma di discriminazioni in vari aspetti della loro vita".
La pregiudiziale, avanzata su richiesta dell'Udc, azzera cosí l'iter di una legge che, nella stesura preparata dalla commissione addetta, si presentava come una soluzione di compromesso che non soddisfaceva appieno le aspettative della comunità omosessuale. La legge Concia avrebbe infatti introdotto l'aggravante per orientamento o discriminazione sessuale in caso di aggressione (aggravanti il cui effetto sarebbe peró stato sostanzialmente azzerato nel caso di assenza di precedenti penali dell'aggressore, che in tal caso avrebbe beneficiato delle attenuanti), introducendo tutele molto piú blande rispetto al testo inizialmente approdato in Commissione Giustizia, che prevedeva un'estensione della legge Mancino e la conseguente creazione di un reato di omofobia.
Per questo il risultato della votazione di ieri cade sulla comunità gay come un fulmine a ciel sereno: "Ci aspettavamo che la legge sarebbe stata rinviata in Commissione - spiega Michelucci - e che i tempi per la sua approvazione si sarebbero dilatati. Certamente non avremmo mai pensato che sarebbe stata dichiarata incostituzionale. All'interno della comunità si è diffuso un forte senso di sconforto: la nostra dignità è stata calpestata".
Ad aggravare il risultato della seduta di ieri sono le motivazioni addotte per dimostrarne l'incostituzionalità: "Il testo votato - commenta Davide Nardini- mira ad accostare l'omosessualità a perversioni che con l'orientamento sessuale in questione non hanno niente a che fare. La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito l'omosessualità come un comportamento naturale".
Con un editoriale il direttore di Gay.it, Alessio De Giorgi, commenta e attacca l'operato del Parlamento dal suo portale: "Paola (Concia, ndr) ci ha provato. Ma nulla poteva contro la forza del Vaticano, che ha indotto otto deputati del PDL oggi ad uscire con un articolo sull'Avvenire, sostenendo che la legge avrebbe aperto la strada a matrimonio, fecondazione artificiale e adozione per gli omosessuali. [..] Per coerenza, essendo la lotta alle discriminazioni per orientamento sessuale e all'omofobia uno dei punti fermi dell'Unione Europea, ribadito nel Trattato di Lisbona e in molte risoluzioni del Parlamento, oltre che nell'azione di governo dell'UE, l'Italia dovrebbe ora avere il coraggio di uscire dall'Europa, da cui la distanza culturale è ormai abissale."
Inevitabili le conseguenze anche sul piano politico, provocate dal voto della deputata del Pd Paola Binetti, che ha appoggiato la pregiudiziale di incostituzionalità. E l'indignazione all'interno del Partito Democratico non si è fatta attendere, neppure a livello locale. Stefano Landucci, coordinatore pisano della mozione Marino, cosí ha commentato l'affossamento del ddl Concia: "Il voto della Binetti contraddice le linee guida del partito. La conseguenza logica, a mio modo di vedere, dovrebbe essere una dura presa di posizione nei suoi confronti da parte della dirigenza e del segretario del PD".
E nello stesso giorno in cui si vanifica il lavoro per garantire forme di tutela alla comunità omosessuale, la Regione Toscana, in controtendenza con Roma, approva con una delibera lo stanziamento di 20 mila euro per la creazione di un osservatorio regionale per la lotta alle discriminazioni di orientamento sessuale. "Ogni strumento che è pensato per contribuire al ripristino della convivenza civile e della cultura del rispetto - ha dichiarato Landucci - non puó che essere valutato positivamente".
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