20/10/09 09:16 | autore: Francesca Parra Stampa

Tagli al sociale: inizia il confronto per opporsi al provvedimento 0

Ieri la riunione della Consulta del Terzo Settore per decidere le fome di protesta contro la drastica riduzione dei finanziamenti

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Mobilitarsi per chiedere al Governo una marcia indietro sui tagli al Fondo Nazionale delle Salute, che si traducono nella zona di Pisa in oltre un milione e 500 mila euro in meno sul bilancio previsionale del 2009. Sembra essere questo l'unico punto di accordo alla conclusione dell'assemblea della Consulta del Terzo Settore che  si è tenuta ieri presso la sede della Società della Salute di Pisa, alla presenza dell'assessore del Comune di Pisa alle Politiche sociali Maria Paola Ciccone.

Una mobilitazione, ipotizzata sotto forma di presidio davanti alla Prefettura, che coinvolga non solo le istituzioni e i lavoratori del terzo settore, ma anche la cittadinanza, gli utenti, cioè, coloro che in un futuro molto prossimo si vederanno privati di servizi fino ad oggi garantiti.

Ma i risultati che questa forma di mobilitazione potrebbe sortire lasciano peró scettici gli operatori delle cooperative, che commentano: "Saranno veramente un centinaio di operatori del settore che, scendendo in piazza, convinceranno il Governo Berlusconi a ripristinare i fondi per il sociale?"

E di fronte ad un bilancio da redigere entro la fine dell'anno, in mancanza di risorse, è diffusa la convinzione che i tagli andranno a colpire l'area dei progetti che, a differenza dei servizi, programmati su base triennale, vengono finanziati annualmente. Come ampia è la convinzione che la proclamata volontà del Direttore della Società della Salute Giuseppe Cecchi, di giungere a soluzioni condivise attraverso tavoli di concertazione con gli addetti del terzo settore, sia in realtà solo un "esercizio di stile".

Manca infatti solo un mese e mezzo alla scadenza del termine previsto per la presentazione del bilancio di spesa relativo al 2010 ed è inevitabile chiedersi quale spazio esista, in un lasso di tempo cosí ristretto, per il confronto con gli operatori ai fini di raggiungere soluzioni condivise e "per stabilire un metodo di lavoro - ha spiegato Cecchi - che consenta di assicurare la continuità necessaria e che, coinvolgendo tutti i protagonisti, individui quali sono le priorità".
"L'impressione - ha commento nel suo intervento Fabrizio Mariani, vicepresidente della cooperativa Il Cerchio - è che la richiesta di concertazione - risponda solo ad un compito imposto, visti i tempi stretti che abbiamo davanti. Se cosí fosse sarebbe auspicabile che la Società della Salute si prendesse la responsabilità di dirci dove ricadranno i tagli e quali progetti saranno soppressi. In questo modo ci consentiranno di essere onesti con i nostri operatori, consentendogli di cercare un'altra occupazione prima dell'arrivo di Natale".

Pressante è anche la richiesta da parte del mondo delle cooperative sociali di una presa di posizione politica da parte dell'amministrazione comunale, che nella pratica abbia conseguenza sulla definizione delle spese nel bilancio comunale. Prima fra tutte la questione di cosa voglia dire intervenire sulla sicurezza sociale: se sia piú efficace, a giudizio dell'amministrazione cittadina, spendere 650 mila euro per l'installazione di telecamere, o investire su un lavoro finalizzato a prevenire e arginare i disagi sociali che ne sono alla radice.

Ma anche scegliere quali interventi siano prioritari rispetto alle esigenze della cittadinanza: la ri-asfaltatura di una strada, solo per fare un esempio, o un centro di ascolto che possa aiutare un genitore con un figlio tossicodipedente.

Per oggi è, intanto, prevista una riunione degli operatori sociali in cui si valuterà gli esiti dell'assemblea di ieri e verranno discusse ulteriori forme di protesta.

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"Fatti sentire, non farti strozzare. No all'usura" - di Chiara Martina

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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