"I neri non possono entrare". E' quanto si sono sentiti dire un gruppo di ragazzi all'ingresso del noto locale di Tirrenia "Le scimmie" dal personale addetto alla sicurezza. Il grupppo, dieci ragazzi livornesi e tre senegalesi (percussionisti in un famoso gruppo etnico e residenti a Livorno), dopo una serata trascorsa insieme, verso l'una di notte decidono di concludere il loro giro nel pub di Tirrenia, ma non hanno fatto i conti con la "strana" legge che quel sabato sera (28 novembre) regola l'ingresso.
A raccontare l'incredibile accaduto è uno dei giovani del gruppo che, al momento di entrare, si trovava proprio accanto a uno dei suoi compagni senegalesi e che, per tale ragione, ha potuto ascoltare con dovizia di particolari quanto è stato addotto come motivazione al mancato ingresso dei "neri".
"Il buttafuori all'ingresso controllava l'afflusso di gente nel locale. Non mi pare facesse una particolare selezione - racconta il giovane da noi raggiunto telefonicamente - tipo sul vestiario oppure per equilibrare la quantità di uomini e donne all'interno, come spesso accade. Una parte consistente del nostro gruppo era già entrata. Quando io e i miei amici senegalesi abbiamo raggiunto la soglia, il buttafuori ha fermato con una mano sul petto uno dei tre dicendogli appunto che lui non poteva entrare".
La reazione del giovane è, ovviamente, di assoluta incredulità. "Chiedo subito spiegazioni - racconta - e mi viene riferito che non si tratta di una loro decisione, bensì di una precisa indicazione che avrebbe dato il proprietario del locale. Quest'ultimo si sarebbe raccomandato di non far entrare gente di colore perché la sera prima ci sarebbe stata una rissa nella quale erano implicati altri giovani di una non ben chiara origine "nera". Alle mie rimostranze, i due se la sbrigano con un "Tanto si sa, son sempre loro", lasciando intendere che sono sempre i ragazzi di colore a innescare le risse. Mi sembra una motivazione allucinante e del tutto assurda".
Dopo alcuni vani tentativi, il giovane trova il modo di richiamare gli altri suoi compagni già all'interno del locale per render loro nota la faccenda. A quel punto, vista la situazione, il gruppo decide di chiamare i carabinieri. "Ho telefonato al comando e ho illustrato il caso. L'agente al telefono è sembrato incredulo anche lui e infatti, dopo poco, sono arrivate due volanti dei carabinieri del radiomobile di Pisa davanti al locale". Dal racconto del testimone risulta che gli agenti hanno immediatamente contattato i due buttafuori e si siano fatti esporre la questione.
"Dopo alcuni minuti - continua il giovane - gli agenti ritornano verso di noi che eravamo rimasti in prossimità de "Le scimmie" e ci dicono:"Tutto risolto, ora potete entrare". Ovviamente il nostro umore era a terra e non ne avevamo più nessuna voglia. Tuttavia, io e uno dei raggazzi senegalesi, anche solo per una ragione simbolica, decidiamo di entrare. Ma una volta nel locale, il clima ci risulta davvero pesante. I due che erano all'ingresso, con fare sospetto, ci osservano in continuazione, fino a quando io e il mio amico non prendiamo in fretta e furia la via dell'uscita".
Una volta fuori i due ritrovano il gruppo di amici e ancora una delle due volanti. "Chiediamo ai carabinieri - prosegue il ragazzo - di scortarci alle macchine, perché il timore di qualche improvvisata rappresaglia comincia a coglierci. I carabinieri vorrebbero tornare indietro a chiarire ulteriormente la situazione, ma noi insistiamo perché levassimo del tutto le tende. E così accade".
La notte dei giovani livornesi, purtroppo, non finisce qui. Una volta imboccata la strada del ritorno, il gruppo nota una macchina che, a detta del giovane testimone, "sembra seguirci". "Uno dei miei amici in un'altra auto - continua - mi chiama sul cellulare, facendomi notare come un'auto ci stesse inseguendo da quando abbiamo lasciato il parcheggio a Tirrenia. Incredulo, provo ad accelerare: non ho certezze, ma il dato che posso confermare è che la macchina in questione ci ha "seguiti" per tutto il viale che da Tirrenia conduce a Livorno. Raggiunta la città, siamo riusciti, credo, a seminarli. Rimane il dubbio, ma anche la paura per quello che poteva accadere".
A dare per primo la notizia dell'incredibile episodio è il "Corriere di Livorno". Uno dei suoi giornalisti e autore dell'articolo che riporta l'episodio in questione, Giacomo Niccolini, è stato contattato telefonicamente da uno dei ragazzi presenti alla serata, il quale gli ha raccontato quanto accaduto. "Sono stato avvisato a tarda notte del fatto - ha raccontato Niccolini da noi raggiunto - e la persona che mi ha chiamato era a dir poco "sconsolata" per quanto aveva visto e sentito. Davvero una brutta storia".
Questo articolo contiene 8 commenti.
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2009/12/01 23:12:15 drugo lebowski Scusate ma mi avete fatto perdere.
