La lettera scritta dai rom del campo di Coltano pone all'attenzione della città il tema delle politiche di accoglienza, su cui è giunto il tempo di fare alcuni bilanci.
La situazione di Coltano è nota: nel 2002, con il programma Città Sottili, il Comune aveva deciso di chiudere il campo, e di costruire al suo posto un "villaggio" di case in muratura. Alle famiglie
era stata data la possibilità di scelta: o uscire subito dal campo, e andare a vivere in alloggi privati presi in affitto, oppure rimanere nelle baracche, in attesa di essere inseriti nel "villaggio". Oggi, chi
ha aspettato tutti questi anni al campo si sente dire che non avrà la casa né a Coltano né altrove.
Questa situazione si aggiunge ad altre che abbiamo denunciato nei mesi scorsi: l'allontanamento da Città Sottili di molte famiglie rom, accusate di aver compiuto reati senza che ci fosse una
sentenza della magistratura; gli sgomberi continui ai danni degli insediamenti cosiddetti "abusivi" ai margini della città; la distruzione sistematica delle baracche, senza alcuna attenzione alle necessità di donne e bambini che vi abitano; la politica dei rimpatri cosiddetti "volontari", in realtà eseguiti sotto minaccia di sgombero.
Quanto a Città Sottili, da almeno due anni non si registrano nuovi inserimenti in alloggio: chi abita ancora nel campo sembra destinato a rimanerci, e il grido d'allarme lanciato dai rom di
Coltano rappresenta una ulteriore conferma.
Sembra ormai chiaro che l'amministrazione comunale non abbia più alcun interesse ad investire nelle politiche di accoglienza: il programma "Città Sottili", con i suoi pregi ed i suoi limiti, è finito,
perché nessuno vi dedica più energie e attenzione. Gli unici atti della Società della Salute sono gli sgomberi, gli allontanamenti, le esclusioni dal programma.
Se così stanno le cose, ci si assuma la responsabilità politica di dirlo chiaramente. Sindaco e Società della Salute evitino di attribuirsi "politiche di accoglienza" che non esistono più: se hanno
deciso di chiudere ufficialmente il programma Città Sottili, ne spieghino i motivi alla città.
Associazione Africa Insieme
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