17/11/09 09:23 | autore: redazione Stampa

Africa Insieme: "Pisa chiude Città Sottili, e chiude la porta all'Europa" 0

L'associazione denuncia: “Fondate le preoccupazioni già espresse dall’Agenzia dell’UE ”

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"La conferma della chiusura da parte dell'assessore Ciccone del Progetto Città Sottili, è un fatto di straordinaria gravità". Così Africa Insieme commenta le scelte dell'amministrazione comunale in merito alle politiche di integrazione ed accoglienza.

"Proprio recentemente- scrive la storica associazione pisana - il programma Città Sottili era stato guardato con attenzione dai governi europei, sempre più preoccupati della deriva razzista e xenofoba del nostro paese. Proprio nei giorni scorsi, l'Agenzia per i Diritti Fondamentali dell'Unione Europea è tornata a far sentire la propria voce contro il governo italiano: e lo ha fatto con due rapporti di ricerca, nei quali si parla esplicitamente di Pisa. Nel dossier presentato alla stampa internazionale il 20 Ottobre scorso, l'Agenzia citava Pisa come unico comune che aveva sperimentato l'inserimento abitativo dei rom. In un successivo rapporto presentato a Vienna il 9 Novembre, si parlava ancora della nostra città, citata come unico esempio italiano di politiche inclusive e di integrazione".

"In entrambi i dossier - prosegue Africa Insieme - l'Agenzia dell'UE manifestava preoccupazione per alcune recenti scelte dell'amministrazione comunale pisana (in particolare per il programma di rimpatri volontari), che potevano compromettere il senso e la filosofia del programma Città Sottili. A quanto sembra, queste preoccupazioni dell'Agenzia Europea erano più che fondate: oggi, l'amministrazione comunale chiude Città Sottili, interrompe i programmi di inserimento abitativo dei rom, e cambia politica".

I volontari dell'associazione che da anni lavorano a fianco dei migranti criticano pesantemente l'amministrazione comunale: "Così il comune di Pisa si allinea alle scelte di altre amministrazioni: prima tra tutte quella di Gianni Alemanno a Roma, che pochi giorni fa ha sgomberato il campo nomadi di Casilino 700, suscitando le proteste di Amnesty International. Alemanno ha offerto ai rom del Casilino la stessa alternativa che il Sindaco di Pisa sta proponendo ai rom del territorio: sgomberi o rimpatri".

"La chiusura del programma Città Sottili - conclude Africa Insieme - cambierà il volto di Pisa. Centinaia di rom, che in questi anni avevano trovato una casa, verranno risospinti nei campi e nelle baracche. I bambini, che rappresentano la metà dei rom pisani e che avevano intrapreso con successo un percorso scolastico dovranno ricominciare dall'inizio, da quelle baracche e roulotte da cui erano partiti. Gli sforzi profusi in questi anni per garantire diritti sociali e civili ad una minoranza discriminata saranno cancellati da un giorno all'altro. Se si pensa che in questo modo i rom torneranno 'a casa loro', non si conosce la realtà: i rom inseriti nel programma Città Sottili sono persone che vivono a Pisa da almeno venti anni, molti sono fuggiti dalle guerre e dalle persecuzioni etniche nei Balcani, in tanti hanno perso la cittadinanza dei loro paesi, diventando "apolidi" (cioè privi di qualunque cittadinanza). L'unico effetto di una politica di questo genere sarà quello di riprodurre emarginazione sociale e sofferenze".

 

Leggi anche:

- Che cos'è il programma Città Sottili, scheda a cura dell'associazione Africa Insieme

- Il documento istitutivo del programma Città Sottili

- Il Comunicato di EveryOne, Group for International Cooperation on Human Rights Culture

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