I partigiani, le scimmie, il nazionalsocialismo (che come dice Walter - Sobchak, non Veltroni - ha alla base l'ethos)...mi sembrava il tema fosse un altro.
Ora, io sono un fautore del fuori tema, e dove posso il Filippeschi lo prendo in giro con gusto, ma tirarlo in ballo qui mi pare un tantinello forzato.
Semmai si può pretendere che Filippeschi prenda seri provvedimenti verso il locale dove si è verificato questo squallido episodio, ma se come credo questo non succederà non penso si tratterebbe di razzismo, ma molto più probabilmente di paura.
Come mi disse un tipo piuttosto cazzuto: "L'intrattenimento notturno fa girare molti soldi in questa città. Tu fai girare solo le palle. La nostra è una graziosa cittadina balneare, e l'obiettivo è mantenerla tranquilla. Perciò ti chiarisco una cosa: non mi piace che tu vada in giro a importunare i nostri cittadini, Lebowski, col tuo cognome da mezza sega, con la tua faccia da mezza sega, con i tuoi modi da mezza sega. E non mi piaci tu, mezza sega. Sono stato abbastanza chiaro?"
2009/12/01 19:12:50 Andrea Monticelli Boia, 14 righe per un'unica cazzata, potrebbe essere un record o quanto meno un fenomeno paranormale da sottoporre al buon Giacobbo.
Fattici una t-shirt ;)
Tornando ai discorsi seri, io non ci vedo un nesso tra le ordinanze del sindaco e questo episodio.
Episodio grave contro il quale è opportuno prendere tutti i provvedimenti possibili
2009/12/01 18:12:37 emme effe Quando gli alleati e i partigiani sconfissero il nazifascismo i partigiani si tolsero qualche soddisfazione vessando in modo anche triviale i pochi fascisti che non riuscirono a fuggire o a riciclarsi in qualche modo. Sono brevi momenti di soddisfazione popolare tra un imperialismo e l'altro. Successe con le rivolte contadine contro lo zar di russia e anche quando crollò il comunismo sovietico (in favore della mafia russa di eltzin prima e della grande russia di putin poi) successe qualcosa del genere. Ricordo che in televisione mostrarono gruppi di cittadini incolonnati che formavano un corridoio davanti ad un edificio del partito. I gerarchi uscivano e i cittadini li prendevano a sganassoni. Questi avevano il terrore negli occhi. Bei momenti davvero. La storia ciclicamente offre al popolo un po' di soddisfazione ed io spero di vedere un giorno una grande folla di cittadini multietnici fare corridoio anche davanti al comune di pisa. E visto che tu non sei anonimo io quel giorno griderò: fratelli, non dimentichiamoci di andrea monticelli!
2009/12/01 18:12:44 Andrea Monticelli Beh se sono coinvolto è facilmente controllabile, visto che io mi firmo con nome e cognome, mentre chi, sistematicamente attacca il sindaco anche quando non c'entra una mazza, non lo fa.
Io non ho detto chi se ne frega che stia aperto tanto non ci vado, ho solo detto che non ci son mai voluto andare (per motivi miei riassumibili in: mi sta sulle scatole la gente che ci va) e ora men che mai mi verrebbe voglia d'andarci.
Prima di scrivere, posa il fiasco e aspetta un pò.
2009/12/01 17:12:13 emme effe Filippescu c'entra eccome e dall'impegno che Monticelli ci mette nel difenderlo (non perde un colpo, si direbbe che lo pagano) direi che anche lui è coinvolto... Diciamo che concorre nelle enormi colpe di questo sindaco. Inutile indignarsi col proprietario delle scimmie, certe cose succedono perchè si stabilisce un clima: decreto antiborsoni, ospitalità e onori ai gerarchi Gasparri e Mantovano.... Queste sono colpi gravi..
Poi un'altra cosa: non si può dire "lui è razzista ma tanto io non ci andavo prima e ora ci andrò anche meno". No caro Monticelli, questo è il pensiero debole che cede terreno alla nuova barbarie. Se uno è razzista gli si fa chiudere il locale, come minimo.
2009/12/01 17:12:08 Andrea Monticelli Che c'incastra tirare in ballo il sindaco..
Non ci son mai voluto andare in quel locale, ora men che mai.
2009/12/01 15:12:39 emme effe veramente agghiacciante. Potremmo sapere chi è il gestore del locale? Avete provato a intervistarlo? Scommettiamo che è un sostenitore di Filippescu? Il comportamento dei carabinieri, che altrove (fuori dai confini nazionali italiani e svizzeri) sarebbe da considerare normale, va qui particolarmente apprezzato. Stiamo cadendo in basso e noi pisani prima di tanti altri.
2009/12/01 10:12:09 Edoardo . al proprietario del locale citerei l'esempio - vicino nel tempo e nello spazio - della rissa alla facoltà di ingegneria, dove l'unica "etnia" a darsele era quella pisana. Quello che mi fa ancora più schifo dei fasci dichiarati o deii divieti ai minareti è il razzismo strisciante che si è diffuso tra la gente comune... il commento assurdo che non ti aspetterest mai... Che sta succedendo?
Edoardo