11/11/09 07:35 | autore: redazione Pisanotizie Stampa

"La demolizione del Marchesi un atto cieco e vandalico" 0

Tra i tanti messagi di solidarietà, l'appello del giornalista e parlamentare Pd Furio Colombo: "Una ferita grave allo straordinario rapporto tra antico e moderno in una città come Pisa". Valutazioni negative sulla variante al regolamento urbanistico, le associazioni pronte a ricorrere al Tar

2680d3cb61fc72421bf5ccad874be382

La conferenza nazionale contro la variante al regolamento urbanistico e contro la demolizione del " Concetto Marchesi", che si è svolta ieri mattina presso lo stesso complesso scolastico, si è trasformata in breve in una grande assemblea. Oltre quattro ore di discussione, numerosissimi gli interventi e una grande determinazione perché il progetto di città delineato attraverso questo provvedimento del Comune venga ritirato e si riapra una vera discussione partecipata con i cittadini sul futuro di Pisa e dei suoi quartieri.

Tante sono state le voci diverse che si sono susseguite e che da angolazioni differenti hanno però ribadito la voglia di essere coinvolti nelle decisioni, di valorizzare il concetto di spazio pubblico, di rimettere al centro della pianificazione urbanistica uno sviluppo sociale, culturale e ambientale della città, diverso dalla "cementificazione selvaggia" prevista in questa variante. A spiegarlo sono stati i numerosi rappresentanti delle associazioni pisane che da mesi si oppongono a questo provvedimento: da Legambiente alla "Biblioteca Franco Serantini" fino a Medici per l'Ambiente. Ad intervenire è anche il consigliere comunale Maurizio Bini di Rifondazione Comunista, unica figura istituzionale cittadina presente al dibattito: "Questa variante è in realtà un nuovo piano strutturale e questo è stato messo in evidenza anche da un'osservazione della stessa Regione Toscana, rispetto alla quale il Comune non può fare finta di nulla. Purtroppo, come dimostra anche la recente presa di posizione della CNA, i poteri forti di questa città hanno detto chiaramente quali sono i loro interessi e l'amministrazione con questa variante li sta assecondando".

Ma è stata importante anche la voce di chi negli anni Settanta aveva importanti incarichi amministrativi come Renzo Moschini ed il prof. Piero Pierotti, i quali furono gli artefici per quel bando internazionale, assolutamente innovativo e pioneristico per quegli anni (siamo nei primi Settanta), vinto da Luigi Pellegrin per la costruzione del "Concetto Marchesi". "Il centro del dibattito su questo complesso - afferma Moschini - non è se è invecchiato l'edificio, ma se è invecchiato il ruolo sociale di questa scuola e il suo rapporto con la città. Al riguardo io credo che questa sua funzione sociale e culturale sia di grandissima attualità ed è bene che il Comune e la Provincia ne tengano conto".

Anche la stessa Sovrintendenza di Pisa tramite l'architetta Ciafaloni a chiarire "l'inquietante equivoco per cui si era diffusa la notizia di una nostra posizione favorevole alla demolizione di queste scuole. Non è così. Sono qui per capire ed ascoltare perchè credo nel principio di partecipazione nelle scelte urbanistiche che è contenuto nelle normative vigenti. Questa struttura ha un indubbio valore architettonico e un valore sociale inestimabile. Questa struttura è una cerniera indispensabile tra la città nuova e quella vecchia, per cui occorre immaginare insieme la sua riqualificazione, lavorando insieme per salvaguardarne la sua importanza architettonica e sociale".

Tanti sono anche i messaggi, letti dall'architetta Chiara Pellegrin, figlia di Luigi, di coloro che hanno voluto sostenere l'iniziativa pur non potendo essere presenti. Il Presidente dell'Ordine degli Architetti di Roma, Amedeo Schiattarella, ha ribadito in una nota come "la salvaguardia di questo complesso scolastico di Luigi Pellegrin sia doveroso come la protezione della nostra attività di relazione, e va difesa come difenderemmo noi stessi da un nemico che vuole inaridire la nostra esistenza e quella delle generazioni future".

Lo stesso concetto è stato ripreso dall'architetto Andrea Aleardi, presidente dell'Associazione nazionale Archivi di Architettura contemporanea: "Sempre più spesso ci troviamo di fronte all'assoluta indifferenza delle istituzioni nel tutelare e salvaguardare il nostro patrimonio culturale fatto non solo di monumenti, ma soprattutto delle innovazioni civili e culturali delle istituzioni stesse che in alcuni casi, come nella scuola del complesso Marchesi, trovano nell'architettura la capacità di esprimere una sintesi e soprattutto un'idea fortemente innovativa di scuola, e conseguentemente di società, che essa ha proposto. Come avevo già annunciato quest'opera di Luigi Pellegrin è anche parte della selezione delle opere di architettura toscana di rilevante valore storico-artistico del secondo Novecento, che la Fondazione Michelucci sta elaborando per contro del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Regione Toscana".

