10/11/09 09:11 | autore: Chiara Martina Stampa

Progetto “Città sottili”: un futuro a rischio? 0

In una lettera i rom del campo di Coltano chiedono chiarimenti al Comune sull’assegnazione delle nuove case

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E' da oltre sette anni che aspettano che le case vengano costruite, e adesso che sono quasi pronte non riescono a capire il perchè di voci ambigue e silenzi preoccupanti. Così hanno deciso di prendere carta e penna e scrivere al Sindaco, alla Società della salute e ai giornali: sono le famiglie Rom del campo di Coltano che dal 2002 fanno parte del progetto "Città Sottili". In quello stesso anno il Comune aveva deciso di chiudere il campo, al suo posto sarebbe stato costruito un piccolo villaggio di case. Certo, il villaggio non avrebbe potuto ospitare tutte le famiglie, e dunque fu deciso di far scegliere alle famiglie stesse tra una sistemazione immediata in affitto, oppure pazientare vivendo nel campo fino a quando non fossero state completate le case. E loro nel campo ci sono rimasti per altri 7 anni, il tempo necessario affinché finissero i lavori.

"Il villaggio Rom che sta per finire - scrivono le famiglie nella lettera - ha comportato tanto impegno e difficoltà, sia da parte dell'Amministrazione, che ringraziamo di cuore, ma soprattutto da parte nostra. Abbiamo accettato con tanta speranza ben 7 anni fa, quando l'assessore di allora dott. Carlo Macaluso ci presentò le modalità del progetto e la descrizione del Villaggio che sarebbe sorto all'interno del campo. A tutte le famiglie, ad ognuna singolarmente fu anche chiesto espressamente cosa sceglievano: rimanere nel campo in attesa del villaggio o andare subito in un appartamento. Chi otteneva una sistemazione in casa o in appartamento si impegnava a non far ritorno al campo, a chi invece rimaneva nel campo veniva chiesto soprattutto di portare pazienza nel sopportare i disagi della vita al campo e di collaborare in attesa di entrare nel nuovo villaggio.
Ora veniamo a conoscenza che la maggioranza delle famiglie che vivono al campo di Coltano non entrerà nel villaggio, la precedenza andrà ad altri, esattamente a chi da anni vive in appartamento, ma allora noi chiediamo: dove sta la fedeltà alle tante promesse che ci avete fatto? Che ne sarà di quelle famiglie che in tutti questi anni hanno atteso il Villaggio e che all'ultimo momento si vedono escluse senza alcuna spiegazione? Chiediamo al Sindaco un suo diretto intervento perché trovi persone capaci di assumere un atteggiamento di correttezza e lealtà "anche verso di noi", atteggiamenti minimi indispensabili perché l'integrazione cammini verso la sua giusta direzione. Quella correttezza che da anni viene chiesta a noi Rom e che in tante situazioni crediamo di averla dimostrata, ma vogliamo vederla anche negli stessi operatori verso di noi, soprattutto quando questi trattano delle nostre esistenze e del nostro futuro!"

Questo ciò che sostengono le famiglie Rom. Versione smentita dal responsabile del progetto "Città Sottili" per la Società della Salute, Simone Consani: "La procedura di assegnazione delle abitazioni è appena partita e proseguirà per tutto dicembre. Esiste un regolamento che verrà applicato, il quale prevede che la valutazione delle famiglie da assegnare alla casa venga fatta prioritariamente sui nuclei familiari del campo di Coltano". Per la Società della Salute dunque, nessun problema, le case spettano ai Rom del campo.

Ma a sostenere la versione denunciata dai Rom, anche Padre Agostino, il prete che abita nel campo di Coltano, da sempre vicino a questi nuclei familiari: "Non è un problema che si è verificato in questi giorni, ma una situazione che si protrae da circa un anno. I patti erano che chi fosse rimasto nel campo in tutti questi anni sarebbe entrato nel villaggio. Su questo punto ultimamente non sembra che la cosa sia scontata. Le voci parlano di due tre famiglie, non di più. Di fronte alle domande che abbiamo fatto in questi mesi a operatori e responsabili del progetto, abbiamo ricevuto solo risposte ambigue e silenzi. C'è poi l'aspetto che ha creato maggiore preoccupazione, poiché sappiamo che alle famiglie che al momento sono negli appartamenti, operatori della Società della Salute hanno chiesto se fossero interessati alle case del villaggio. Si tratta di questioni che rischiano di creare divisioni e problemi all'interno della stessa comunità Rom".

Preoccupato il commento dell'associazione Africa Insieme alla lettera inviata dalle famiglie Rom di Coltano: "Sembra ormai chiaro che l'amministrazione comunale non abbia più alcun interesse ad investire nelle politiche di accoglienza: il programma "Città Sottili", con i suoi pregi ed i suoi limiti, è finito, perché nessuno vi dedica più energie e attenzione. Gli unici atti della Società della Salute sono gli sgomberi, gli allontanamenti, le esclusioni dal programma. Se così stanno le cose, ci si assuma la responsabilità politica di dirlo chiaramente. Sindaco e Società della Salute evitino di attribuirsi "politiche di accoglienza" che non esistono più: se hanno deciso di chiudere ufficialmente il programma Città Sottili, ne spieghino i motivi alla città".

 

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