17/11/09 09:09 | autore: Chiara Martina

L'assessore Ciccone conferma: “Città Sottili chiude. Al via gli sfratti per coloro che non si metteranno in regola” 7

Il Comune: “Si conclude la fase sperimentale di erogazione straordinaria di risorse finalizzate all'integrazione di nuclei familiari Rom”

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Dopo la denuncia lanciata ieri dalle pagine di Pisanotizie dal segretario provinciale di Rifondazione Comunista, Luca Barbuti, sul rischio di chiusura del Progetto Città Sottili, arriva oggi la risposta dell'amministrazione comunale e in particolare dell'assessore alle politiche sociali del Comune di Pisa, Maria Paola Ciccone. In una nota diffusa nella tarda serata di ieri, è giunta la conferma ufficiale: "Si conclude la fase sperimentale di erogazione straordinaria di risorse finalizzate all'integrazione di nuclei familiari Rom, beneficiari di servizi alla persona, alloggi e scolarizzazione dei minori".

Un'ipotesi, quella della chiusura del progetto, che circolava da giorni, anche a seguito di una lettera inviata dai rom del campo di Coltano al sindaco e all'amministrazione, in cui si denunciava una mancanza di chiarezza circa il percorso di assegnazione delle nuove case. Una settimana fa a questo riguardo avevamo ricevuto rassicurazioni da parte della Società della Salute che non vi era nessun cambiamento nell'ambito di Città Sottili, e l'ipotesi di chiusura del progetto era stata seccamente smentita.

Oggi, invece, il cambio di direzione: "Che il progetto Città sottili fosse in fase di chiusura era noto da molti mesi", scrive l'assessore Ciccone. "Tale informazione è stata resa nota, oltre che alla Giunta della società della salute e alle organizzazioni e cooperative coinvolte nel progetto, anche al Consiglio Comunale durante la discussione di una interpellanza da parte dell'Assessore alle politiche sociali".

Si tratta dunque della conclusione di un percorso cominciato nel 2002 dalla prima giunta Fontanelli. Ma quali saranno le tappe previste per arrivare a smantellare un progetto che da anni supporta - tra luci e ombre - il processo di integrazione di centinaia di uomini, donne e bambini? "Com'è noto - continua l'assessore Ciccone - l'ultima tappa del Progetto "Città sottili" è la consegna degli alloggi di Coltano, prevista nelle prossime settimane, agli aventi diritto. Dopodiché ed in coerenza con quanto fatto dalla passata amministrazione si apre una fase nuova, di integrazione dei nuclei Rom attraverso le politiche sociali ordinarie, con le regole che valgono per tutti coloro che vivono in situazioni di disagio".

La scelta della chiusura sembra, dunque, motivata da scelte politiche più che da mancanza di risorse, poiché non viene smentita la versione fornita ieri dal segretario del Prc Luca Barbuti, il quale sostiene che l'amministrazione non abbia fatto più richiesta per lo stanziamento dei fondi regionali da dedicare a Città Sottili. Al contrario, come si legge nella nota, "il Comune, anche a fronte dei tagli del Governo alle politiche sociali, ha chiesto alla Regione di concedere fondi aggiuntivi per questa fase di chiusura del Progetto e di avvio di nuove politiche. Nei prossimi giorni è infatti prevista la firma di un Protocollo d'Intesa con la Regione che prevede sia finanziamenti, sia politiche di integrazione commisurate alle capacità d'accoglienza, sia di contrasto alle situazioni di degrado e di precarietà sociale. Tutto questo in un'ottica non solo comunale ma di livello regionale.

L'assessore Ciccone ritorna sulla questione delle presenze rom in città ribadendo come sia "noto ai più la differenza di incidenza dei nuclei Rom su Pisa rispetto ad altre realtà". A sostegno di questa affermazione l'assessore riprende e chiama in un certo modo in causa l'ex-sindaco di Pisa e deputato del Pd che "rispondendo ad una lettera sul suo blog, giustamente ha sottolineato come le presenze durante il corso degli ultimi anni siano aumentati ben oltre il numero previsto dal progetto "Città sottili", con una evidente difficoltà per l'amministrazione attuale".

L'assessore affronta anche una delle questioni che rischiano di avere ripercussioni più pesanti a seguito della chiusura del progetto Città Sottili, ovvero il destino delle famiglie alloggiate presso case in affittto: "Rispetto alle situazioni dei presunti sfratti di famiglie Rom in affitto, nella fase di verifica periodica sono emerse situazioni di non rispetto delle regole e dei patti sottoscritti dalle stesse famiglie. Per queste, se non si metteranno in regola con le morosità pur potendosi permettere di pagare l'affitto, scatteranno le stesse procedure che scattano per tutte le famiglie morose che godono di sostegno abitativo". Un meccanismo quello delle case in locazione che risulta complesso, poichè il progetto prevede che siano le cooperative coinvolte nell'attuazione del progetto ad essere intestatarie del contratto di affitto. Come più volte sottolineato nel corso degli anni, l'importanza e il valore di Città Sottili risiede proprio nella possibilità di un supporto diversificato nel tempo dato alle famiglie destinatarie: inizialmente un sostegno economico che poteva arrivare a coprire interamente il costo del canone, per poi gradualmente diminuire ed essere integrato da cifre sempre maggiori a carico della famiglia beneficiaria. In questo senso sarebbe opportuno avere una verifica complessiva per capire cosa in questo meccanismo eventualmente non ha funzionato, e cosa si intende effettivamente per morosità. Ciò che al momento appare invece sicuro è che se il progetto verrà ritenuto concluso tutte le famiglie indistintamente si troveranno senza alcun sostegno, e dunque a rischio sfratto.

