Dopo la decisione di chiudere "Città Sottili" il Comune di Pisa inizia a stringere le maglie intorno ai rom che abitano da anni in città.
Ieri mattina (sabato 21 novembre, ndr), infatti, i vigili urbani si sono presentati in forze nei due campi vicini al Ponte delle Bocchette e hanno affisso su tutte le baracche un foglio su cui era riportata un'ordinanza del Sindaco in cui si dice "area sottoposta a ripristino dello stato dei luoghi con abbattimento dello stato dei luoghi con abbattimento di ogni manufatto o struttura abusiva e completa pulizia del sito, Ogni persona che la occupi abusivamente , oltre a quanto previsto dall'art.633 c.p., verrà allontanata al momento dell'intervento".
In altre parole i vigili urbani hanno comunicato alle famiglie che vivono in questi campi di lasciare subito le loro "baracche", perché nei prossimi giorni verranno con le ruspe a sgomberare l'area e demolire tutto. Se vogliono salvare qualcosa è bene che la mettano da parte ora e che lascino subito l'area.
"Sono venuti questa mattina - ci racconta una signora che abita nel campo - hanno affisso questi fogli, e ci hanno detto di andare via per il nostro bene quanto prima. Ma dove dobbiamo andare? Nessuno del comune ci ha proposto nulla, nessuno ci ha indicato un'altra soluzione per i nostri figli, ci hanno detto solo che tra poco butteranno giù le nostre case".
Nel primo dei due campi vivono 4 nuclei familiari. Si tratta di circa 20 persone, di cui più della metà bambini che sono regolarmente scolarizzati e si recano alle scuole Oberdan. "Se ci cacciano da qui - dice una delle madri - e non sappiamo più dove andare, io come faccio a mandare i miei bambini a scuola?". Nel secondo campo, invece, si trovano tre nuclei familiari, in totale 12 persone di cui 6 bambini.
"Io vivo qui da 4 anni - ci racconta un signore - e lavoro nell'edilizia, ho uno stipendio. Io non chiedo nulla al comune, ma solo di poter vivere in pace. A Pisa ci sono tantissime case vuote, perchè restano vuote? Noi siamo disponibili a ristrutturate anche degli edifici abbandonati con il nostro lavoro e poterci trasferire. Ma l'unica cosa che noi vediamo dal Comune sono i vigili urbani".
I vigili hanno detto agli abitanti dei campi che già lunedì o martedì potrebbe avvenire lo sgombero, ma cosa accadrà dopo a queste famiglie? "Possono buttare giù queste nostre case - afferma uno dei ragazzi - ma noi non ce ne andremo da Pisa, qui lavoriamo e viviamo da anni. Ci sposteremo, troveremo un altra area dopo poter vivere, e se ci cacciano da lì magari torneremo di nuovo qui, e così via per tutto il tempo".
Insomma, quello che si profila è l'ennesimo episodio di sgombero, come nel recente caso delle baracche nella zona dell'ospedale di Cisanello, per il quale non è prevista alcuna alternativa da parte dell'assessorato alle politiche sociali e della Società della salute, con il conseguente e ulteriore peggioramento delle condizioni di vita di queste famiglie.
"A noi basterebbe - dice un'altra signora del campo - che il Comune ci dicesse in quale area possiamo stare, oppure recuperare anche delle case che non sono usate. Ora chiederemo al sindaco di non sgomberarci, di incontrarci e magari di trovare una soluzione. Abbiamo paura per i nostri figli: dove li dobbiamo portare, dove li dovremo fare dormire se ci abbattono queste baracche?".
E la stessa richiesta viene dagli esponenti di Africa Insieme e di Rebeldia che già in mattinata, appresa la notizia, si sono recati al campo per supportare queste famiglie. "Chiediamo al sindaco - afferma un esponente di Africa Insieme - un'immediata moratoria degli sgomberi, fino a quando non siano definite delle chiare politiche di intervento per tutte le famiglie che vivono in questi campi. Se si procedesse alla sgombero, l'amministrazione comunale si assumerebbe nuovamente una grandissima responsabilità. Noi lavoreremo perchè ciò non avvenga e perchè si possa avviare un confronto per trovare una soluzione che garantisca questi uomini, donne e bambini".
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