Pieno sostegno a questa e a tutte le altre iniziative che verranno prese, è stato ribadito anche dall'architetto Luca Zevi " per evitare che uno dei più importanti organismi architettonici italiani del secondo dopoguerra venga sacrificato sull'altare di una operazione immobiliare di dubbia qualità. Come ho avuto modo di scrivere in più occasioni, quest'opera di Pellegrin non rappresenta solamente un risultato architettonico di grande rilevanza. Essa costituisce altresì la testimonianza più alta di uno sforzo pluridecennale mirato all'evoluzione delle nostre strutture formative sulla base delle ricerche più avanzate della pedagogia moderna in campo internazionale. Proprio in un momento in cui l'intero settore della formazione conosce in Italia una crisi senza precedenti, mi sembra decisivo ricordare quella stagione cruciale anche attraverso il rispetto e la cura delle realizzazioni più significative cui seppe dare luogo".

Ad inviare una dichiarazione agli organizzatori della conferenza è stato anche Furio Colombo, giornalista e parlamentare del Partito Democratico: "Le ragioni addotte dal Comune e dalla Provincia per la demolizione legate a difficoltà di manutenzione forse coprono ben altri interessi e certamente rilevano una stupefacente mancanza d'informazione, cultura e consapevolezza dell'opera di cui si sta parlando. E' stato Bruno Zevi, maestro internazionale di critica dell'architettura, a presiedere la giuria che ha scelto il progetto di Luigi Pellegrin, ovvero di uno dei grandi architetti e maestri di architettura che - nei decenni del dopoguerra - hanno lasciato tracce esemplari e sono rimasti come punto alto di riferimento per la cultura del mondo. Pellegrin, infatti, oltre che architetto innovativo e geniale, maestro motivato dalla vivacissima passione di coinvolgere e insegnare, ha impresso nel suo lavoro, e in particolare nella Scuola di Pisa, il segno di una multidimensionalità di rapporti: con la storia, con la città, con il quartiere, con l'ambientazione del luogo, con la funzione (scuola), con il paesaggio (Pisa), con la doppia utenza di studenti ed insegnanti da un lato e dei cittadini e visitatori dall'altro. Ogni sguardo all'edificio coglie la qualità creativa destinata a rinnovarsi sempre, con il mutare dell'ambiente, delle persone, della storia, della cultura, dei visitatori e degli utenti. Basta pensare a edifici non belli però consacrati dal significato che hanno raggiunto nella storia, nell'ambientazione, nel rapporto con i cittadini. Come il Vittoriano di Roma, per capire la grave inaccettabile insufficienza dell'argomento "manutenzione". Per il celebre e discusso edificio di Roma la manutenzione è complicata e difficile. Non è mai stata in discussione. Ma la scuola di Luigi Pellegrin è un capolavoro dell'architettura pubblica contemporanea. Distruggerlo costituirebbe un atto grande e indimenticabile come la sua progettazione e costruzione. La differenza però è fra la nascita dell'opera di un maestro e la sua distruzione. Niente più che un atto cieco e vandalico, in una brutta Italia. Una ferita grave allo straordinario rapporto tra antico e moderno in una città come Pisa".

L'impressione di tutti i presenti è che sia avvenuto un primo passo importante, di quelli che rimangono nella memoria di una città perché sono l'inizio per un possibile cambiamento. E l'architetto Cascella a chiudere questa conferenza: "Vogliamo organizzare già nei prossimi mesi dei nuovi incontri e questa volta ci auguriamo di poterci confrontare con il Sindaco ed il Presidente della Provincia o i loro delegati, visto che oggi nessun esponente delle istituzioni si è presentato, per trovare un momento di confronto e di dialogo. Emerge, però, oggi con chiarezza che una parte importante di questa città è contro questa variante e avanza una chiara richiesta di salvaguardia del complesso "Marchesi".

"Per queste ragioni - prosegue Cascella - prepareremo per tempo i ricorsi al TAR tutti insieme, contro le schede adottate. Siamo favorevoli al dialogo ma pronti anche ad opporci con tutti i mezzi necessari contro dei provvedimenti che sono illegittimi. Siamo di fronte ad un vero pasticcio, per cui la nostra attenzione verso tutti i passaggi anche formali sarà altissima e siamo disponibili ad andare fino in fondo per vincere questa che è una battaglia di civiltà e di cultura".

 Leggi anche:

- Dichiarazione di Furio Colombo contro la demolizione del complesso "Marchesi"

- Messaggio del Presidente dell'Ordine degli architetti di Roma contro la demolizione del "Concetto Marchesi"

- Messaggio dell'architetto Aleardi contro la demolizione del "Concetto Marchesi"

- Messaggio dell'architetto Luca Zevi contro la demolizione del "Concetto Marchesi"

- A Pisa da tutt'Italia contro la variante al Regolamento Urbanistico

- CNA: "Occorre procedere con urgenza all'approvazione della variante"

- Intervista di Pisanotizie all'architetta Chiara Pellegrin

- Decine di Architetti contro la demolizione del Concetto Marchesi

- Pierotti: "Ecco perchè difendo il complesso Marchesi"

- Demolizione "Concetto Marchesi": l'intervista di Pisanotizie all'assessore Celoni

- Concetto Marchesi, contro la demolizione una manifestazione nazionale

- Le osservazioni degli architetti Cesana e Cascella

- Demolizione complesso Marchesi, storia di un'opera mai compresa

- Guarda la video-intervista al prof. Pierotti

 Guarda la gallery fotografica sul complesso "Marchesi"

Bombe a Brindisi. Don Ciotti: "Attacco alla società civile" - di

La Vignetta - Luca Ricciarelli

6083daeee7f000ff9e92a831be23c1fc
Blocco_lettori