Leggi anche:

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Questo articolo contiene 7 commenti.

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2009/11/18 21:11:25 drugo lebowski In realtà la mia non era una risposta, ma un'altra domanda.
Si chiama berlusconite, ed è tipica di quasi tutti i politici di professione oramai purtroppo. Fortunatamente non faccio il politico, e poi come ho già detto non sono preposto a rispondere perchè non sono neanche rom.
A parte gli scherzi (c'è molto poco da scherzare ma se prendessi tutto sul serio mi sarei già rifugiato su uno scoglio), io lo capisco che l'italiano onesto si incazzi verso il rom disonesto. E' chiaro però che quello che non serve a nessuno è una guerra tra poveri.
Prima di tutto siamo tutti esseri umani, e Maria Paola Ciccone non ha diritto di chiudere un rubinetto dove bevono così tante persone, anche perchè non è stata lei ad aprirlo (bel modo di farsi ricordare, la responsabile della fine di un progetto lodato a livello europeo).
Ma Fontanelli non ha niente da dire? Si è vantato così tanto di aver fatto per una volta una cosa di sinistra...

2009/11/18 20:11:08 Roberto Roberto Prima di tutto grazie a Final User e a drugo lebowski per le loro pacate risposte alla mia domanda.
Scusatemi ma il dubbio mi resta, sono d'accordo con te Final la casa è un diritto, peccato che io, così come moltissimi altri, nonostante sia un operaio, per questo diritto sto pagando e pagherò per 20 anni della mia vita. Giusto l'istruzione, almeno quella di base, è un diritto di tutti ma non può essere una imposizione perchè così vivono questa cosa i bambini rom che di tanto in tanto compaiono in classe dei miei figli. Sono pronto ad aiutare chi rispetta e riconosce le nostre regole di vita civile ma perchè dovrei aiutare chi non lo fa?

2009/11/17 17:11:51 Final User @ Roberto Roberto

caro Roberto, perché i Rom si integrino ci vogliono tante cose, dall'una e dall'altra parte

ma l'arma principale è MANDARE I LORO FIGLI A SCUOLA e creare le condizioni perché ciò sia realmente possibile (...un bimbo che dorme in una baracca fetida difficilmente sarà accolto dai genitori dei suoi compagni di scuola...)

e questa cosa, se non si ha più voglia di considerarla prima di tutto come un diritto, la si consideri come conveniente, perché l'unica veramente efficace. Infatti, sgomberato un campo con la forza, se ne forma un'altro poco più in là...

2009/11/17 17:11:22 drugo lebowski mmmm...
premetto che non sono la persona preposta a rispondere, ma secondo me la domanda di Roberto è malposta. Credo che la domanda giusta sia: ma il comune vuole integrare i rom o preferisce che vivano in modo abusivo e illegale?
Solo sentendo la risposta del comune potremmo capire la differenza fra la politica del PD e quella della Lega.

2009/11/17 16:11:22 Roberto Roberto Faccio una domanda ma i rom si vogliono integrare oppure vogliono solo campare sulle nostre spalle in modo abusivo e illegale continuando ad arrotondare lo stipendio mensile comunale con i soliti furti?

2009/11/17 12:11:31 drugo lebowski Basta leggere la posizione di Africa Insieme nell’altro articolo pubblicato da Pisanotizie (unico media cittadino che dà il dovuto spazio a posizioni diverse sui vari temi in discussione) per capire che da una parte c’è fuffa burocratica, dall’altra un approccio realista e preoccupato.
Il PD di Pisa sta contribuendo alla barbarie italiana al pari di Alemanno e della Lega, non capisco perché gli organi del partito non prendano per le orecchie il Filippeschi e la Ciccone. Questi signori stanno disperdendo tanti voti, se proprio non gliene frega niente dei rom che muoiono di freddo che almeno tutelino i propri interessi elettorali.
Ma ci vuole tanto a capire che il PD non toglierà mai elettori al PDL? Pensare di togliere voti al PDL è come incaponirsi in un’assurda guerra santa nella quale l’unica certezza è il rafforzamento di Dio Silvio. Eppure eliminando le mele marce a Pisa il PD avrebbe la grossa chance di diventare davvero un partito democratico...

2009/11/17 11:11:00 Michele Giammanchi sono sconcertato, non capisco dove questa giunta voglia arrivare

Pisa potrebbe essere un laboratorio avanzato, un esempio da presentare a livello nazionale per parlare attraverso azioni e politiche che raccontino CONCRETAMENTE ai berluscones che la sinistra è DIVERSA e ottiene risultati

invece, cosa fanno?
scopiazzano la destra, illudendosi di guadagnare voti

a me questa politica puzza di sondaggio e non di progetto

Greenpeace. Artisti contro il nucleare - di GreenpeaceItaly

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