11/11/09 07:57 | autore: redazione Pisanotizie Stampa

Università, i Ricercatori precari: "Rispondete alle nostre domande sul futuro dell'università" 0

Ieri in Senato Accademico presentate le 6 domande dei precari al Rettore e ai senatori: “Non ci hanno dato nessuna risposta, perdendo un'occasione per dimostrarsi all'altezza della situazione e assumersi pienamente le proprie responsabilità rispetto alle sorti dell'ateneo”

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"Dove stiamo andando?" Questo il titolo del documento presentato durante il Senato Accademico del 10 novembre dai ricercatori precari dell'Università di Pisa per chiedere ai Senatori e al Rettore come intendono garantire il futuro dellAteneo. La situazione, già grave, della didattica e della ricerca va ora vista alla luce del nuovo disegno di legge Gelmini su governance, diritto allo studio e reclutamento e del Protocollo d'intesa con la Regione Toscana, già firmato dall'Università di Firenze.

"In una fase così delicata - scrivono i precari della ricerca e della didattica - per l'ateneo di Pisa e per il sistema universitario italiano, riteniamo che le decisioni sul futuro di tutti debbano essere prese nell'ambito di discussioni pubbliche, allargate all'insieme degli interessati: studenti, dottorandi, lavoratori strutturati e non strutturati. Con questo spirito abbiamo proposto ai Senatori e al Rettore sei semplici domande su cui avviare il confronto".

Sono 6 i quesiti che i ricercatori precari hanno posto ieri al Senato Accademico e al Rettore e sui quali vogliono delle risposte:

1.Qual è la posizione politica del Senato e del Rettore sul "ddl Gelmini"?
2.Come si intende far fronte ai consistenti tagli del fondo di finanziamento ordinario previsti per il 2010?
3.Quando e su quali criteri si avvierà una programmazione del reclutamento in grado di soddisfare le esigenze della didattica e del ricambio generazionale?
4.I Presidi come intendono garantire la didattica senza ricorrere ai contratti d'insegnamento gratuiti anche per i precari dell'università?
5.Quanto peserà sul bilancio dell'Ateneo il reintegro dei docenti fuori ruolo, previsto dalla recente sentenza della Consulta?
6.Il Rettore intende o no sottoscrivere il Protocollo d'intesa con la Regione?

"Dopo una breve discussione - secondo quanto riferiscono i ricercatori precari - il Rettore ha ritenuto prematura ogni presa di posizione ufficiale sul disegno di legge del governo, almeno prima del 25 novembre quando il Ministro Gelmini incontrerà la Conferenza dei Rettori. Ha invece espresso perplessità sulla clausola del protocollo d'intesa con la Regione relativo all'ingresso di un rappresentante della giunta regionale nel Consiglio d'amministrazione dell'Università. Nessuna delle altre questioni sollevate dai precari è stata raccolta, neanche la richiesta di riconvocare dopo dieci mesi di silenzio il tavolo di confronto tra i precari e l'ateneo".

"Decidendo di non pronunciarsi - commentano dall'Assemblea dei precari della ricerca e della didattica dell'Università di Pisa - su cinque delle sei domande che avevamo proposto, il Senato e il Rettore hanno perduto un'occasione per dimostrarsi all'altezza della situazione e assumersi pienamente le proprie responsabilità rispetto alle sorti dell'Ateneo. Ben venga una riconsiderazione critica del protocollo con la Regione. Ma per il resto, l'impressione è che sia in corso un negoziato tra Università e Ministero, mediata dalla Conferenza dei Rettori, per far passare la riforma voluta dal governo in cambio di una riduzione dei tagli al fondo di finanziamento. Un vero ricatto, pagato da una generazione intera di precari che rischia di essere espulsa in massa dall'università".

Nonostante il silenzio degli organi di governo dell'Università, i precari intendono portare avanti le loro richieste: "Le questioni che solleviamo riguardano tutti: lavoreremo con gli altri precari, con gli studenti e con tutti gli interessati affinché si apra subito una fase di discussione pubblica sul bilancio e sulle prospettive della nostra università. Per quanto ci riguarda, rinnoveremo al Rettore la nostra richiesta di un tavolo di confronto con l'obiettivo di estendere i diritti ai ricercatori e docenti non strutturati e di partecipare alla definizione dei criteri per la programmazione delle assunzioni".

Il primo appuntamento per proseguire la mobilitazione è l'assemblea nazionale dei precari della ricerca e della didattica di tutte le Università italiane che si terrà venerdì 20 novembre a Roma.

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La Vignetta - Luca Ricciarelli

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